Si, forse c’é da lavorare sul tema dei tempi di reazione.
Questo astronomo ha provato a determinare la scala (3 cm/pixel) dell’ultima immagine ricevuta, che inquadra un’area di 31 m, aggiungendo una figura umana per confronto:
La nuvola di detriti si sta trasformando in una coda, dando all’asteroide l’aspetto di una piccola cometa. In questa immagine, ripresa con un telescopio da 61 cm circa 29 ore dopo l’impatto, la coda ha un’estensione angolare di circa 80", cioè una volta e mezzo le dimensioni angolari medie del pianeta Giove.
L’immagine inquadra una porzione di cielo ampia poco meno di 1/3 delle dimensioni angolari della Luna. Se l’asteroide e la nuvola di detriti non avessero una luminosità così bassa, la coda sarebbe osservabile con un binocolo.
Le immagini da Hubble e Webb
https://twitter.com/NASAHubble/status/1575483533073977345
Questa è stata anche la prima volta che Hubble e @NASAWebb guardato lo stesso bersaglio allo stesso tempo
Nuova immagine dal telescopio SOAR in Cile:
https://twitter.com/andreabettini/status/1577173347338620928
Ora la coda ha un’estensione angolare di 8’, quasi 1/3 del diametro angolare della Luna vista a occhio nudo.
Devono esserci almeno dei primi dati relativi al cambio di orbita, ma tutti si tengono molto abbottonati. Qualcuno ne sa niente? Un’occultazione dovrebbe già esserci stata perlomeno…
Immagino che l’energia si sia distribuita
- nell’energia cinetica (e nell’aumento di temperatura) dei detriti eiettati
- nella deformazione anelastica dell’asteroide (calore)
- nell’emissione di radiazione durante e dopo l’impatto (calore)
- nella variazione di momento angolare, e infine…
- nel cambiamento di periodo orbitale (e forse del piano orbitale).
Ho dimenticato qualcosa?
Immagino che gli ultimi 3 elementi vadano per la maggiore, ma magari qualcuno ne sa di più? In letteratura non ho trovato molto.
Semplici calcoli back-of-the-envelope dicono che in caso di urto totalmente anelastico e coi baricentri allineati la variazione di velocità di Didymos dovrebbe essere dell’1.5-2% o roba del genere (massa di DART = 570 kg, velocità di DART = 6.100 m/s, Massa Didymos = 5E9 kg, velocità orbitale di Didymos = 0.04 m/s (periodo 11h55m, raggio orbitale = 1.18 km)). Non ho controllato se questo corrisponde con la variazione di periodo orbitale aspettata (da 1 a 10 minuti a quanto ho capito).
Amplio (il link prima non c’era: non l’avevo trovato) il mio post
Link che NASA già il 29 Settembre pubbllicò, da cui:
Timelapse di 3 immagini, nel visibile, di 45 fatte da Hubble. Da 22 minuti dopo l’impatto a 8,2 ore dopo la collisione. Dall’impatto, la luminosità del sistema Didymos-Dimorphos è aumentata di 3 volte e sembra mantenersi abbastanza stabile, anche otto ore dopo.
Timelapse di immagini del James Webb Space Telescope della NASA, copre il tempo che va poco prima dell’impatto alle 7:14 p.m. EDT, 26 settembre, fino a 5 ore dopo l’impatto
Ps: non sono citazioni letterali, ho un po’ sintetizzato, per brevità
L’orbita in questione è uno stretto giro intorno ad un asteroide che non ha cambiato orbita, quindi non un gran cambiamento
Perdipiù di un oggettino nascosto dai detriti che più o meno viaggiano con lui
E per desumere anche l’orbita di un oggetto che vedi beni devi osservarlo in più punti e quindi momenti della stessa
Ci vorrà ancora tempo se dico bene, H se l’è preso:
Hubble prevede di monitorare il sistema Didymos-Dimorphos altre 10 volte nelle prossime tre settimane
Gli altri osservatori non so
Altri telescopi terrestri che hanno catturato l’impatto e condiviso versioni preliminari delle loro immagini via Twitter includono:
- E. Guido, M. Rocchetto, G. Savini e S. Fossey al Telescope Live Observatory
- Gianluca Masi e Berto Monard in una collaborazione tra il Virtual Telescope Project e il Klein Karoo Observatory di Calitzdorp, Sud Africa
- Tim Lister utilizza un telescopio da 1 metro gestito dall’Osservatorio las Cumbres al SAAO
- Franck Marchis utilizza un cannocchiale unistellare all’isola della Reunion
- Il telescopio portatile DART – OPTik del Turkana Basin Institute nel nord del Kenya
- Eran Ofek e David Polishook da un telescopio da 11 pollici in Israele (una vista sorprendentemente buona da un telescopio così piccolo!)
