First Man

cinema
home-video

#81

Questa la mia recensione apparsa sulla rivista dell’ASI, parecchio addolcita dal mio capo

Paolo D’Angelo

di Paolo D’Angelo

Il 20 luglio del 1969 segna il cambiamento radicale della nostra percezione del mondo: Neil Armstrong è il primo uomo a mettere piede su di un altro corpo celeste. Il mondo intero, improvvisamente nello spazio di una notte, è entrato nel futuro. Questo avvenimento storico è anche l’epilogo del film First Man . Il Primo Uomo , il racconto, nudo senza essere celebrativo, della vita di un pilota che diventò il più famoso astronauta della storia. Il film è tratto dall’unica biografia autorizzata dallo stesso astronauta americano dal titolo “First Man, the life of Neil Armstrong” scritto da James Hansen ora tradotto anche in italiano dalla Rizzoli con il titolo “Il primo uomo”.

Una pellicola che sembra in odore di Oscar anche per il tempismo della sua uscita oltre che per il valore artistico. È indubbiamente un bel film, più che godibile, che appare però a volte troppo lento nelle scene e che si sofferma, purtroppo, solo sulle amare esperienze vissute Neil Armstrong. La prematura scomparsa della figlia Karen, la morte di alcuni colleghi come Elliot See e Ed White, la sua prima terribile esperienza di volo a bordo della Gemini 8, durante la quale una seria avaria che costringe lui ed il suo collega Dave Scott, ad un rientro di emergenza. Un modo, forse eccessivo, per rappresentare un uomo freddo, razionale. Il film è un racconto lineare, scadenzato per anno, di tutto ciò che dal 1962 accade nella sua vita professionale e privata. Perfetto nel ruolo di colui che non deve far trapelare nessun sentimento, Roy Gosling , oscar per La la land , insieme al regista con cui aveva condiviso l’avventura, incarna lo stereotipo dell’astronauta che non deve cedere alle emozioni se non in pochi momenti personali, come le immagini che ritraggono il protagonista in un momento estremamente emotivo, quando atterrato sul suolo lunare, di fronte ad un grande cratere, getta la catenina della figlia scomparsa. Scena che sembra poco attinente alla realtà perché nelle missioni lunari, ma in particolare quella dell’Apollo 11, non erano concessi agli astronauti lunghi minuti di privata riflessione.

Neil Armstrong ha avuto, come tutti nella vita, momenti meno drammatici, ma evidentemente si è cercato di dare enfasi all’uomo che nonostante le avversità della vita è giunto per primo sulla Luna. Accanto a lui nella pellicola la superba recitazione di Claire Foy nelle vesti della moglie Janet.

Un ultimo commento riguarda le scene girate a bordo delle navicelle spaziali Gemini e Apollo. Evidentemente sono stati utilizzati dei vecchi simulatori della NASA. Curioso però che prima di iniziare le riprese non siano stati puliti o ridipinti perché si vedono spesso viti arrugginite e manopole annerite. Come appaiono eccessivamente malridotte le condizioni del bagno per gli aspiranti astronauti. C’è da ammettere però che le scene risultano estremamente fedeli, fantastica l’apertura del film sull’X15, probabilmente perché realizzate con la consulenza di familiari ed esperti.

Il film è inoltre costellato di camei alcuni dei quali interpretati dagli stessi figli di Armstrong e da alcuni controllori di volo risalenti agli anni d’oro della conquista della Luna.


#82

Avevo aspettative altissime. Sono rimasto di sasso. Un film in cui il vero protagonista è la vulcanica moglie di Armstrong. Il protagonista principale non mi trasmette nulla.0. Non riesci a stabilire un legame. Neil ha attraversato diversi momenti bui nella sua vita, ma il film si chiude troppo sulle tragedie personali e su aspetti familiari, mentre la storia e i compagni protagonisti sono praticamente lasciati fuori. Sviluppo più profondo di altri personaggi importanti (come lo stesso equipaggio di Apollo 11) è pari a 0. L’unica cosa che si salva sono le scene interne con i dettagli delle capsule. Meglio non parlare dell’effetto shake esagerato. Molto apprezzate le riprese in prima persona come se tu stessi vivendo. Finale di film terribile. La missione Apollo 11 che dovrebbe essere l’apice e il fulcro attraverso quale raccontare Neil, e che il fim si sforza di far apparire drammatica con la menzione del discorso nel caso in cui le cose fossero andate male, poi viene malamente liquidata con pochi minuti alla fine. Il risultato è un film sui problemi familiari di Neil (a cui è persino difficile relazionarsi a causa della recitazione tutt’altro che stellare), e sullo sfondo compare la sua attività lavorativa. Mi ha deluso quasi completamente. Troppo sbilanciato, attori non all altezza e oserei dire troppo macchinoso. Se volete un film che sia inno alla tecnologia e alle missioni apollo, e al tempo stesso rappresenti le difficoltà familiari e i timori di una moglie che ha un marito a 380000 km da casa… beh sapete tutti qual’è la risposta. Apollo 13 capolavoro che nulla ha a che vedere con questo film. La sola scena del rientro di Apollo 13 eclissa First Man.


