Fantastic Voyage IV

Vi ricordate un famoso romanzo di Asimov?
In questo romanzo, da cui è stato tratto anche un film, si parlare di rendere minuscolo un sottomarino con relativi medici e scienziati ed inviarlo nel sangue di una persona…
Adesso un team di ricercatori della University of Nebraska ha realizzato una serie di micro-robot medici controllati via radio. I prototipi, con un diametro di circa 15 millimetri, sono in grado di muoversi liberamente all’interno della cavità addominale e, grazie ad un piccolo ago retrattile, prelevare piccole sezioni di tessuto per eventuali biopsie. Il controllo a distanza avviene grazie a una sorta di consolle con joystick.

Come riportato da “New Scientist”, per ora i piccoli robot sono stati testati su cavie animali di vario tipo, compresi i maiali. Grazie alle piccole unità motrici e una telecamera integrata, non solo hanno dimostrato di potersi destreggiare fra i vari organi interni, senza provocare alcun tipo di danno, ma hanno lasciato intuire quali possano essere le nuove frontiere degli interventi in laparoscopia. “Gli interventi in laparoscopia vengono semplificati, e i pazienti possono godere di una fase post-operatoria decisamente meno traumatica. L’utilizzo di piccole incisioni, infatti, rende il recupero piuttosto veloce”, ha dichiarato l’inventore dei robot, il dottor Dmitry Oleynikov.

La video-laparoscopia tradizionale, sebbene ormai piuttosto avanzata, dispone di un campo visivo decisamente più limitato; i robot, invece, possono essere posizionati in maniera più precisa e quindi trasmettere immagini più dettagliate. Dispongono, infatti, di due piccoli cilindri di alluminio con un asse centrale, dotato di cam. La superficie a spirale dei rulli permette la presa sui tessuti.

In un test su un maiale, i robot sono stati inseriti attraverso la bocca e, una volta all’interno dello stomaco, hanno realizzato un piccolo foro che ha permesso il passaggio alla cavità addominale. In futuro, secondo i ricercatori, potrà essere utilizzata la stessa tecnica con gli esseri umani, magari per una biopsia o interventi alla vescica. “Questi robot un giorno sostituiranno la chirurgia tradizionale, e forse le mani del chirurgo non avranno neanche più bisogno di entrare nel corpo. Spero che questo possa avvenire anche nella medicina di emergenza”, ha dichiarato Oleynikov.

Intanto lo sviluppo continua e si profilano all’orizzonte nuovi modelli in grado di fermare le emorragie interne, accelerando i processi di coagulazione e cauterizzando le ferite. “L’utilizzo dei robot in ambito chirurgico sembra ormai inevitabile, ma per ora sia le attrezzature che la formazione specifica sono piuttosto costose”, ha confermato Christopher Eden, consulente urologo del North Hampshire Hospital di Basingstoke. “In Gran Bretagna c’è molto scetticismo al riguardo. Dipendere da macchine costose, che si possono guastare e diventare obsolete, può essere un problema”.

Gli stessi studiosi avvertono: non tutti i campi della medicina potranno approfittare, a breve, dell’avvento di soluzioni di questo tipo. Durante il prossimo meeting della Society of American Gastrointestinal and Endoscopic Surgeons, che si terrà a Dallas in primavera, Oleynikov illustrerà ai colleghi i risultati del suo progetto. Nel 2004, l’ARTS Lab della Scuola Superiore Sant’Anna di Napoli aveva realizzato qualcosa di simile, sebbene i prototipi si mostrassero decisamente più voluminosi (2 x 1 cm).

tratto da http://www.ecplanet.com/