Firmato accordo di cooperazione ESA-Sierra Nevada Corp

Da quel che mi sembra di capire, il D. C. utilizzerà l’International Berthing Docking Mechanism dell’ESA che, se non sbaglio, sarà simile a quello che prossimamente utilizzerà la NASA sulla ISS; perchè non unificare il tutto ed utilizzare quello già studiato dalla NASA?

Aldilà del meccanismo di docking, per il quale auspicherei anche io uno standard comune, questo accordo potrebbe aprire degli scenari meravigliosi per l’astronautica europea.

P.S. Scusate la lunga assenza dal forum causa impegni famigliari.

Questa è anche la mia speranza! Sarebbe bello poter vedere, finalmente, gli astronauti europei avere un loro accesso indipendente allo spazio e, magari, vedere partire il D. C: sulla puna dell’Ariane 5.

Considerato che l’attuale Ariane 5 è destinato a lasciare il posto ad una versione evoluta e all’Ariane 6, uno di questi due vettori potrebbe essere compatibile con pesi e dimensioni del D.C.?

Lo spazioplano europeo Hermes, che sarebbe stato più grande del Dream Chaser, era stato pensato per essere lanciato con un Ariane 5. Quindi in linea di principio direi di sì.

Nel caso il sogno di vedere il D.C. portato nello spazio da un razzo Ariane si concretizzasse, questo “costringerebbe” l’ESA a mantenere in servizio il 5? Oppure anche il meno potente Ariane 6 potrebbe supportare la navetta americana?

Ariane 5 fu concepito anche per supportare Hermes quindi è man-rated (in teoria) anche se non credo sia certificato (e quindi ready to flight) diciamo che ne ha le possibilità (ma per renderlo tale occorrerà sicuramente qualche modifica, es. accesso in rampa del personale e non solo, con evidenti, alti, costi).

Ariane 6 (che è quasi totalmente un razzo a propulsione solida, almeno nell’ultima configurazione prevista) per essere competitivo sul mercato non credo possa supportare tutti i requisiti per essere man-rated. La sua natura a solido inoltre non lo rende l’ideale per il lancio di persone (con un motore a liquido puoi spegnere la propulsione o regolarne l’intensità per effettuare meglio un’eventuale manovra di abort).

Grazie Picchio. Quindi se l’ESA vorrà lanciare da sé il Dream Chaser dovrà rivedere profondamente i suoi piani di sviluppo dei vettori Ariane. Magari uscirà qualcosa in merito già alla ministeriale del prossimo dicembre.