In fase di sviluppo una versione del Progress per il rientro atmosferico

E’ stato presentato allo scorso International Astronautical Congress di Valencia il progetto che prevede una versione del cargo unmanned russo in grado di affrontare un rientro atmosferico in modo autonomo e riportare a terra materiale.
Si è avuta conferma del progetto qualche giorno fa, quando in un’intervista Sevastyanov ha confermato che è in fase di sviluppo.

[b]Russia mulls new, retrievable cargo ship[/b]

Published: 2006 Nov. 24

Russia’s vision of its future manned space program acquired another detail last month with the publication of the plans for a new transport vehicle, capable of returning cargo from orbit.

The new spacecraft would be based on the Soyuz TMA manned spacecraft. Its configuration was revealed at the International Astronautical Congress, which was held in Valencia, Spain, on Oct. 2-6, 2006.

In interview with RIA Novosti on November 10, 2006, head of RKK Energia Nikolai Sevastyanov said that the work on the vehicle was ongoing.

Qui un approfondimento:
http://www.russianspaceweb.com/progress_gvk.html

E questo chiuderebbe il cerchio degli esperimenti da riportare sulla Terra che, dal 2010 con l’uscita di scena dello Shuttle, avrebbero avuto grossi problemi. Questo inoltre dimostra, una volta di più le incredibili potenzialità del veicolo Soyuz… (quello che forse sarebbe potuto essere l’Apollo…).

Scusate, ma una Progress in grado di rientrare (o meglio in cui una sua parte sia in grado di farlo) nell’atmosfera non è di fatto una Soyuz??

Inoltre, non vorrei fare il guastafeste, anche se si disponesse di una versione “cargo” del modulo di rientro della Soyuz (perché solo di questo si può trattare) non risolverebbe tutti i problemi logistici della ISS. Saremo sempre nella situazione di Rack che sono saliti con lo Shuttle e che non possono più scendere o essere sostiuiti, in aperto contrasto con la filosofia “modulare” della ISS.

Pienamente daccordo con la linea di pensiero di Archipeppe; comunque dico tre cose:

  • dal disegno presentato con l’articolo, devo dire che come concetto risulta molto interessante e sicuramente più capiente dell’attuale Progress.
    -Una buona cosa sarebbe se anche il modulo orbitale fosse recuperabile, non per un suo riutilizzo ma per riportare a Terra molto più materiale.
    Per quanto riguarda i RACK della ISS, quello è il vero problema!
    -Ci faccio un modellino!

Scusate ragazzi, la fretta è sempre una brutta cosa!
Mi riferivo al primo disegno , della progress, presente nell’articolo citato da Albyz85, il concetto presentato nel 1999.
Per il resto confermo!

Quello dei rack, penso anche io, sia il vero problema, ma non si potrebbe realizzarne di nuovi, magari divisi in due orizzontalmente? Ok le dimensioni sarebbero sicuramente più risicate e lo spazio per gli esperimenti ridotto… però così non va a quel paese il concetto di modularità per il quale sono stati creati… mi sembra che con il CEV si potranno trasportare, giusto?

Sono sempre più convinto che la filosofia migliore per assemblare una stazione spaziale sia un vettore Heavy lift (tipo il Saturno V,lo Shuttle-C o l’Ares V),e uno o due moduli tipo skylab agganciati automaticamente in orbita (due lanci,ed hai finito). La ISS è Shuttle dipendente,non facciamoci illusioni.Senza l’Orbiter il suo ciclo operativo non potrà essere molto lungo.Non si può gestire una stazione costruita a quel modo con capsule tipo Soyuz o Orion.

Pienamente daccordo!
Con la fine del programma Shuttle sarà segnata anche la fine della ISS ; quanti soldi che andranno buttati.
Per questo motivo continuo a dire che il CEV è un errore madornale.
Tornando a parlare della nuova Progress, riferendoci al sito indicato da Albyz85, (non potendo allegare il disegno x copyright), il disegno della progress proposta nel 1999, a parer vostro è munita di pannelli solari?
Dal disegno sembra proprio di no!

Il fatto è che i russi continuano ad avere il “vizio” di riarragare ciò che hanno…ormai è da 40 anni che si va avanti ad soyuz…va bene ci sono state diverse versioni ma la zuppa è in sostanza sempre la stessa…e questo nuovo progetto per la progress ne è l’ennesima conferma…almeno la facessero un po’ più larga ovvero con un diametro maggiore magari un rack o due lo si può far stare…ci sarebbe ovviamente il problema di come metterlo dentro visto che lo sportello di ingresso non mi sembra grande a sufficienza per far passare un rack.

