Parrebbe che i Russi abbiano dei piani per separare dalla ISS i propi moduli, ed utilizzarli come elementi costitutivi di una nuova stazione nazionale.
Tutto questo a metà degli anni 20.
Si, parrebbe…
Ma come disse Charlie B. (non Brown) al consiglio ESA.
“o tuècc insema, o ghe nè minga!”
Che in brianzolo di dice:
“on ISS we have found that each of our cooperating agencies has different interests and strengths and the reality is that none of us has the funding to do everything on our own”

Quello che mi chiedo è se nel 2025 quei moduli saranno ancora in grado di operare ai pieni parametri, avendo superato la loro vita operativa.
Non vorrei che si riducessero a una sorta di Mir 2, dove i problemi e le falle sono all’ordine del giorno [emoji51]
![]()
Potrebbero utilizzarli per iniziare a costruire una nuova ISS partendo da questi come “capanno operai” ![]()
Montiamo qui un pezzo nuovo, lo stacchiamo via insieme ai nostri vecchi, magari ne scarteremo qualcuno perchè troppo vecchio…
Sembra uno che vuole aggiustare il motorino cannibalizzandone un altro. Certo coi Lego sarebbe più semplice 
Hanno fatto una stima di massima delle decine (centinaia) di ore in EVA per accomodare tutta la faccenda?
Io non credo sia una questione di ore in EVA, da quel punto di vista la sezione Russa è relativamente più semplice di quella Americana (il che comporta anche funzionalità ridotte).
Il problema più grande di una stazione solo Russa secondo me sarebbe una notevolmente ridotta copertura TM/TC, audio e video (oggi quando sono fuori vista dalle loro ground stations si basano sui TDRS). In sostanza si tornerebbe ai tempi della MIR, con 10-20 minuti di copertura ogni orbita.
In più ci sarebbe una ridotta potenza elettrica (che io sappia, ad oggi prendono un po’ di elettricità dall’USOS), e l’AOCS si baserebbe tutto sui thrusters (che io sappia non hanno gyros), il che comporterebbe un notevole aumento del consumo del propellente.
Mi pare di aver capito che i moduli da separare sarebbero quelli nuovi, non ancora lanciati, e precisamente il Multi-purpose Module (MLM), il Node Module (UM) and the Science and Power Module (NEM) che, in teoria, dovrebbero raggingere la ISS tra 2017 e 2019. I moduli “storici” (e obsoleti) non vi sarebbero compresi (anche perché le capacità propulsive di Zvezda dovrebbero servire per deorbitare la ISS).
Sul tema mi sembra interessante questa pagina di Russianspaceweb
Parliamo comunque della metà degli anni 20 (nella più ottimistica delle ipotesi quanto potrebbe essere prolungato il programma ISS,2029 al massimo?).
E’ ovvio che i Russi compiano degli studi pensando al loro futuro nello spazio.
Inoltre non dimentichiamo che la situazione politica è tutt’altro che stabilizzata,e che domani potrebbero presentarsi crisi piuttosto severe tra la Federazione Russa ed i paesi Occidentali; vi sono addirittura degli “originaloni” apocalittici in rete ( i vari Giulietto Chiesa,Maurizio Blondet,ecc) che parlano di non improbabile conflitto nucleare…ora,senza arrivare a tali follie non nascondiamoci che possibili gelate nei rapporti non possono escludersi.
In conseguenza di ciò,i Russi si preparano anche ad uno scenario in cui l’esperienza ISS potrebbe bruscamente concludersi.
Poi,vedrete che tutto andrà bene e che si arriverà al 2029.
Certo però che in questa particolare fase storica mi sentirei di dire che in futuro esperienze di collaborazione internazionale come quella del programma ISS difficilmente si ripeteranno.
La ISS è figlia di un momento storico molto particolare e ricco di speranze che oggi sembra mooolto lontano.
Non hanno soldi, come si può pensare che possano staccare i loro moduli e fare una nuova stazione? Non riescono neanche a mandare quelli che mancano alla ISS.
La mentalità Russa è molto diversa da quella Occidentale,loro se è necessario si arrangiano e tirano fuori sistemi empirici che noi mai ci sogneremmo di adottare (anche per motivi di sicurezza).
Certo,il bilancio è molto stringato,ma che utilizzino o meno i moduli ISS non ho dubbi che una stazione (o un avamposto) la tireranno fuori dal cilindro.
Poi da qui a qualche anno non possiamo sapere come sarà lo stato dell’economia Russa; non scordiamo che sono pieni di risorse naturali.
Al di là di tutte le considerazioni, serve sempre un “piano-B”. Anche se non lo si usa, é buona norma farlo.
Se intendono usare solo moduli nuovi (e quindi studiati in un certo qual modo per consentire uno sgancio/riaggancio rapido) la cosa è ragionevole.
Staccare Zarya e Zvezda per continuare ad usarli come base per agganciarci moduli nuovi avrebbe veramente poco senso, vista l’eta e l’assenza di giroscopi.
Il Bilancio annuo della Federazione Russa e legato in maniera strettissima al prezzo del petrolio, che per il momento è mantenuto basso proprio come arma geopolitica dai paesi arabi. Nel caso dovesse aumentare per qualche ragione chi lo sa che le cose non cambino per il Programma Spaziale Russo.