Franco Malerba


#1

Primo astronauta italiano.

Sito personale:
http://www.francomalerba.it/

Biografia:
http://www.jsc.nasa.gov/Bios/PS/malerba.html

Mission Log:
STS-46 (31 luglio 1992):
http://mediaarchive.ksc.nasa.gov/media/chron/sts-46.htm
http://science.ksc.nasa.gov/shuttle/missions/sts-46/mission-sts-46.html

Libri pubblicati:


#2

Permettetemi un piccolo “vanto”…
Oltre che essere concittadino del primo Astronauta italiano, abbiamo anche avuto lo stesso Istruttore di Volo!

www.aecgenova.it/italian/acg_record.htm

www.aecgenova.it/

Ciao, Fabio


#3
Permettetemi un piccolo "vanto".... Oltre che essere concittadino del primo Astronauta italiano, abbiamo anche avuto lo stesso Istruttore di Volo!

www.aecgenova.it/italian/acg_record.htm

www.aecgenova.it/

Ciao, Fabio

Ciao!
Fortunello…
Non è che se lo vedi gli chiedi da parte mia di iscriversi al nostro forum… :grinning: :grinning: :grinning:


#4

Ho trovato un sito dove si possono fare domande su molti argomenti fra cui l’astronautica.
Fra coloro che rispondono sull’argomento possiamo trovare… Franco Malerba!!!

Questo il link http://ulisse.sissa.it/QuestionAnswerSearch.jsp

Questa una domanda con relativa risposta:

Domanda

Perché oggi si tenta di portare l’uomo su Marte e invece non si è più andati sulla Luna?

Risposta
Franco Malerba astronauta

Lo sbarco sulla Luna era un obiettivo in sé, doveva essere una dimostrazione di capacità tecnologica, particolarmente significativa nel clima del confronto tra le superpotenze — USA e URSS — degli anni sessanta; il raggiungimento della Luna era un impegno politico e militare, non un programma scientifico.
L’esplorazione è diventata successivamente una forza più trainante della ricerca spaziale e da questo punto di vista è vero che il pianeta Marte ci interessa più della Luna perché esso ha un’atmosfera, una dinamica di superficie (venti e tempeste), ha una storia geologica che sembra disegnata dalla presenza di acqua; ci interessa studiare Marte perché sembra ormai certo che ci sia acqua ai poli e nel sottosuolo, insomma Marte è un pianeta che potrebbe avere ospitato la vita e forse potrebbe consentirci domani di ricostruire un habitat compatibile con la sopravvivenza dell’uomo. Per questo la quantità di quesiti e scenari che gli scienziati possono elaborare e studiare è molto grande, a cominciare dal mistero “dell’acqua scomparsa”.
La Luna resta invece “un sasso inerte” su cui si è posata la polvere dei millenni; non sembra aver mai conosciuto né l’acqua né la vita.
Detto questo, il ritorno sulla Luna sarebbe comunque interessante e tecnologicamente più abbordabile del viaggio verso Marte: le osservazioni dell’universo dalla faccia invisibile della Luna (ove non c’è alcuna atmosfera a filtrare i segnali e praticamente nessun rumore/inquinamento radio o luminoso da sorgenti artificiali) sarebbero particolarmente efficaci.
Rispetto al volo abitato verso Marte, gli anelli deboli della catena sono, da una parte i sistemi di lancio e di trasporto nello spazio e dall’altra la compatibilità umana con una permanenza molto lunga nello spazio. La stazione spaziale ISS potrebbe diventare una piattaforma per la messa a punto e l’assemblaggio di veicoli spaziali di tipo nuovo (propulsione a plasma e/o nucleare), specializzati per il viaggio transplanetario; l’esperienza maturata nelle lunghe permanenze di umani nello spazio ci conforta che l’assenza di peso prolungata è sopportabile; siamo invece ancora molto preoccupati dell’ambiente carico di radiazioni ionizzanti che si trova sulla via di Marte, una volta usciti dalla protezione del campo magnetico terrestre.


#5

Malerba fra l’altro ha scritto un interessante libro bilingue “La Vetta” nella quale racconta la sua avventura sullo shuttle come primo astronauta italiano.
Per chi non l’avesse ne consiglio l’acquisto (belle anche le foto) anche se il costo, almeno all’epoca, era altino.