Il parco di Yellowstone si sta sollevando

Lo ha scoperto il satellite europeo Ers-2 con immagini riprese dall’orbita

Il margine settentrionale cresciuto di 13 cm mentre il centro sprofonda. In aumento l’attività degli spettacolari geyser

YELLOWSTONE PARK (Usa) – Ora si capisce perché si stanno aprendo nuove fumarole da cui escono vapori sulfurei, perché i getti dei geyser si sollevano più in alto, e perché i fluidi emergenti dal terreno sono diventati più caldi. Tutto questo succede a Yellowstone, il famoso parco naturale che si sviluppa nell’area occupata da un antico cratere vulcanico nella parte nord-occidentale degli Stati Uniti, fra gli Stati del Wyoming, Montana e Idaho, meta di decine di migliaia di turisti ogni anno.
L’innalzamento della zona di Yellowstone rivelato dal satellite Ers-2 (da Esa)
L’innalzamento della zona di Yellowstone rivelato dal satellite Ers-2 (da Esa)
Il motivo della febbre di Yellowstone sta in un rimescolamento del magma profondo messo in evidenza, prima ancora che da terra, da un satellite in orbita a 780 km d’altezza. «Grazie agli strumenti montati a bordo del satellite europeo Ers-2, abbiamo potuto analizzare la vasta area di Yellowstone con una tecnica chiamata interferometria radar ad apertura sintetica, scoprendo che tra il 1997 e il 2003 il bordo settentrionale del cratere si è sollevato di 13 centimetri, mentre la sua parte centrale si è abbassata», riferisce Wayne Thatcher, uno dei ricercatori del servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), impegnato nel monitoraggio dell’area.
Mettendo insieme i dati raccolti dall’orbita e quelli dei numerosi sensori sul terreno, i geologi americani hanno capito che il magma risalente dalle profondità della terra verso il sistema di condotti vulcanici e camere che si sviluppano una ventina di km sotto Yellowstone, ha in parte cambiato strada. Forse a causa di qualche ostruzione, ora si sta accumulando verso il Nimph Lake e il Norris Basin, nel margine settentrionale del cratere, causando il rigonfiamento osservato dall’orbita. Potrebbe essere il preludio di una futura ripresa dell’attività eruttiva, con lave che si riversano all’esterno o, peggio, con esplosioni improvvise?

I geologi dell’Usgs escludono, per ora, un pericolo a breve scadenza. Molto probabilmente, spiegano, si tratta di impulsi magmatici transitori. Una volta esauriti, il sistema tornerebbe a quella attività spettacolare ma inoffensiva che l’ha caratterizzato negli ultimi decenni. Ma intanto alcuni itinerari turistici attraverso il paesaggio dantesco di getti d’acqua calda e vapori sulfurei sono stati chiusi e il monitoraggio strumentale rafforzato. La gente, però, non sembra troppo impressionata dalle notizie appena pubblicate dalla rivista scientifica «Nature» e di lì rimbalzate in tutta la stampa mondiale, e continua a fare la fila per ammirare, fra le tante bellezze del parco, l’Old Faithful, il geyser più spettacolare del mondo, con un getto che si eleva fino a cento metri. Il cratere di Yellowstone si formò ben 640 mila anni fa con un’eruzione violenta, di fronte alla quale quella del Mount St.Helens (1980) impallidisce. Dopo una lunga attività eruttiva il cratere sprofondò, formando quella che i vulcanologi chiamano una caldera, che oggi occupa un’area di circa 80x50 km e che ultimamente è stata caratterizzata solo da emissioni di gas, vapori e getti di acqua.
Franco Foresta Martin
14 marzo 2006

tratto da Corriere.it