#83

A questo punto smetto di seguire questo topic finché non lo vedo, non voglio essere traviato da recensioni né positive, né negative (anche se purtroppo ho già letto anche troppo).


#84

Capisco. Infatti sarebbe meglio nascondere le recensioni dietro Il tag spoiler, messo a disposizione per una ragione :wink:


#85

Hai ragione! Sono il primo ad aver scritto che se ci si aspetta una celebrazione dell’Armstrong eroe lunare o delle missioni Apollo si rimane delusi. C’e’ un motivo se questo film è stato intitolato “First Man” e non “Apollo 11”. E’ by design una biografia, e racconta primariamente la storia intima di un uomo la cui vita privata è rimasta sconosciuta per quasi 50 anni. Sappiamo bene infatti Armstrong è stato il moonwalker che ha tenuto il profilo più basso di tutti i suoi colleghi, praticamente ritirandosi a “vita privata” presto e senza clamori.

So che mi ripeto, ma il film è basato su una biografia. Stroncarlo perché non è la riedizione di “From the Earth to the Moon” condensata in 200 minuti secondo me è ingeneroso :slight_smile:

Poi ben vengano le opinioni di tutti, ma come dire, sulla scatola c’era scritto cosa era…


#86

Il problema si pone soltanto quando apri la scatola e non trovi quello che era scritto su di essa, allora la critica per me è ammessa. Non ho visto ancora il film, ma più leggo recensioni negative e più mi fa voglia di vederlo. Sono fatto così.


#87

Visto oggi e concordo pienamente sul fatto che NON è un film sulla storia dell’Apollo 11.

Il modo in cui riesco a sintetizzarlo meglio senza spoilerare nulla di nuovo è quello di essere lo spettatore privilegiato di Armstrong. Questo, unito alla scelta di non voler fare un documentario sulle missioni Apollo, influenza le inquadrature e soprattutto i suoni.

Personalmente l’ho trovato quasi corto malgrado le 2h e 20m.
Si inserisce bene nel puzzle degli altri film sul tema (in particolare Apollo 13 e Uomini Veri / The Right Stuff) con un punto di vista e uno stile differente.

Edit: Se riesco andrò a rivederlo, specialmente se sarà disponibile la proiezione in lingua originale…


#88

Visto finalmente anch’io, mentre in parallelo sto leggendo il libro da cui é tratto. Se la persona Armstrong era veramente cosí (con caratteristiche che “viste” fanno , almeno a me, un altro effetto rispetto a quando vengono “lette”), é un film coraggioso, considerando che Armstrong é un’icona. Circa le scene troppo shakerate, probabilmente le sensazioni erano proprio quelle (nessuno durante la rotazione folle di Gemini 8 ha ripensato al filmato della camera interna dell X2 di Apt quando si é schiantato?). Solo una nota, ma sulle Apollo
gli indicatori numerici non erano fatti con le valvole nixie? Possibile che dopo aver sbagliato in Apollo 13 abbiano sbagliato pure qui?


#89

Visto questa sera. Ho apprezzato il carattere più biografico che avventuroso. Secondo me però hanno decisamente esagerato nel rappresentare Neil come introverso. Certamente lo era ma non a questi livelli mostrati nel film. A tratti sembra perfino un ebete. Voto 6,5.


#90

Boh, anche io deluso, gli shake ovunque sono ridicoli, Neil non ha un amico, i suoi figli sembrano deficienti, di documentaristico non ho trovato praticamente nulla. Buzz Aldrin pare il più grande figlio di… della storia.

Però magari un Oscar lo vince.

Non vado nei dettagli perché le cose sono già state dette da altri più sopra.
Peccato.


#91

Visto oggi, in Inglese. Mi è piaciuto moltissimo


#92

Non ho ancora visto il film ,ma non mi aspetto nè un DVD della Spacecraft,nè un documentario su Apollo 11,nè una puntata di “Dalla Terra alla Luna”.
Circa il Neil Armstrong afflitto dalla “Sindrome di Asperger”,o che “non trasmette nulla” per cui non riesci a stabilire un legame,o “esageratamente introverso” e quasi “ebete”…chi vi aspettavate di vedere, Pete Conrad?
Armstrong è stato descritto come uno degli Astronauti più freddi e distaccati (rileggersi ad esempio l’intervista con Oriana Fallaci).
Il tizio che ha creato la replica del suo Snoopy cap per il film ha riprodotto fedelmente la cuffia priva della banda antisudore,commentando che l’originale era esattamente così perchè “evidentemente Neil non sudava”.
Persino John Young,che passava pure lui per gelido e riservato a confronto di Armstrong era un pazzerellone (si veda l’episodio del panino portato a bordo di Gemini 3,e i racconti di Robert Crippen che gli fu compagno su STS-1 e che diceva che John possedeva uno straordinario senso dell’umorismo “freddo”).
Penso che voler mostrare a tutti i costi un Neil empatico con lo spettatore o non introverso sarebbe stato non solo una forzatura un pò ruffiana,ma un vero e propio falso storico.
Sono curioso di vedere queste famose sequenze “mosse”, però lamentarsi che l’incidente di Gemini 8 sia “mosso” (o che sia mosso il volo dell’X-15,o il crash con il simulatore del LEM),equivale un pò a lamentarsi che in una scena ambientata nel vuoto dello spazio il regista non abbia voluto mettere nessun suono o rumore.


#93

Ho aspettato di rivederlo una seconda volta per scrivere un commento.

Al primo tentativo l’ho guardato aspettandomi tutto quello che uno “space nerd” avrebbe voluto vedere (e non vedere dal primo secondo di film): delusione totale.
Al secondo tentativo ho davvero tentato di guardarlo come un racconto della sua vita: delusione quasi totale.

Per carità io sono uno “difficile” come gusti ed è arduo che un blockbuster hollywoodiano mi entusiasmi: onestamente l’ho trovato carente sotto ogni dettaglio.

Guarda il film per favore e non andare di fantasia, il personaggio interpretato è tranquillamente inquadrabile in un disturbo della personalità patologico. Un profilo del genere probabilmente l’avrebbe escluso da qualsiasi selezione, dal reclutamento nella US Navy alla scelta dell’equipaggio dell’Apollo 11.
Oltretutto questo non rende proprio onore alla fatica, impegno, dedizione e determinazione necessarie per diventare il “primo uomo”, caratteristiche che, quanto pare, non vengono ritenute caratteristiche degne di essere raccontate come salienti.

Neil oltre che “freddo” era anche proprio “cool”.
image
Questa è l’immagine che in un solo colpo sbugiarda praticamente l’impronta data al protagonista per tutto il film, IMHO.

Su altri temi la vediamo molto diversamente (SLS & co.) ma per quanto riguarda questo film le vediamo quasi alla stessa maniera :slight_smile:, l’unica differenza è che io un po’ me lo aspettavo questo brutto “effetto”.
A questo punto mi aspetto lo spin-off “The wife of the First man”…
Non riesco a capire se l’interpretazione di Neil sia scadente per carenze di recitazione o di regia… è un cane che si morde la coda.

