Grande caccia alle maxi radiazioni


#1

ASTRONOMI e fisici esplorano un altro territorio sconosciuto: l’universo delle energie estreme. Con l’Osservatorio «Pierre Auger» vanno a caccia delle particelle super-energetiche. Con il satellite «Glast», che la Nasa lancerà nell’estate del 2007, cattureranno le radiazioni elettromagnetiche più potenti mai osservate. Le particelle dei raggi cosmici primari, preda delle trappole di «Auger», sono protoni (87%), nuclei di elio (12%) e una piccola minoranza di nuclei ionizzati di elementi più pesanti (1%). Le radiazioni elettromagnetiche ad altissima energia, preda di «Glast», sono raggi gamma da 10 milioni a 1000 miliardi di elettronvolt. A questi livelli i gamma si comportano come particelle. Per farsi un’idea della loro enorme energia, basta ricordare che i fotoni della luce visibile si aggirano intorno a 2 elettronvolt. Mentre le particelle catturate da «Auger» ci parleranno delle origini dell’universo e potrebbero rivelarci forme di materia ancora sconosciute, i raggi gamma superenergetici intercettati da «Glast» (Gamma-ray Large Area Space Telescope) porteranno notizie sull’evoluzione delle stelle e sulle più potenti esplosioni che possano avvenire nel cosmo dopo il Big Bang. In media una volta al giorno l’universo è scosso da una di queste esplosioni: un lampo di fotoni gamma. Gli astrofisici li chiamano «gamma burst». Quelli registrati finora brillano in ogni direzione del cielo. Si pensa che siano prodotti dal collasso di stelle massicce che muoiono, trasformandosi in buchi neri. Un «gamma burst» eccezionale fu quello del 14 dicembre 1997 rivelato dal satellite italiano «Beppo Sax». Risultò l’evento più energetico mai osservato: in una regione di appena 1000 chilometri di diametro si era liberata una quantità di energia pari a 100 miliardi di miliardi di volte quella emessa dal Sole. Come se fossero esplose in pochi secondi 2 mila supernove. «Glast» batterà tutti i primati dei precedenti satelliti lanciati per guardare l’universo nella radiazione gamma: sarà 30 volte più sensibile, abbraccerà un campo di cielo più vasto, riuscirà a separare punti dello spazio più vicini tra loro. Tra i suoi oggetti di studio ci saranno i nuclei delle galassie attive, probabilmente costituiti da buchi neri supermassicci, che emettono raggi gamma di intensità variabile: oggi ne conosciamo una settantina, «Glast» dovrebbe identificarne migliaia. Un altro obiettivo è la scoperta delle Wimps, ipotetiche particelle massicce a interazione debole che forse formano un alone intorno al centro della Via Lattea e delle altre galassie. Poiché raggi cosmici sono formati da due componenti, una di particelle e una di raggi gamma, «Auger» e «Glast» sono complementari e apriranno nuove prospettive dal micro al macrocosmo. Un satellite in orbita a 550 chilometri dalla Terra e centinaia di taniche sull’altopiano argentino: strana coppia per capire meglio l’universo.

da la stampa web


#2

Al KENNEDY SPACE CENTER si sta preparando il lancio di GLAST per il 16 Maggio dal Launch Pad 17-B.
http://mediaarchive.ksc.nasa.gov/search.cfm?cat=181
http://www.nasa.gov/mission_pages/GLAST/main/index.html


#3

Altre info sulla missione, molto interessante per me!! :smiley:/

La missione

Strumenti

La proposta di GLAST alla NASA (1999)

Divulgazione per il pubblico

L’Istituto Nazionale di Astrofisica chiarisce le idee

Altra pagina molto interessante con anche dritte per gli spazio-modellisti!

Qualche link con anche le Università italiane coinvolte. :smiley:>