ET LUNAR LANDER

Al seguente indirizzo ho trovato un interessantissimo documento che spiega l’utilizzo della parte superiore dell’Et , come base lunare .
Devo dire che , pur trattandosi di uno studio serio, rimango molto dubbioso sull’utilizzo di un tale sistema.
Se davvero fosse stato possibile utilizzare un tale sistema, come avrebbe funzionato il tutto?
Sarebbe stato davvero un buon progetto o avrebbe avuto molti problemi?
Il documento è , purtroppo , molto ridotto e non spiega nei minimi termini tutto il sistema.
Conosco altri progetti che vedevano l’utilizzo dell’ET come modulo aggiuntivo o come base orbitante stessa, ma mai avevo ipotizzato l’utilizzo di u tale sistema.

http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19910004938_1991004938.pdf

Pur riconoscendo una certa validità di base dell’idea, sono anche io molto scettico circa il riutilizzo “improprio” di componenti progettati per svolgere un determinato compito in un contesto diverso, come il caso degli svariati progetti di riutilizzo (ma mai nessuno andato in porto) dell’ET dello Shuttle.

Questo tipo di progetto ha due “ascendenti” (per così dire) uno legato al tema del “Wet Workshop” ereditato direttamente dall’AAP (Apollo Applications Program), l’altro quello della “riutilizzabilità” insita proprio nel progetto Shuttle.

E’ sempre sembrato uno spreco, in un sistama quasi tutto riutilizzabile come lo Shuttle, quello di dover gettare via l’ET al termine della fase di spinta degli SRB. Sopratutto negli anni '80 questo tema era molto sentito, da qui gli svariati (e spesso improbabili) progetti di riutilizzo degli ET, come stazioni spaziali, stazioni in L1 e avamposti lunari.

In realtà è sempre sembrata dubbia la possibilità di poter ripressurizzare gli ET una volta esaurito il loro compito, e sopratutto non si sa niente del loro comportamento in orbita per lunghi periodi, sopratutto in termini di resistenza strutturale, tenuta dell’atmosfera interna e protezione passiva da micrometeoriti e radiazioni.

Dato che il “leit-motiv” attuale è quello della Sicurezza (con la S maiuscola) sembra molto più ragionevole utilizzare sistemi progettati ad hoc per gli insediamenti orbitali o sulla superficie lunare. Magari riutilizzando, ove possibile, le tecnologie maturate in ambito del programma ISS (così come per la stazione spaziale in orbita lunare denominata LOOP nel progetto “Moonlight”).