A questo proposito ricordiamo che sino alle gemini il mal di spazio era poco conosciuto, con Apollo in cui gli astronauti fluttuavano liberi si ebbero i primi casi di cinetosi spaziale in Apollo 8 con Bormann
Amore di precisione il primo essere umano a patire mal di spazio fu Titov in Vostok2
Esatto.
Tolta la disavventura di Leonov durante la EVA di Voskhod 2 (dovuta però ad una cattiva progettazione della tuta dovuta alla fretta ed non al mal di spazio), la situazione peggiore si verificò prima della EVA di Apollo 9.
Sia Schweickart sia McDivitt vomitarono diverse volte prima e dopo aver indossato le tute A7L, nell’Apollo CM e nel LM. In particolari le condizioni di Schweickart fecero temere che non fosse in grado di effettuare alcuna EVA per il rischio di vomito nella tuta pressurizzata con conseguente soffocamento (il fatto fu anche oggetto di un episodio della serie HBO “From the Earth to Moon”).
Le tute usate non saranno proprio tute per EVA e potrebbero non garantiee la mobilita’ necessaria una volta pressurizzate. Anzi, verificare la mobilita’, il controllo termico e la protezione solare di questo design derivato dalle normali tute usate durante il lancio, suppongo nell’ottica di ridurre i costi e la complessita’, e’ proprio uno degli obiettivi. Le vere tute EVA sono un’altra cosa.
Posso supporre che la scelta sia dettata dall’evitare rischi se l’astronauta si trovera’ bloccato come un salame, o accecato dal sole, o bollito come un cotechino o surgelato una volta esposto al vuoto.
Magari in missioni successive si avventureranno in passeggiate piu’ lunghe.
Ma da quello che ho capito siamo sempre nell’ambito dello sviluppo incrementale e della riduzione dei costi e semplificazione, un passo alla volta.
Vorrei fare una domanda un pò scomoda.
In questa missione vengono provate diverse cose per la prima volta.
Tuta e depressurizzazione della Dragon.
Se qualcosa dovesse andare storto (tiè), ci sarebbero ripercussioni anche per i voli della crew verso la iss, oppure sarebbero cose separate, inquanto missione privata?
Dipende da cosa va storto.
Se sono componenti della Dragon “classica” si, ma se sono componenti specifici per questa missione, direi di no.
Posto che un inconveniente metterebbe in atto una procedura di verifica per tutti i veicoli.
Del costo della missione si sa qualcosa?
Io mi sono fatto l’idea che Isaacman e gli altri voleranno gratis o quasi. Direi che questa è sostanzialmente una missione che serve più a SpaceX che altro
14:01 in “primo” […] e 14:49 “In secondo luogo” ci dice praticamente che…
soprattutto sviluppando cose che ha già
ed in terzo luogo…
16:08 “ha anche degli obiettivi legati alla beneficenza e alla comunicazione ancora una volta al centro della missione c’è una campagna di donazioni per il Sant Jude children Research Hospital un ospedale americano che svolge ricerca pediatrica oncologica”
E quarto, aggiungo io, chissà che le ditte che ostentano i loro loghi nella pagina dei 36 esperimenti di Polaris Dawn non ci abbiano anche messo del loro…
Beh, visto che il principale profitto della missione sarà in know now per SpaceX immagino ne sia anche il principale sponsor.
La campagna per la raccolta fodi per il Sant Jude Children Research Hospital sarà a carico del promotore, Isaacman e i fondi verranno da chiunque vorrà (dei 200 raccolti da Inspiration4 50 li mise SpaceX).
Il DoD, tramite l’aviazione, è cliente di Isaacman e SpaceX entusiast… magari usa il primo per sovvenzionare il secondo (legittimo interesse strategico, ma forse l’elargizione non è necessaria a S.X).
Infine
qualcosa ci metteranno proveniente da quella poarte che dai 36 conta di ricavarne un utile.
Quindi sostanzialmente più che un EVA sarà un SEVA (Stand-up Eva),
D’accordo,quì l’Astronauta sarà quasi completamente fuori,ma sempre “sul pianerottolo” della capsula.
L’analogia storica più vicina è l’EVA di Rusty Schweickart su Apollo 9.
Aggiungerei anche Apollo 15: quando David Scott poche ore dopo l’allunaggio si sporse dal boccaporto superiore del LEM “Falcon” per osservare e fotografare ancor meglio che dal finestrino del modulo lunare la zona in cui erano atterrati.