PEr i carichi di grossa entità mi sa che dovremo far affidamento sull’ATV che dall’anno prossimo comincerà a volare…che tra l’altro giusto per dovere di cronaca fanno qua a Torino. L’ATV ha un modulo pressurizzato grande quanto un laboratorio della ISS per cui al suo interno possono starci tranquillamente 4 rack.

POi a partire dal 2008 dovrebbero esserci anche i giapponesi con lo sviluppo del loro HTV, ovvero un’altra capsula automatica per il rifornimento e grande a sufficienza per trasportare carichi piuttosto grossi.
si veda al riguardo http://www.jaxa.jp/missions/projects/rockets/htv/index_e.html

Ad ogni rimane il grosso problema di come far scendere a terra carichi grossi, come ad esempio dei rack che non servono più…attualmente tutte le caspule di rifornimento sono a perdere…non sarebbe male se ATV o HTV venissero adattati per poter rientrare nell’atmosfera e quindi essere recuperati…non dico riempiegati per successivi voli ma almeno recuperati!!

Il fatto è che i russi continuano ad avere il "vizio" di riarragare ciò che hanno...ormai è da 40 anni che si va avanti ad soyuz...va bene ci sono state diverse versioni ma la zuppa è in sostanza sempre la stessa...e questo nuovo progetto per la progress ne è l'ennesima conferma...almeno la facessero un po' più larga ovvero con un diametro maggiore magari un rack o due lo si può far stare...ci sarebbe ovviamente il problema di come metterlo dentro visto che lo sportello di ingresso non mi sembra grande a sufficienza per far passare un rack.

Io non la vedo così male, in fondo il programma, se rispettato, è un programma con i fiocchi per il prossimo decennio… prima una soyuz modificata per l’orbita lunare, poi una capsula/navetta dedicata e lo sviluppo di un tug… di carne sul fuoco ne hanno anche loro dal mio punto di vista…

PEr i carichi di grossa entità mi sa che dovremo far affidamento sull'ATV che dall'anno prossimo comincerà a volare...che tra l'altro giusto per dovere di cronaca fanno qua a Torino. L'ATV ha un modulo pressurizzato grande quanto un laboratorio della ISS per cui al suo interno possono starci tranquillamente 4 rack.

Peccato che non ci passino dalla porta… :smiley: L’ATV attraccherà sul segmento russo, quelli usati da Soyuz e Progress per intenderci… e quindi i rack non saranno trasportabili sull’ATV…

POi a partire dal 2008 dovrebbero esserci anche i giapponesi con lo sviluppo del loro HTV, ovvero un'altra capsula automatica per il rifornimento e grande a sufficienza per trasportare carichi piuttosto grossi. si veda al riguardo http://www.jaxa.jp/missions/projects/rockets/htv/index_e.html

Non vorrei dire una stupidata ma penso sia un “leggi il punto precedente”…

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Dalle foto dell’ATV in preparazione, comunque, si vede chiaramente che sarebbe possibile modificare l’anello di docking e permettere l’aggancio dalla parte Americana. (adattando la sezione con le relative antenne).
In tal proposito mi chiedo come mai si sia deciso di farlo agganciare dalla parte Russa .

...In tal proposito mi chiedo come mai si sia deciso di farlo agganciare dalla parte Russa .

Immagino perchè i moduli russi sono già predisposti e dotati di tutti i sistemi per rendez-vous e docking automatici, mentre nella parte americana sarebbe stato necessario installarli (in gran parte) ex-novo.

Dalle foto dell'ATV in preparazione, comunque, si vede chiaramente che sarebbe possibile modificare l'anello di docking e permettere l'aggancio dalla parte Americana. (adattando la sezione con le relative antenne). In tal proposito mi chiedo come mai si sia deciso di farlo agganciare dalla parte Russa .

Uhmm non so quanto sia semplice un lavoro del genere… penso che comunque se il portello del modulo europeo è stato dimensionato per attraccare sulla parte russa le dimensioni siano quelle dei moduli russi e non mi sembra siano state fatte “maggiorate”… se si dovesse allargare anche il portello gli interventi sarebbero piuttosto “pesanti” dovendo probabilmente riprogettare tutta la paratia anteriore… senza contare quello che ha scritto fabio sui sistemi di docking… che però mi sembra siano diversi da quelli usati per le soyuz/progress, non sono stati installati un paio di anni fa durante una EVA quelli per l’ATV?

Se andate a leggere sul sito ESA, nella parte riguardante l’ATV, si dice che per cercare di standardizzare le misure e per ridurre i costi, per la parte accessibile agli astronauti è stato utilizzato lo stesso tipo di modulo che era stato utilizzato per il nostro modulo logistico (MPLM).
Se quello scritto corrisponde a verità, il fatto di cambiare la parte anteriore del modulo con la stessa del MPLM non dovrebbe costituire un grosso problema.
Posso dare ragione per il fatto che la parte Russa sia già dotata dei sistemi necessari per l’aggancio automatico, ma nel futuro dovremmo vedere attraccare alla parte Americana anche una versione cargo del CEV.
La scelta dell’ESa , penso, che sia solo un fattore di accordi con i Russi e per lasciare gli altri boccaporti liberi per le navette tipo Shuttle.
Anche quest’ultima idea potrebbe decadere con l’arrivo del nodo 2 e 3.

