I piani di Elon Musk per Starship e la colonizzazione di Marte

E magari aggiungi pure che non disponendo di alcun ecosistema, la Luna è un candidato ideale per decentrare tutta una serie di produzioni che sulla Terra, a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale, potrebbero non essere più praticabili in futuro.

Senza voli pindarici, insediamenti abitativi e produttivi sulla Luna sono tecnicamente possibile già oggi, anzi ieri o meglio ancora l’altro ieri.
E’ solo una questione di volontà economica, politica e di mezzi di trasporto.
Ad averci il giusto mezzo di trasporto, e SS sarebbe non dico perfetta ma quasi, la realizzazione di queste infrastrutture potrebbe avvenire in tempi molto più rapidi di quel che si può immaginare.

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La NASA vorrebbe far atterrare astronauti su Marte negli anni 30, non ho letto da nessuna parte l’intenzione di rimanervi attivamente con un avamposto permanentemente abitato, Musk, io e Zubrin^_^ solo per citarne qualcuno, vorremmo che si mantenesse una stazione scientifica permanente che con il tempo troverà le motivazioni per diventare qualcosa di più.
Per riuscire in questa impresa NASA non sarebbe più sola con il suo costoso lanciatore ma potrà avvalersi della più economica e versatile Starships.

Se Starships non esistesse, l’America potrebbe accontentarsi del primato e concentrarsi su altro, come è stato fatto 50 anni fa con il programma Apollo!
Il progetto e la speranza di E. Musk è quello di esserci nel momento storico topico con un’alternativa economicamente vantaggiosa che possa far decidere la non fine del programma una volta piantata la bandierina.
Concretamente ci vorranno tanti trasportatori che in modo continuativo porteranno tutto ciò che sarà necessario alla permanenza degli astronauti sul suolo marziano.

Ecco, dal mio punto di vista ha tutto più senso quello che dice Musk, come rimanevo affascinato ascoltando Zubrin, altro visionario inascoltato.
La ricerca scientifica che potremmo fare direttamente sul posto con astronauti non è paragonabile a quella di nessuna sonda robotica.

Altra considerazione, Marte si è rivelato decisamente desertico ed inospitale ma nel nostro sistema solare non vedo mondi più ospitali, questo significa che o ci accontentiamo di Marte per fare esperienza multi planetaria o ci accontenteremo di rimanere sul nostro mondo fino a quando non riusciremo a raggiungere altri sistemi.

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Ho letto l’articolo e Berger non mi sembra particolarmente abbandonato all’entusiasmo o un fanboy acritico. Il racconto ha semplicemente lo stile del reportage e della caratterizzazione dei protagonisti tipici della saggistica narrativa, molto popolare nel giornalismo degli ultimi decenni.

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Vi fu in passato una rimostranza da parte di alcuni lavoratori di SpX a riguardo dei ritmi serrati imposti dall’azienda, se non sbaglio. No se ne è più sentito parlare forse perché con F9, FH e Crew Dragon hanno passato il grosso della fase di sviluppo.

Comunque imho, la magnificazione del personaggio fa anche da cassa di risonanza per mitizzare alcuni comportamenti, del tipo ti sveglio alle 1.00 AM solo perché mi girano le balle. Magari c’era qualcosa in più da discutere e a te giornalista hanno rilasciato una intervista, non una confessione.

Cosa mi ha fatto protendere nel pensare che l’articolo sia stato scritto da “entusiasta”, è stato il sottolineare con tanta enfasi che non voglia in cantiere il cognato scansafatiche.
Scusa, ma grazie al …, non c’era bisogno che me lo spiattellavi insieme al particolare inutile e stereotipato della t-shirt e della diet coke.
Gente che fa il colloquio la sera e la mattina deve presentarsi al lavoro… Ma va? Personalmente avrei sfruttato quelle righe per raccontare altri dettagli e, se proprio era richiesto il soffermarmi sul personaggio, mi sarei concentrato sui tratti distintivi fatti di espressioni e movenze.
Gli avrei anche chiesto di come questo design così assurdo del “thrust Puck” gli sia passato sotto il naso così facilmente e come mai (dopo anni a capo di industrie) solo ora gli viene da dire alle proprie maestranze “se una cosa non vi convince, disturbatemi direttamente con una mail…”
Mah.

