Fantapolitica delle armi ASAT

Domanda off topic di diritto: i russi impazziscono e decidono di abbattere dei satelliti Starlink, per esempio.Azione ostile verso gli Usa o danni ad infrastrutture proprietarie SpaceX e basta?

Esempio fantasioso giusto per capire cosa dicono la legge e gli accordi internazionali in proposito.

L’aviazione statunitense nel dicembre 2018 ha emesso un contratto da 28 milioni di dollari per servizi di test specifici su Starlink (da Wikipedia) quindi non c’è alcun dubbio che si tratti di un sistema strategico di interesse militare per gli USA.

Direi che il fatto che sia un atto ostile sia abbastanza oggettivo, altra cosa è come reagirebbe il governo americano, e chi lo sa? Dipende da innumerevoli variabili (qual è l’ipotetico piano dei russi? i servizi segreti americani cosa ne sanno? l’opinione pubblica come reagisce? ecc. ecc.).

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Si, io ho detto Starlink ma avrei potuto fare un qualunque altro esempio.
Mi spiego meglio: sulla Terra è piú semplice perchè un attacco avviene sempre in uno stato o all’interno di certe acque territoriali.
Prendiamo, che ne so, Eumetsat. Sempre i russi del mio esempio decidono di abbattere la rete di questi satelliti. Tralasciando il danno economico, la giurisdizione la vede come azione militarmente ostile verso l’Europa?

Pessimo esempio, gli Starlink sono (già adesso) talmente tanti e così distribuiti che è praticamente impossibile distruggerli in un solo colpo, o anche una sola salva di colpi se è per questo. Con l’aggravante che, una volta entrata in servizio Starship, la SpaceX potrebbe lanciare interi sciami di Starlink “spare” per rimpiazzare le perdite.

Questa cosa qui si chiama “resilienza di sistema”.

Invece NRO è molto più preoccupata di asset quali KH-12/13 KENNEN.

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Allora premetto che non sono un esperto ma provo a rispondere perché effettivamente mi piacerebbe capirne di più. Esistono accordi e convenzioni tra stati e sicuramente un attacco alla rete europea dei satelliti meteorologici sarebbe una violazione di qualche accordo. Ma non è che sia pevista una sanzione d’ufficio o che avvenga in automatico una dichiarazione di guerra. La difesa europea è affidata ora come ora alla NATO (di cui sono membri gli USA e altri 29 stati), la quale si attiverebbe per risolvere la crisi. Ma, ancora una volta, cosa succede dipende da innumerevoli variabili.

Per esempio l’attacco dell’Argentina alle isole Falkland era del tutto inaspettato, e quello che ne è risultato è dipeso enormemente dalle decisioni di Margaret Thatcher prese valutando velocemente fattori contingenti.

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Senza contare che le armi ASAT necessarie ad abbatterli costerebbero svariate volte piĂą del satellite stesso.

Si puo’ rendere “facilmente” impraticabili intere orbite creando frammenti.

Ma eliminare selettivamente solo certi satelliti o certe flotte e’ estremamente complicato se non ai limiti della fattbilita’: in molti casi probabilmente piu’ costoso dell’obiettivo, non solo nel caso di Starlink.

Però il vero tema secondo me e’ la deterrenza vecchio stile, se mi metti alle strette sono in grado di spaccare tutto. Un vecchio problema di cui facevamo a meno volentieri.

Le uniche armi efficaci nello spazio sarebbero quelle ad energia diretta (es. i laser a microonde) collocate direttamente in orbita. Erano il sogno di Reagan, ma all’epoca erano impraticabili per mancanza di vettori in grado di lanciarle.
Si tratta infatti di oggetti grandi (una piccola stazione spaziale, come quella cinese), ma soprattutto piuttosto pesanti.
Non so se la Starship sarebbe in grado di mettere in orbita oggetti di questo genere, ma il farlo risulterebbe politicamente molto “scorretto” (di fatto è proibito, per quel che può contare) e potrebbe portare facilmente ad una escalation.

Ovviamente oggetti di questo genere potrebbere avere anche un uso “civile” (ripulire le orbite dai detriti spaziali), ma …

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Beh, non per tutti :wink:

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Si tratta di un vettore russo ?

direi un Energia. Non riconosco il payload

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Si, è l’Energia, nato per lanciare il Buran, nella sua missione inaugurale ha lanciato il Polyus, che per un errore del sistema di guida è deorbitato ed è andato così distrutto. Polyus (l’oggetto nero nella foto) era un prototipo di arma orbitale russa, pensato per contrastare i satelliti americani della SDI (Strategic Defense Initiative, più comunemente nota come “programma Star Wars” avviato da Reagan), ed era armato con un laser a CO2 da 1 MW ed un cannone automatico per la difesa ravvicinata, per una massa complessiva di circa 80 tonnellate.

Riguardo all’Energia, ha volato solo due volte, una per il lancio del Polyus e l’altra per il primo ed unico lancio orbitale del Buran, lo shuttle sovietico. Aveva una capacità verso l’orbita bassa di un centinaio di tonnellate, rendendolo così il secondo* vettore superpesante in assoluto ad aver effettuato un lancio orbitale di successo (dopo il Saturn V).

  • tecnicamente anche il Falcon Heavy in configurazione con il core centrale a perdere (o completamente a perdere) ricade nella categoria di lanciatore superpesante, tuttavia finora non è mai stato lanciato in questa configurazione e/o ha immesso in orbita carichi da 50 tonnellate o piĂą.
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Ricordo di indiscrezioni su un evento simile accaduto allo shuttle durante un sorvolo del territorio sovietico.

Mi pare che le conseguenze furono strumentazione in avaria e mal di testa all’intero equipaggio, si parlò di un test sovietico per un laser in ultravioletto ma non ci furono ufficializzazioni e non se ne seppe molto.

Prendete con le pinze, sono solo miei rimasugli di memoria arrivati da chissĂ  dove.

Per inciso la Polyus è stata la fonte d’ispirazione per il satellite russo Ikon che compare nel film Space Cowboys di Clint Eastwood del 2001.

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Ricordo di aver letto anni fa su RID (Rivista Italiana Difesa) in un articolo inerente alle armi laser che i sovietici avevano illuminato il Challenger con dei laser.
Ovviamente il laser era partito da terra.

Questa chicca mi mancava :smiley:

Avevo letto anche io di questa vicenda, si trattava di Terra-3 (giuro, si chiama così).
Se ricordo bene dopo il fatto gli americani hanno presentato una protesta formale contro l’URSS.