Giove cattura comete nella sua orbita

Due oggetti catturati nell’orbita di Giove potrebbero offrire nuovi sostegni alla teoria secondo cui i giganti gassosi si sarebbero formati più vicino al Sole di quanto siano oggi, per poi allontanarsi lentamente. I due oggetti in questione sono un sistema binario di asteroidi chiamato Patroclo. Questi asteroidi seguono l’orbita di Giove nei punti troiani, ovvero quei punti che consentono a un oggetto di avere un’orbita stabile.

Patroclo è stato studiato da Franck Marchis della Università della California di Berkeley, che ha pubblicato il suo studio sulla rivista “Nature” (Vol. 439, n. 7076). Usando il telescopio Keck alle Isole Hawaii, il ricercatore ha misurato in modo accurato le dimensioni di questi due corpi celesti, le distanze uno dall’altro e le loro velocità orbitali. In questo modo è riuscito a stimarne massa e densità, proprio quest’ultima sembra fornire la chiave di volta per comprendere la natura di questi oggetti.

Patroclo sembra avere una densità più simile a quelle delle comete che non a quella degli asteroidi. Generalmente gli asteroidi veri e propri hanno una densità molto superiore a quella delle comete, oggetti in gran parte di ghiaccio che provengono dalla Fascia di Kuiper. Inoltre Patroclo sembra essere composto soprattutto da ghiaccio d’acqua coperto da una piccola coltre di polvere. Insomma le indagini confermerebbero la sua natura di cometa.

Secondo lo scienziato autore della ricerca, la presenza di Patroclo si spiega perché lo spostamento verso l’esterno dei giganti gassosi, causato dal gioco delle forze gravitazionali dei pianeti stessi e del Sole, ha provocato perturbazioni nella fascia di Kuiper spingendo Patroclo a muoversi verso l’interno del Sistema solare. Secondo altri studiosi questa però sarebbe una tesi azzardata. Vista l’enorme distanza di Giove dal Sole, Patroclo si sarebbe potuto formare direttamente in quella regione del Sistema solare senza cadere dalla fascia di Kuiper.

tratto da http://ulisse.sissa.it