Sarà la colonizzazione di Marte una fissazione di EM che porterà al nulla?
Boh grande come una casa. Se non altro è un giochino al quale sta facendo “partecipare” un pó tutti. L’incremento di lavoratori probabilmente dipana il dubbio che SS sia solo una manovra per distogliere i più da altre realtà (ipotesi dall’anima davvero complottista, senza offendere nessuno) e che stia davvero correndo per vedere qualcosa di concreto, prima di passare dalla porta con i piedi in avanti e poter lasciare una eredità fatta di almeno una SS funzionante e non solo di blueprint.
Credere ci crede davvero, ma i numeri che spara sono da prendere con le stesse pinze con cui prendiamo i suoi meme su twitter o i lanciafiamme tascabili.

Piatti della mia personale bilancia:

Da una parte ho la ormai consolidata tecnologia SpX fatta non solo di efficienza, ma anche di una freschezza di pensiero bellissima e dittatoriale*

Dall’altra la scommessa fatta su un impianto che sarà la base della colonizzazione multiplanetaria, basata sulla lavorazione dell’acciaio. :astonished:

Nel mezzo Starlink, che non sarà certo l’uovo di colombo, ma di sicuro ha bruciato sul tempo tutti (tutti tutti tutti) e con qualcosa che ha dell’incredibile. Satelliti che vengono rilasciati a “mazzo”, cozzano anche un pochino tra loro e poi si ridispiegano nel giro di 3/4 settimane con precisione di manovra tale (almeno si spera) da poter coesistere in una serie di costellazioni di entità elefantiaca. Io li odio dal profondo del mio cuore, ma sono affascinanti e sarebbero da eviscerare (e porre ad attenzione comune) 100 se non 1000 volte più di SS.

*l’apertura del fairing del primo FH è storia della sboroneria più bella che si possa immaginare; il design della Falcon Crew e degli impianti logistici del pad di Cape Canaveral sono da museo. D’altro canto questi signori mentre giocano a kerbal space program in real life, stanno occupando in maniera coatta lo spazio orbitale. Che é cosa comune ed universale, non solo il backyard di Boca Chica.

Possiamo abbonarle come controparte “sregolatezza” della megaglia “genio”?

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Io onestamente non vedo molta differenza con altra comunicazione fatta in passato.
Il punto è che non siamo i destinatari di questa comunicazione. I destinatari sono persone assolutamente non tecniche che devono venire a conoscenza del fatto che lui sta imbastendo questa impresa e che ci sta mettendo il massimo dello sforzo.
I numeri sono i soliti best-case-scenario che non vedremo mai… Non tanto perché non voluti o forse impossibili, ma perché magari nel tempo perderanno senso per variazioni al concept o delle reali esigenze.

In effetti l’ho trovato molto noioso come articolo… Non c’è nulla di nuovo per noi.

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E’ da molto tempo che sostengo, con una serie di prove, che la SpaceX sia l’azienda americana più “russa” che ci sia. Questo perché è innegabile un “imprinting tecnologico” (per non dire vero e proprio travaso) russo ed ex-sovietico in molte delle soluzioni che si ritrovano nei vari Dragon, Falcon 9 e nemmeno Starship fa differenza in tal senso.
Mi spiego meglio.
Il cosiddetto “thrust puck” (così come lo ha definito Musk) non è che sia esattamente “piovuto dal cielo” in termini progettuali, un elemento assolutamente analogo (per forma e funzione) lo si ritrova, guarda caso, nel primo stadio dello sfortunato razzo lunare N-1 ( per chi non lo sapesse la controparte russa del Saturn V).

Nel mio disegno che allego, ho evidenziato con un tratteggio ed indicato con una freccia l’elemento strutturale dello N-1 che risulta analogo al “thrust puck” di Starship:

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Probabile cambio nel tipo di acciaio da utilizzare per lo sviluppo di SS.

Non più il 301, ma altro tipo non specificato.

Se ne parla già qua:

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