- Yücel Kılıç ha osservato il momento di impatto della missione DART dall’Osservatorio Nazionale TÜBİTAK, in Turchia, con un telescopio da 12 cm e ha creato un’animazione dalle immagini risultanti.
Inoltre, molti telescopi stavano eseguendo osservazioni spettrali per studiare la composizione del pennacchio. Questi risultati devono attendere la calibrazione, ma sembra che l’Infrared Telescope Facility delle Hawaii abbia ottenuto buoni dati!
(il grassetto è mio)
Da
https://skyandtelescope.org/astronomy-news/photos-show-drama-of-dart-asteroid-impact/
Se l’impatto ha veramente modificato il periodo orbitale di Didymos anche solo dell’1% significa che parliamo dell’1% di 11,9 ore, quindi ben 7 minuti e qualche secondo.
Una simile variazione di periodo orbitale dovrebbe essere facilmente rilevabile già dopo una sola orbita, per cui anche io non capisco perché non siano ancora arrivate notizie.
Per determinare il periodo orbitale con idonea precisione ci sono voluti circa un paio d’anni di osservazioni. Per avere misure del nuovo assetto confrontabili con quelle precedenti penso ci vorrà un tempo analogo. Sicuramente prima arriveranno stime con un errore maggiore. Ma se l’errore è già poco oltre lo 0,5% le misure sono inconcludenti.
La cosa è un filo più complessa del guardare le lune di Giove con il cannocchiale di Galileo.
La determinazione fotometrica della curva di luce di un oggetto così debole è normalmente difficile, in questo caso può essere complicata dagli effetti della nuvola di detriti.
Potrebbe essere anche che alla nuova orbita occorra tempo per stabilizzarsi, rendendo inutile il dato osservativo più immediato?
Negativo, l’orbita è l’orbita!
ho fatto due calcoli un po’ più precisi.
Il risultato è una variazione di circa lo 0.4% nel caso di urto totalmente anelastico, non del 1.5-2.0 % come dicevo in un mio precedente intervento. Una variazione di velocità tale corrisponde a qualcosa come una frazione di mm/sec (0.7 per l’esattezza) al momento dell’urto. La velocità orbitale di Dimorphos è infatti di soli 0.174 m/s.
In caso di urto non totalmente anelastico e con eiezione di una quantità rilevante di materiale il valore potrebbe essere inferiore o superiore, a seconda di cosa prevale.
scusate la domanda da niubbio e totalmente ingenua: ma perchè questa missione esiste?
Nel senso: non abbiamo tutti gli strumenti necessari per validare questo concept in via numerica come tra l’altro state facendo anche voi qui sul forum? Cosa c’è di incognito, così da rendere necessaria una missione, che come dice NASA “DART was the first-ever mission dedicated to investigating and demonstrating one method of asteroid deflection by changing an asteroid’s motion in space through kinetic impact”?
Vuoi affidare la sopravvivenza della Terra unicamente all’analisi numerica? La prima sopresa di DART è stata la quantità di detriti generata, la nuvola è molto più estesa di quanto ipotizzato.
Ha pienamente ragione @amoroso . Non sappiamo molto della struttura degli asteroidi, della loro resistenza ad un impatto, della coesione dei materiali. Bisognava per forza fare un test, che ovviamente darà solo delle indicazioni di massima, dato che ogni asteroide (o almeno ogni classe di asteroidi) sarà un caso differente
Hai ragione, sarebbe bastato.
Ne avevamo già parlato in passato, la domanda posta era la stessa, era il thread di preparazione alla missione, non questo thread di lancio.
Questa è una missione propedeutica per altri progetti futuri. Tra l’altro il costo della missione è molto limitato.
Ne parlammo già un paio di anni fa qui:
EDIT: preceduto da Vespiacic di qualche secondo!

