Gateway 2019. Passando da render a realtà

Quindi “solo” due astronauti sulla superficie nel 2024 anziché 4 nel 2028. Scommetto (e spero) già da ora che uno dei due sarà una donna.

Un altro video di quelli che NASA è tanto brava a rilasciare per creare hype :wink:

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Il documento della NASA con l’analisi delle varie proposte e relative valutazioni.
https://www.fbo.gov/utils/view?id=d01de7eccc8d1bc6b4bed3fbc5a74b1d

Un articolo di SpaceNews che riassume il documento.
https://spacenews.com/price-contract-terms-helped-maxar-secure-gateway-contract/

Interessante questo:

It also noted that Maxar planned to use a “currently unproven heavy-lift launch vehicle” for launching the PPE. The document didn’t identify the vehicle, but one of the Maxar’s partners is Blue Origin, which is developing the New Glenn heavy-lift rocket slated to enter service in 2021. The document noted, though, that Maxar planned to keep the PPE compatible with “multiple” alternative launch vehicles.

Ho seri dubbi che il New Glenn sarà pronto per il lancio. E se lo sarà, avrà fatto 1 volo al massimo.

Ritiro quanto avevo scritto sopra riguardo al Falcon Heavy. Il piano attuale pare essere un lancio PPE+Blue Moon a bordo del New Glenn. E la NASA non dovrebbe porre troppi problemi in quanto secondo il contratto le responsabilità del lancio saranno per il costruttore del satellite, dato che la NASA comprerà il PPE soltanto quando sarà in orbita intorno alla luna e funzionante.

Ovviamente se ci saranno ritardi con il New Glenn immagino che la Maxar ex SSL possa cambiare lanciatore con il Falcon Heavy con il giusto preavviso.

Mi sembra anche decisamente chiaro che il prezzo finale abbia deciso il vincitore. 200 Milioni in meno dei due contenditori più vicini non è poco.

Nuovo articolo di Rudy Bidoggia pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Risveglio questo topic perché c’è qualche piccola novità interessante a riguardo. Si tratta dell’orbita scelta per il Lunar Gateway che, a differenza della ISS, avrà un’orbita ellittica (distanza minima e massima dal suolo lunare rispettivamente di circa 3000 e 70000 chilometri) per una serie di vantaggi:

  • Un’orbita completa avverrà in 7 giorni utile per l’esplorazione lunare;
  • La distanza minima facilita la discesa e non richiede manovre complicate per la risalita in orbita;
  • Si riducono i momenti in cui il Lunar Gateway non potrà utilizzare i pannelli solari a causa dell’ombra della Terra o della Luna;
  • Quest’orbita richiede sia piccole correzioni ai veicoli in “visita” sia poca “energia” per mantenerla.

Vi lascio anche il riferimento all’articolo in inglese dell’Agenzia Spaziale Europea dove viene detta qualcosa in più.

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Non capisco perché nell’articolo si parli di minimizzare i periodi di interruzione alle telecomunicazioni, quando in teoria con quell’orbita non dovrebbero essercene; la Terra è sempre in line of sight.

Stendo un velo pietoso sul termine aureola di Sky Tg24
*** edit anche ESA parla di Angelic Halo, va beh… contenti loro, contento padre Sergei. ***

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Non si parla mai di minimizzare le interruzioni delle telecomunicazioni, mi pare (anche se ultimamente mi sfuggono parecchie cose…).
Piuttosto si parla di minimizzare i periodi di buio (luce solare): “This period was chosen to limit the number of eclipses, when the gateway would be shrouded by the Earth or Moon’s shadow.”

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Un articolo di Focus appena pubblicato spiega meglio questa cosa e forse c’è anche una mia errata interpretazione; ma vado con ordine:

  • Nell’articolo di SkyTg24 si dice che l’orbita scelta limita i periodi d’eclissi cioè quando non sarà visibile
  • L’articolo di Focus fa capire che l’eclissi è quel momento in cui il Lunar Gateway è nel cono d’ombra tra la Terra e la Luna dove non può utilizzare i pannelli solari per produrre energia
  • Ho inteso il non essere visibile cioè l’impossibilità di comunicazione con la Terra

EDIT: Informazione corretta; ringrazio @RikyUnreal e @Vespiacic per le spiegazioni ed avermi segnalato l’errore.

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Giustissimo, grazie!