Se andate a leggere sul sito ESA, nella parte riguardante l'ATV, si dice che per cercare di standardizzare le misure e per ridurre i costi, per la parte accessibile agli astronauti è stato utilizzato lo stesso tipo di modulo che era stato utilizzato per il nostro modulo logistico (MPLM). Se quello scritto corrisponde a verità, il fatto di cambiare la parte anteriore del modulo con la stessa del MPLM non dovrebbe costituire un grosso problema. Posso dare ragione per il fatto che la parte Russa sia già dotata dei sistemi necessari per l'aggancio automatico, ma nel futuro dovremmo vedere attraccare alla parte Americana anche una versione cargo del CEV. La scelta dell'ESa , penso, che sia solo un fattore di accordi con i Russi e per lasciare gli altri boccaporti liberi per le navette tipo Shuttle. Anche quest'ultima idea potrebbe decadere con l'arrivo del nodo 2 e 3.

In effetti, pur essendo scettico riguardo ad una evoluzione in tal senso dell’ATV (per lo meno in tempi brevi), quoto in pieno quello che dice topopesto.

The 48 m3 pressurised volume of the Cargo Carrier is based on the Italianbuilt Multi-Purpose Logistics Module (MPLM), which is already in service and carried periodically into orbit by the Space Shuttle to transport equipment to and from the ISS.

http://esamultimedia.esa.int/docs/ATV_English_final_nov06.pdf

(Qualcuno aveva sicuramente già allegato questo PDF, ma ora non lo trovo…)

POi a partire dal 2008 dovrebbero esserci anche i giapponesi con lo sviluppo del loro HTV, ovvero un'altra capsula automatica per il rifornimento e grande a sufficienza per trasportare carichi piuttosto grossi. si veda al riguardo http://www.jaxa.jp/missions/projects/rockets/htv/index_e.html

Non vorrei dire una stupidata ma penso sia un “leggi il punto precedente”…

Ok mi auto-smentisco… :smiley:

Ho controllato e l’HTV arriverà in automatico nei pressi della stazione e successivamente verrà agganciato dal braccio robotico che lo collocherà sul nodo 2… quindi il sistema d’aggancio sarà quello USA (quello degli mplm per intenderci). A questo punto non conosco la situazione dei rack sul modulo giapponese… aspetto delucidazioni… :smiley:

P.S.
Manca un thread dedicato a questo progetto, si dovrà provvedere! :smiley: :wink:

Scusate la mia ignoranza abissale, ma per rack intendete la struttura, il modulo su cui sono installati esperimenti e strutture da riportare sulla terra?
Ad ogni modo non capisco perchè la ISS dovrebbe essere dismessa poco dopo il ritiro degli Shuttle, in un thread che parlava del gap 2010-2014 (il primo che avevo avuto l’onore di iniziare :smiley: ) avevo riscontrato una certa dose di ottimismo, motivato dal fatto che carichi di massa elevata avrebbero potuto essere portati in orbita da vettori automatici, mentre le capsule russe e americane avrebbero portato su e giù i vari equipaggi.
Ad ogni modo mi sembra impossibile che davvero l’attività di ricerca della ISS possa essere pregiudicata da una questione dimensionale dei rack. non sarà possibile riprogettare le strutture e i vettori da utilizzarsi in futuro?
Scusate eventuali bestialità ma è la prima volta che mi confronto con dettagli così completi e specializzati.

Nessuna bestialità Giulio, vai tranquillo.
Nessuno pensa di dismettere la ISS immediatamente dopo la fine dei voli STS, semplicemente perché prorprio in questa fase la ISS raggiungerà la sua piena operatività.

Esistono piani di utilizzo per la ISS a lungo termine, il problema riguarda solo la movimentazione dei “rack” (armadi) che sono delle intelaiature metalliche standard che possono ospitare esperimenti ed equipaggiamenti. Allo stato attuale non c’è modo, dopo la fine dei voli STS, di potarne su altri o far scendere giù quelli a bordo.

Grazie per la info Archipeppe, adesso ho più chiaro il problema!

Beh, in teoria, nell’edizione originale del piano ESAS per il progetto CEV/Orion, si prevedeva una versione del CEV unmanned e pressurizzata.
Attraccando ai boccaporti dei Nodi di parte USA, tale capsula potrebbe essere utile per la spedizione ed il rientro di qualche rack… :roll_eyes: