forniture -astronautiche- ??

ciao a tutti,

provo a prororre questa domanda; quanta ‘standardizzazione’ c’è nei voli spaziali ? ad esempio so che vengono usati micro-processori ‘commerciali’ a volte , e anche il software non sempre è realizzato apposta (le 2 uniche cose che so). Ma per il resto dell’elettronica a bordo dello shuttle, della ISS … e immagino che anche nei satelliti e nelle sonde ci sia molta elettronica: è standard oppure viene progettata e costruita appositamente ?

Certo, il maxi serbatoio dello shuttle per forza che viene costruito apposta (a che altro potrebbe servire hehehe) ma ad esempio i pneumatici dello shuttle sono gli stessi degli aerei ? e i vari vettori russi / europei / cinesi / indiani (adesso anche iraniani) hanno qualche parte in comune , almeno la ‘copertura’ esterna ? l’elettronica ? i motori ? almeno gli ugelli dei motori ?

E per il resto , esistono ‘fornitori’ di componentistica da cui tutte le agenzie spaziali si servono ?

grazie 1000

Andrea
PS: spero di non aver fatto ‘rabbrividire’ nessuno con le mie domande :flushed:

uno dei grandi vantaggi urss degli anni 50-60 era la forte standardizazzione dei razzi.

oggi non credo sia più cosi, per nessuno.

Per i satelliti commerciali la standardizzazione c’è abbastanza, i satelliti della stessa serie sono sotto molti aspetti (soprattutto escludendo il payload) simili. Per lo shuttle ovviamente è più difficile ma ci sono parti standard (non gli pneumatici comunque) come sensoristica, elettronica, impiantistica… che sono utilizzate anche su altri vettori.

Può sembrare banale, ma io aggiungerei anche flangiature, raccorderia e minuteria varia. La raccorderia in particolare viene estensivamente usata anche per evitare di avere troppe tubazioni saldate su misura, ed è dello stesso tipo che si usa in tanti altri campi, compresa la chimica industriale.
Su una scala più grande, talvolta alcuni motori, o perfino interi stadi vengono condivisi fra più lanciatori. Esempi: la Nasa per Ares V è intenzionata ad usare l’RS-68 già in uso sul Delta IV; l’Ariane V ECA nel secondo stadio monta un motore già usato in Ariane IV; l’upper stage Centaur è stato usato (ed è in uso tutora) su svariati vettori di produzione americana.

Vista così, più che standardizzazione è: usiamo già ciò che abbiamo realizzato.
Voglio dire cioè che molti di questi componenti non sono facilmente reperibili da chiunque. :thinking:

Nella fase B di un progetto spaziale, cioè quella di progetto di dettaglio e parts procurement (ossia definizione fisica dei pezzi e inizio degli ordini), si tende, ove possibile, a privilegiare prodotti COTS (Components Off The Shelf): in sostanza componenti sul mercato, resi disponibili dalle varie aziende (ad esempio Galileo Avionica per i sensori di assetto). Questi prodotti sono “space qualified” ossia qualificati già per il volo spaziale: in gergo tecnico di dice che hanno una TRL molto alta (TRL: Technology Readiness Level). L’indice TRL va da 1 a 9 ed indica, nei numeri più alti, che il prodotto o la tecnologia è già ampiamente in uso ed ha già volato nello spazio. Quando non è possibile comprare prodotti qualificati al volo spaziale perchè non ci sono con i nostri requisiti o sono brevetti privati, allora si procede al progetto del singolo pezzo, con tutto ciò che ne consegue: modelli FEM, costruzione, test di interfaccia, test di vibrazione, test di sottosistema… ovviamente testare un componente progettato per il volo spaziale può non essere immediato. Ecco perchè nei satelliti commerciali si tende usare COTS…

Beh, diciamo che tutto è relativo. In un settore dove, salvo rare eccezioni, ciascuna missione è quasi unica nel suo genere, il solo fatto che si possa riciclare uno stadio o un motore è già qualcosa; dipende dai punti di vista.
Anche la Fiat se può usa lo stesso motore per due o tre modelli, ma non può certo usarlo per tutte le auto che produrrà da quì a 20 anni :wink:

Quindi esiste già una certa (per quanto difficile) standardizzazione.

grazie 1000 !

Per fare il pignolo: COTS sta per Commercial Off The Shelf, non Components Off The Shelf.

esistono entrambe le definizioni, ho persino controllato prima di scrivere :wink:

OK!
ww.ifi.uio.no/forskning/grupper/isu/INCO/Papers/Definition_ICCBSS2002.pdf
e anche:
parts.jpl.nasa.gov/cots/external/cots_method.pdf

sicuro? e il fire 1000?


su una vecchia enclicopledia, avevo letto che il titan era stato pensato per svolgere missioni con diversi tipi di carico…

il suo punto di forza il tal senso era la modularità…

se serviva più spinta si aggiungeva un segmeno, se ne serviva di meno se ne toglieva uno!

in questo mod era stato pensato un unico vettore per diversi tipi di carico!!!

La stragrande maggioranza dei vettori funziona in questo modo, a partire dagli EELV fino ai Long March cinesi…