Gateway 2019. Passando da render a realtà


#8

Yep. Sono curioso di vedere a breve chi vince il contratto per il PPE e vederlo in costruzione.


#9

Interessante che l’unico vettore commerciale, fra quelli presi in considerazione per il trasporto pesante dei componenti, e che abbia già volato (con successo) sia il FH… tutti gli altri sono in fase di realizzazione e siamo lontani almeno due/tre anni dal debutto.
E poi c’era chi si preoccupava che i vettori commerciali pesanti, come FH, non avessero futuro… :wink:


#10

In teoria anche il D4H potrebbe fare missioni di refuelling e lancio pezzi. Ma considerato che nel 2023 ci sarà l’ultimo lancio, l’ho lasciato fuori dalla competizione. Anche perchè nel 2023 ULA avrà un vettore mooolto più competitivo sul prezzo.
Mi sembra quasi scontato che il PPE verrà lanciato a bordo di un Falcon Heavy, dato che la NASA vuole non più tardi del settembre 2022. Nel 2022 ci saranno in servizio già Omega, Vulcan e NG, ma il FH potrà giocarsi la carta di avere già un po di lanci sotto la cintura (circa 7).
Il mercato per i lanciatori commerciali pesanti è comunque molto limitato. Si vede chiaramente con il rateo di volo di FH e D4H. Questa iniziativa NASA certamente aiuterà a mettere qualche lancio extra nel settore.


#11

Mi sembra un LEGO piuttosto barocco. Un lander fatto da tre pezzi da lanciare separatamente? Non capisco bene le scelte ingegneristiche dietro questa architettura. Il Gateway è troppo in alto? SLS da solo non riesce a trasportare tutto? Help! Vedo solo svantaggi e non ci capisco niente :slight_smile:


#12

la competizione reale era tra il modello a 2 stadi e il modello a 3 stadi scelto. Partiamo dal fatto che un lander monostadio avrebbe avuto un peso di quasi 60 tonnellate per soddisfare tutti i requisiti di permanenza lunare. Nessun razzo può mettere 60 tonnellate in TLI.

Nel modello a 2 stadi il modulo lunare era diviso in 2 pezzi. Uno da 9-12 tonnellate (stadio ascesa) da lanciare su un SLS crewed assieme a Orion e uno stadio di discesa da 40 tonnellate da lanciare su un SLS block 1B cargo. L’unico razzo capace di spedire una massa del genere in TLI. Il problema di questo metodo era che ogni volta si doveva abbandonare sulla Luna un pezzo di hardware importante (parliamo di uno stadio di discesa da 40 ton).

Con il metodo a 3 stadi, l’architettura è divisa in pezzi più piccoli (max 15 tons) e quindi su 42 tonnellate di hardware totale ne recuperi 27 (stadio di trasferimento e stadio di ascesa). La perdita è molto piccola. Inoltre con le masse cosi ridotte, anche i lanciatori commerciali pesanti possono spedire parti per il lander al gateway (il che rafforza il legame NASA settore commerciale come da direttiva del congresso).
Il metodo a 3 stadi è semplicemente il più efficiente.


#13

Immagine presa da Russian Space Web di A. Zak…


#14

sintetizza molto bene i piani attuali del gateway. Ovviamente da segnalare che se il design di tutto ciò che è a sinistra dell Internation Hab module è praticamente fissato, stessa cosa non si può dire dell’hub internazionale e tutto ciò alla sua destra (Orion esclusa ovviamente). Dimensioni e volumetrie cambieranno in base alle scelte dei partener internazionali e di NASA.
I 2 hub uniti (US e International) dovranno fornire come minimo 125 m3 di volume abitabile.


#15

hub ≠ hab
: )


#16

:slight_smile:
l’ho già detto che odio il correttore automatico? :smile:


#17

Il Canada ufficializza la sua partecipazione al Gateway. E quindi credo che il “moon canada arm” si farà :smiley:


#18

Segnalo questa interessante pagina della NASA dalla quale è possibile scaricare vario materiale sul LOOP-G. Di molto interessante ho trovato un PDF sugli Industry Forum on Lunar Exploration Plans.


#19

Sierra Nevada Corporation ci rivela qualcosa di più a riguardo del suo modulo per la stazione lunare. Alcune foto del modulo da 8+ metri erano state postate qualche mese fa da @Lupin.


in aggiunta inoltre un bel PDF a riguardo:


#20

Apperò, mi ero perso che anche SNC stesse lavorando su un concept molto simile ai moduli di Bigelow.


#21

Sto leggendo “La Luna di Oriana” di Oriana Fallaci. Mi ha strappato un sorriso. Da pag. 234 Thomas Payne, direttore della Nasa spiega_ “[…] Infatti, conclusa l’esplorazione della Luna coi venti Apollo, stabiliremo una base lunare. Prima ancora, però, stabiliremo due basi spaziali: una a 200 miglia sopra la Terra e una a 75 miglia dalla superficie lunare. Contemporaneamente […] prepareremo lo sbarco su Marte che non dovrebbe avvenire più tardi del 1987. Ma spero prima. […] Infatti la prima stazione spaziale, quella in orbita terrestre, sarà costruita al massimo nel 1976. La seconda, quella in orbita lunare, sarà costruita nel 1978, al massimo nel 1979”.


#22

Il MuskTime c’era giá , prima ancora di Elon…


#23

Era il Von Braun time… e funzionò per un pò.
Ma poi arrivò il Nixon time…


#24

in attesa di un vincitore per il contratto di ESPRIT tra Airbus e Thales, si fanno prove in “zero G” per quanto riguarda il prototipo dell’airlock di ESPRIT. Questo mockup è stato fatto dalla COMEX


(Immagini credit ESA Airbus)


#25

Ci sarà anche il contributo della Corea del Sud.


#26

C’è in giro una fonte più autorevole che conferma l’ingresso della Corea?


#27

Al momento no. Attendiamo quindi conferme.