Il lancio del martello di Jack Schmitt


#1

Ciao a tutti!
Avete mai visto questi scatti? Ritraggono il martello da geologo di Jack Schmitt di Apollo 17, volare in distanza dopo essere stato lanciato alla fine della missione! Si proprio lui, il martello che alla fine della terza EVA, aveva il manico talmente consumato dall’azione abrasiva della polvere lunare, da rendere visibile la superficie metallica sottostante! Nello scatto AS17-143-21940.jpg, si vede la polvere lunare schizzare via, per l’impatto dell’utensile con la superficie lunare!


#2

Ed ecco come e dove venne parcheggiata la Lunar Rover al termine della terza ed ultima “passeggiata” di Cernan e Schmitt nella zona Taurus-Littrow. Da lì le ultime fantastiche immagini di un decollo televisivo “umano” dalla Luna, sicuramente le migliori, per l’eccezzionale nitidezza, degli ultimi tre allunaggi. saluti a tutti da Lunakhod.


#3

Questa sequenza dà un’idea visiva della ridotta gravità lunare: dopo il lancio, mentre il martello è rimasto in volo Schmitt ha avuto il tempo di inquadrare, scattare e avanzare al fotogramma successivo per 3 volte, indossando una tuta una ingombrante che gli rendeva difficoltosi i movimenti.

Paolo Amoroso


#4

Si, e ha dell’incredibile pensare, che quel cimelio storico, si trova ancora parcheggiato in quel posto e in quel modo! :smile:


#5

Io ho il DVD della spacecraft e quella ultima EVA l’ho vista tutta.
Immagini fantastiche,ma anche commoventi.
Ricordo quando il telegiornale disse che “Apollo 17 sarebbe stata lìultima missione lunare del secolo”.
Avevo sette anni e mi sorpresi a pensare: “dovrò aspettare il 2000 per vedere un altro uomo sulla luna”?
Mi sbagliavo.
Se tutto andrà bene sarà dopo il 2020.


#6

Vero Matteo! Come le palline da golf di Alan Shepard!
Ma visto nelle foto che volo che gli ha fatto fare?! A momenti lo mandava in orbita! :stuck_out_tongue_winking_eye:


#7

Già… io al tempo avevo più o meno la stessa età, e quando rivolgevo il pensiero alle prime fasi del XXI secolo, lo immaginavo pensando a 2001 Odissea nello spazio… ed invece, l’Odissea è tornare sulla Luna dopo mezzo secolo :disappointed:


#8

Mio fratello guardando la puntata dedicatagli nella fiction “dalla terra alla luna” ha detto: “Pensa se gli fosse scappato di mano e avesse forato la cabina pressurizata!”. :flushed:


#9

Sarebbe stato un danno consistente, anche se comunque non avrebbe impedito il ritorno in orbita degli astronauti, nella malaugurata ipotesi che il martello avesse aperto uno squarcio nella paratia della navetta lunare! Il LEM e il CSM erano progettati per poter effettuare un docking e un trasferimento dell’equipaggio anche con le cabine depressurizzate. Sarebbe bastato che il Pilota del Modulo di Comando avesse indossato la tuta di lancio, depressurizzato la cabina, effettuato il docking con il LEM, trasferito l’equipaggio (e il carico minerario :wink:), chiuso il portello del tunnel e ripressurizzato il CM e la brutta avventura, sarebbe stato solo un ricordo! :smile:

PS Ricordiamoci che bucare la struttura del LEM, non era cosa semplice! Oltre al robusto telaio era rivestito ovunque da diversi strati di materiali vari, tra cui mylar e kapton!


#10

Scusate la mia ignoranza ma le Hasselblad in dotazione degli astronauti dell’Apollo erano ad avanzamento manuale o motorizzato?


#11

I modelli fissati sul torace degli astronauti erano delle Hasselblad HDC, versione modificata della 500 EL: motorizzata, con magazzini portapellicola rimovibili da circa 200 scatti, ottica Zeiss da 70 mm, impugnatura a pistola con “grilletto” di scatto.
Erano tutte ad avanzamento motorizzato, anche quelle destinate ad essere usate all’interno del modulo di comando.
Qui ho trovato delle notizie molto interessanti, relative anche ad apparecchi fotografici di altre missioni.

http://www.fotografiareflex.net/hasselblad.html

http://www.myspacemuseum.com/apollocams.htm

http://it.hasselblad.com/about-hasselblad/hasselblad-nello-spazio/space-cameras.aspx


#12

Confermo! Motorizzate e probabilmente ogni tanto ci scappava anche uno scatto involontario.
Ho avuto questa sensazione andando alla ricerca di doppioni per ricreare immagini 3D.


#13

Ma io sapevo che nel tunnel di collegamento con la tuta indosso non passavano, quindi il trasferimento sarebbe dovuto avvenire dall’esterno. Una manovra di questo genere sarebbe dovua essere simulata da Schweickart poi annullata per il malore da cui fu colto.


#14

Grazie Nemo! Questa non l’avevo mai sentita.


#15

Però strano…
Ma gli astronauti al momento del docking non indossavano già le tute come da protocollo?
Indi a rigor di logica,se erano già vestiti prima di entrare nel LEM per l’allunaggio,allora potevano passare dal condotto anche con indosso le tute in pieno regime…


#16

Grazie 1000 dell’esauriente risposta!


#17

Durante Apollo 15, Scott eseguì un’osservazione in EVA parziale “affacciandosi” proprio dal portello di docking del LM. E penso che fosse completamente equipaggiato, anche con il PLSS.


#18

Mi correggo da solo citando l’ALSJ:

[Jim’s PLSS is stowed on the floor between them, in front of the hatch, and is held in place by removable pins. Dave’s PLSS is stowed at his left shoulder on the cabin wall. They are in the middle of the left-hand column of Surface 2-1, preparing for the Stand-up EVA or SEVA. They will not be wearing the PLSSs for the SEVA but, rather, will remain hooked up to the LM ECS (Environmental Control System). They are merely getting Jim’s PLSS out of the way.]


#19

Ecco a questo riguardo, mi fai tornare in mente un dubbio che ho sempre avuto: in tutti i documentari visti sulle missioni Apollo, si fa riferimento a quanto fosse sottile la copertura di “stagnola” del LEM (se non ricordo male, meno di 1-2 millimetri) che proteggeva gli astronauti dal vuoto spaziale. Mi sono sempre chiesto come potessero fidarsi di una cosa del genere. E’ come dici tu allora? cioe’, la “stagnola” era in realta’ composta da diversi strati (seppur sottilissimi) di materiali (tra cui quelli che citi) particolarmente resistenti alla rottura, che sarebbero stati in grado di sopportare anche delle “botte” non indifferenti? Anche solo il rischio di collisione con dei micrometeoriti vaganti, credo non sia stato da sottovalutare, no? In Fondo il LEM viaggiava comunque a velocita’ molto elevate; in caso di impatto, anche con qualcosa di dimensioni ridottissime, le forze in gioco sarebbero state rilevanti.


#20

Comunque c’è anche da ricordarsi che non tutto il LEM era spesso appena 2 mm. Tutti i punti di forza come le zone vicino ai motori e la parte abitativa erano molto più spesse e resistenti, proprio per sopportare le forze a cui erano sottoposti.