Nuovo articolo di Gianmarco Vespia pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Complimenti sempre per l’ottimo lavoro della redazione!:clap::clap::clap:
Riflettendo sull’orbita prevista per il Gateway mi è sorta una curiosità… Nel caso di un orbita fortemente ellittica con un periodo molto basso (nell’ordine delle ore), il modulo della velocità varierebbe rapidamente lungo il percorso in tempi relativamente brevi… cosa succederebbe - nel caso di veicoli abitati - agli astronauti all’interno, in termini di qualità vita? Basse accelerazioni li sposterebbero in diverse direzioni durante il volo? Che voi sappiate, qual è l’orbita con eccentricità maggiore mai percorsa da un veicolo abitato?
Mi rendo conto che mancano diverse condizioni al contorno per una spiegazione “puntuale” alla domanda, e che non è il caso del Gateway né ovviamente della ISS, ma mi immaginavo quasi comicamente un veicolo con all’interno gli astronauti se non shakerati almeno … “mescolati” in stile James Bond :grin:

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Prima di tutto, orbita fortemente ellittica e periodo di poche ore non sono due cose compatibili in orbita lunare, all’apolunio la velocità sarebbe molto bassa, quindi il periodo molto più alto di un’orbita circolare bassa. Secondo, la sensazione apparente sarebbe la stessa di quella in orbita circolare, caduta libera. L’accelerazione in orbita circolare è presente, visto che il vettore velocità cambia (e parecchio!). L’orbita ellittica forse ti inganna perché consideri solo il modulo velocità, non il vettore.

Quindi gli astronauti nel gateway proveranno le stesse sensazioni di quelli della ISS, forse un senso di solitudine maggiore.

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Infatti non parlavo del caso “Gateway” o “Luna”, ma più in generale di una situazione in cui fosse possibile realizzare una tale orbita.

Così come è ovvio che l’accelerazione sia presente in orbita circolare, ma nell’orbita ellittica in effetti ragionando non sull’intero vettore si può cadere in inganno come ci sono caduto io :sweat_smile:, ma basta fare un disegno ed in effetti è tutto più chiaro.

Credo che astronauti e Gateway avranno la stessa inerzia e quindi voleranno all’unisono, fino a quando il moto dei primi non verrà deviato dall’accensione dei propulsori (magari proprio per una manovra correttiva) dell’avamposto lunare.

In passato mi ero posto lo stesso interrogativo pensando a quello che avevano sperimentato gli equipaggi Apollo in rotta verso la Luna: la risposta è la medesima, ossia microgravità, sebbene evidentemente il concetto di ‘caduta libera’ si applichi in maniera meno intuitiva al di fuori dell’orbita.

Ma in rotta verso la luna erano comunque in orbita eh :slight_smile:

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Già, hai ragione, ho semplificato troppo…diciamo che il concetto di cadute libera è meno intuitivo per orbite molto eccentriche :wink:
Grazie :+1:

Si può ragionare (semplificando) considerando i centri mi massa dell’ astronauta e del veicolo spaziale. Questi tipicamente non coincidono quindi ci si riconduce ad una situazione in cui si hanno due corpi uno accanto all’altro, soggetti all’interazione gravitazionale.

Bene, anche nel caso più semplice di un orbita circolare intorno ad un corpo perfettamente sferico (trascurando la distorsione del campo gravitazionale dovuta all’astronauta e al veicolo) si avranno traiettorie diverse: l’oggetto più vicino al corpo celeste seguirà un orbita più piccola e veloce rispetto al corpo più distante provocando un allontanamento dei due. Un astronauta all’interno di una stazione si troverebbe a sbattere la testa contro la parete per intenderci (oppure sperimenterebbe un trazione o una compressione se fosse appeso ad una maniglia).

Si potrebbero considerare poi astronauta e veicolo come corpi estesi, e allora bisognerebbe tenere conto anche della forza mareale che tende ad allontanare le parti più vicine al corpo celeste degli oggetti da quelle più lontane. Un astronauta da solo in orbita circolare verrebbe leggermente stirato (ma sono forse ancora più impercettibili).

Volendo andare oltre si può considerare anche l’interazione gravitazionale tra astronauta e spacecraft, che modificherebbe ulteriormente (ovviamente impercettibilmene per un astronauta) le traiettorie. Tutti questi fenomeni costituiscono appunto la microgravità.

E tutto questo su un orbita idealizzata perfettamente circolare, quindi non servono orbite fortemente ellittiche e reboost per avere delle sollecitazioni tra astronauti e veicoli spaziali (o tra parti di essi). Il reboost o le manovre correttive, comunque normalmente avrebbero gli effetti maggiormente rilevabili.

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