LA biografia UFFICIALE.
Però per il mio personalissimo parere spesso non sono totalmente “affidabili” :frowning:


#94

Domanda provocatoria…
Sicuri di star confrontando il Neil del film con il Neil reale, piuttosto che con il Neil che ognuno ha nella propria testa, costruito e fondato su 40 anni di interpretazioni, stereotipi e “sentito dire”?
Non voglio offendere nessuno, ma quanti di noi possono dire realmente di poter conoscere così intimamente una persona, che certamente ha vissuto in un’epoca senza social come siamo abituati oggi e quindi senza termini di paragone diretti sulla propria personalità?
Non credete che in 40 anni possa essere nata una certa aura di mitizzazione intorno a persone che probabilmente avevano caratteri e risvolti nella vita privata esattamente come tutti noi che sulla Luna non ci siamo mai stati? È strano leggere commenti sulla veridicità o meno di un film basato sulla biografia ufficiale e approvato dalla stessa famiglia, sentendo dire che il “vero” Neil non era così. E se invece lo fosse stato davvero così e l’idea che ognuno si è fatto su di lui negli anni, con frammenti di seconda-terza-quarta mano, non fosse poi così rispondente alla realtà?


#95

Albyz mi hai davvero tolto le parole di bocca.
Lasciatemi mettere le mani avanti: che il film possa non piacere è assolutamente legittimo, e ci mancherebbe pure.
Ma le critiche che leggo qui sono soprattutto basate sul fatto che l’immagine mentale che certi spettatori avevano non è corrispondente alla biografia ufficiale (e da quando essere la biografia ufficiale è un minus? :stuck_out_tongue_winking_eye:) e quindi il film è una frana e la biografia è sbagliata.
La potenza del mito.


#96

Non critico la scelta di descrivere più l’uomo che l’astronauta… Io critico solo il mal di mare che mi è venuto a vedere 2 ore di film senza un secondo di camera stabile…


#97

Visto ieri sera…a me è piaciuto!
Ovviamente il mio io nerd ha storto il naso, ma per il resto mi sono goduto un film la cui unica pecca in effetti è il traballare delle riprese: non so se l’intento era far pensare a immagini di repertorio, ma era un po’ eccessivo.


#98

Non è un minus ma non è nemmeno una garanzia di affidabilità.
Ufficiale non vuol dire che racconta una persona con accuratezza, ma che questa persona (e/o le persone a lui vicine) si ritiene soddisfatta della maniera in cui è stata raccontata… E se scusate c’è una grandissima differenza.

Ma anche lasciando stare la biografia mi permetto di girare la domanda provocatoria… Siamo sicuri che il personaggio riportato in una drammatizzazione hollywoodiana e quindi sicuramente “rivisto e corretto” per far correre adeguatamente una sceneggiatura e suscitare momenti di tensione e pathos corrisponda al vero Neil? Non è che invece la vostra è più una speranza che questo sia finalmente un racconto puro su Neil?

Sul resto de gustibus non disputandum est.


#99

Certamente no. Ma credo lo sia ancor meno quel personaggio che ognuno di noi ha costruito nella sua immaginazione in questi anni, basandoci su romanzi o saggi tutti meritevoli di rispetto ma che non sono, al contrario della biografia autorizzata, stati rivisti dalla famiglia.

Se dovessi scegliere un canovaccio su cui basare un racconto per forza parzialmente adattato e romanzato come inevitabilmente è un film come First Man (che non è un documentario né la trasposizione cinematografica di un pool di storici accademici), allora andrei sicuro sull’usare il lavoro di Hansen.
La sua biografia, autorizzata da Neil in persona, ha avuto l’ok della famiglia e ragionevolmente è la miglior fonte in circolazione sulla persona Armstrong al momento.

Personalmente non spero niente. Sono andato a vedere il film cercando di ricordare solo una cosa: che era una biografia e non un documentario né uno studio scientifico.

A me è piaciuto molto, e se per altri non è così va più che bene, siamo tutti diversi.
Ma che in circolazione vi siano fonti migliori sulla vita personale di Neil, o che da una istantanea si possa estrapolare la personalità di qualcuno, è una tesi difficile da dimostrare imvho. :wink:


#100

Non ci sono fonti migliori ma è comunque una fonte molto parziale rivista e corretta per un adattamento cinematografico.
Per chiudere il discorso, perchè ormai sono chiare le posizioni, non è che sono “deluso” dal fatto che il profilo di Neil risulti diverso da quello mitizzato negli ultimi 50 anni… anche perchè la biografia l’avevo già letta anni fa.
Semplicemente penso che la drammatizzazione cinematografica abbia calcato un po’ troppo la mano su quelle che nel film sembrano turbe psichiche che, onestamente, precluderebbero anche la professione di pilota civile… figuriamoci l’affidamento del comando della missione destinata al primo allunaggio della storia.

:peace_symbol: