Inquinato e rovente il mondo nel 2100

Gli scienziati ai politici: “Agire ora, prima che sia tardi”
DOMENICO QUIRICO
CORRISPONDENTE DA PARIGI
«It’s not too late», non è mai troppo tardi, hanno giudiziosamente ricordato in uno striscione gli arrampicatori-ecologisti di Greenpeace all’assalto simbolico e pratico della torre Eiffel. I climatologi dell’«IPCC», il «Gruppo di esperti intergovernativo sull’evoluzione del clima», sono cinquecento, riuniti da ieri alla sede dell’Unesco a Parigi, cercheranno di fornire a questa constatazione speranzosa un supporto di cifre, numeri e dati elaborati con l’apporto di 2500 scienziati di 130 paesi in sei anni: perché la sintesi nel rapporto che sarà reso noto venerdì non è oggetto di suspence, la bomba climatica ahimè ha la miccia ben innescata, è arrivato il momento di passare a misure concrete. Noi abbiamo fatto la nostra parte, dicono gli scienziati nel perentorio riassunto. Adesso la parola passa ai governi, a chi deve decidere diete energetiche e spartanismi ecologici.

Caldaia sotto pressione
Dal punto di vista scientifico che il cambiamento climatico avvampi, che la terra sia una caldaia sotto pressione e che la colpa vada attribuita all’attività dissennata dell’uomo non costituisce più un dilemma da risolvere. È archiviata l’epoca in cui gli scienziati erano supposti colpevoli di catastrofismo e accusati da politici e economisti di essere i soliti seminatori di disgrazie seppur forniti di titoli academici. È stato uno scoglio non facile da superare. La prova? Nel 1995 quando il rapporto dell’IPCC per la prima volta mise in correlazione l’influenza dell’uomo sul clima non attribuendo più l’effetto serra a vulcanismi e cicli di variabilità solare, ci volle una giornata intera di burrascosa discussione per autorizzare sul rapporto queste due righe, prudentissime: «un insieme di elementi suggerisce una influenza percettibile dell’uomo sull’evoluzione del clima»!
Oggi le cifre del nuovo rapporto, ormai corroborate anche dall’osservazione di nuovi indicatori come le temperature degli oceani, parlano da sole. L’aumento delle temperature da oggi al 2100 si dovrebbe concentrare su una media di + 3 gradi centigradi. A titolo di paragone la temperatura attuale è di circa 5 gradi superiore a quella dell’età glaciale che si è chiusa diecimila anni fa. «Al di la dei due gradi - avverte Jean Jouzel dell’istituto Pierre e Simon Laplace, uno dei redattori del rapporto - è la soglia stimata di pericolo per il pianeta».

Le riserve di carbone
Altri dati che saranno comunicati ai politici, perché riflettano: l’aumento del livello del mare dovrebbe porsi tra i 28 e i 43 centimetri; le emissioni di anidride carbonica responsabili per il settanta per cento del riscaldamento in corso, tra il 2000 e il 2005 sono aumentate di oltre il tre per cento l’anno. Tra il 1990 e il 1999 il dato era di meno dell’un per cento.
Nell’atmosfera sono state liberate nel 2005 7,9 miliardi di tonnellate di CO², a causa dell’uso di gigantesche riserve di carbone, il 28 per cento in più che nel 1990; a cui bisogna aggiungere un altro miliardo e mezzo dovuto alla deforestazione tropicale. Questo carbonio non sarà assorbito prima di un secolo.
Il problema quindi non è più scientifico ma politico. L’opinione pubblica è più allarmata e consapevole, ad esempio in Francia il 49 per cento è convinto che l’ambiente e il clima sono i problemi centrali del secolo. Domani una delle più grandi banche del mondo, «Lehman Brothers», pubblicherà un allarmante rapporto sui costi dell’effetto serra stilato da Nicholas Stern, ex direttore della banca mondiale: 5500 miliardi dollari di fattura, in caso di indifferenza al problema è la sintesi. Sono questi dati che stanno risvegliando gli umori di politici finora assopiti nella retorica ecologista acchiappavoti.
A Davos si è parlato, molto, di clima. E Chirac, ansiosissimo di chiudere in gloria una presidenza non proprio memorabile, da venerdì ha imbandito come prolungamento della riunione dell IPCC una conferenza che si propone addirittura di varare una versione ambiente dell’Onu. Con la speranza che gestisca le crisi ecologiche con più autorità e prontezza di quelle politiche. Sono buoni segnali ma si contrappongono ad altre realtà meno luccicanti. Il gruppo di esperti sulla evoluzione del clima, ad esempio, è una creatura ibrida, per metà composta da scienziati e per metà da politici. E se alcune delegazioni sono guidate e monopolizzate dai climatologi, altre, soprattutto quelle del sud del mondo e dei produttori di petrolio, sono coorti di funzionari attentissimi al costo politico di ogni proposizione e al consenso diplomatico frenatore.

Il ruolo delle tigri
Saranno loro a cavillare sul rapporto che deve essere votato, si ricordi, proposizione per proposizione. Sono questi marosi che hanno rallentato le aspirazioni del protocollo di Kyoto. Anche paesi che lo hanno sottoscritto come il Canada e la Spagna non sembrano in grado di tener fede ad impegni scarsamente compatibili con la crescita economica; e le nuove tigri dello sviluppo, Cina India e Brasile, appena sentono parlare di ridurre le loro quote di effetto serra tirano fuori le bandiere del terzomondismo vendicatore.

da la stampa web

Grazie al cielo da tempo sarò già concime :roll_eyes: .Battutaccia a parte resto basito dalla miopia della politica e dell’industria davanti a temi così importanti.Perchè non lanciare un nuovo “progetto Manhattan” internazionale per la fusione fredda? Perchè non creare una sorta di “programma Apollo” per la sostituzione dell’idrogeno al petrolio entro i prossimi vent’anni? Perchè non riprendere l’idea di enormi specchi solari nello spazio costruiti da macchine automatizzate?

Grazie al cielo da tempo sarò già concime :roll_eyes: ...

Non dare per scontato niente nella vita, Carmelo.
Potresti vivere (data la crescente aspettativa di vita media, almeno nelle società occidentali, in barba ai problemi del mondo) più di quanto ti aspetti… :wink:

Scherzi a parte, vorrei gettare un pochino di acqua sul fuoco. Per attitudine mentale diffido degli allarmismi estremi perché, da buon napoletano subdoro sempre delle fregature, ovvero qualcuno che sfruttando ad arte allarmi reali, ci “mangi” sopra…

Questo non vuol dire che non stiamo davvero inquinando e modificando il nostro pianeta, ovvero casa nostra, ma è pur vero che la Terra (in quanto ecosistema) esiste da molto, ma molto, più tempo dell’Uomo.

Vi offro un dato per farvi riflettere: è possibile che “appena” due secoli (che in termini geologici equivalgono ad un paio di secondi) di attività inquinante umana siano bastati, ed avanzati, per incidere così pesantemente su di un ecosistema consolidato da milioni di anni??

Probabilmente l’Umanità sta semplicemente “dando una mano” a quanto la Natura sta già facendo di suo, ovvero il palese (ma siamo così sicuri??) riscaldamento della Terra potrebbe essere stato innescato da cause naturali, ben prima che l’Umanità abbia acquisito una civiltà altamente industrializzata e dunque inquinante.

Questo non significa che dobbiamo continuare ad inquinare allegramente, anzi tuttaltro, in questo io sono uno strenuo propugnatore di nucleare ed idrogeno, ma sopratutto perché l’inquinamento ambientale e le sue conseguenze in termini di malattie (cancro in primis) sono tra le prime cause di morte (guerra eccettuata) dell’Umanità, sia del primo che del secondo e terzo mondo.

Vorrei però che non si peccasse (come sempre) di “egocentrismo” e si ritenesse l’Uomo misura, e causa, di tutte le cose nel bene come (in questo caso) nel male. Mi piace ricordare che la Natura, che ci ha generati, è sempre molto più potente ed importante di noi…

Perchè non lanciare un nuovo "progetto Manhattan" internazionale per la fusione fredda? Perchè non creare una sorta di "programma Apollo" per la sostituzione dell'idrogeno al petrolio entro i prossimi vent'anni? Perchè non riprendere l'idea di enormi specchi solari nello spazio costruiti da macchine automatizzate?

Perchè altrimenti tutte le multinazionali del petrolio che fanno ?
Preferiscono mandare in malora il pianeta anzichè rinunciare al prezioso oro-nero.

Vuoi una esempio?
Leggi l’articolo a questo indirizzo:

http://www.ecotrasporti.it/eolo.html

La penso essenzialmente come Archipeppe.Credo che l’uomo nn si renda conto di vivere in un pianeta che ha una vita di 4.5 milirdi di anni,e che in questo lungo tempo ha cambiato molte volte faccia,per esempio il territorio dell’Italia nn è sempre stata una penisola e fra qualche milione di anni la deriva dei continenti la spingerà verso est finchè l’Adriatico nn sarà che una semplice cicatrice della Terra.Così il clima cambia nel tempo,in certe ere è più caldo in altre si raffredda.Ovviamente l’uomo nn dovrebbe inquinare come inquina,e un passo importante è cercare altre fonti energetiche e sfruttare al meglio quelle esistenti.

Beh la verità è quella di Archipeppe. E’ semplice. Intorno all 1800 sulla Terra si è verificato un periodo di grande freddo noto come Piccola Era Glaciale. Ne avete sentito parlare? Bene, eppure a quell’epoca non si inquinava come ora…Adesso stiamo assistendo ad un aumento delle temperature. Questi eventi potrebbero essere semplicemente normali periodi del nostro Pianeta.
Anch’io ho letto un articolo in cui si diceva che nel 2050 il Sud-Italia sarà rovente e desertico, le spiagge inaccessibili perchè roventi, e il Nord-Italia una grande foresta tropicale, montagne prive di neve e il Mar Glaciale Artico luogo mite di vacanze. Poi si sa come sono “certi” articoli…pur di guadagnarci…
Comunque tranquilli, il caldo sciogliendo i ghiacci causa l’inoltramento delle acque dolci negli oceani, con conseguente diminuzione della salinità e arresto della Corrente del Golfo. Questo porterà una nuova Era Glaciale. (Il film The Day after Tomorrow non è poi totalmente fantascientifico…può dare l’idea perfettamente).
Concludendo, l’Inquinamento IMHO fa male direttamente all’organismo umano, e non al Pianeta…Prima di preoccuparci di Aumento temperatura, pensiamo a ridurre l’inquinamento per Ridurre la mortalità per malattie varie… :?

C’è una teoria secondo cui la catastrofe del mondo antico ed il passaggio al medioevo fu causato da una gigantesca catastrofe naturale dalle conseguenze paragonabili ad una guerra termonucleare. http://www.bol.it/remainders/scheda/ea978883846986.html

Beh, in realtà nel corso della storia della Terra si sono avute diverse estinzioni di massa causate da eventi naturali catastrofici.
Secondo alcuni studi, l’estinzione dei dinosauri non fu provocata dall’impatto dell’asteroide, ma dalle conseguenze. L’impatto proiettò nello spazio una grande quantità di materia e una gigantesca nube di polvere avvolse il pianeta sconvolgendo drasticamente il clima. Ma non è l’unico evento. Insomma, l’Inquinamento non è la causa, o almeno non quella principale, del cambiamento climatico. A meno che i Flinstones non usassero macchine a gasolio, benzina e roba varia… :?

Beh la verità è quella di Archipeppe. E' semplice. Intorno all 1800 sulla Terra si è verificato un periodo di grande freddo noto come Piccola Era Glaciale. Ne avete sentito parlare? Bene, eppure a quell'epoca non si inquinava come ora...Adesso stiamo assistendo ad un aumento delle temperature. Questi eventi potrebbero essere semplicemente normali periodi del nostro Pianeta. Anch'io ho letto un articolo in cui si diceva che nel 2050 il Sud-Italia sarà rovente e desertico, le spiagge inaccessibili perchè roventi, e il Nord-Italia una grande foresta tropicale, montagne prive di neve e il Mar Glaciale Artico luogo mite di vacanze. Poi si sa come sono "certi" articoli...pur di guadagnarci... Comunque tranquilli, il caldo sciogliendo i ghiacci causa l'inoltramento delle acque dolci negli oceani, con conseguente diminuzione della salinità e arresto della Corrente del Golfo. Questo porterà una nuova Era Glaciale. (Il film The Day after Tomorrow non è poi totalmente fantascientifico...può dare l'idea perfettamente). Concludendo, l'Inquinamento IMHO fa male direttamente all'organismo umano, e non al Pianeta...Prima di preoccuparci di Aumento temperatura, pensiamo a ridurre l'inquinamento per Ridurre la mortalità per malattie varie... :?

Beh che ci siano stati dei cambiamenti climatici in passato non lo ha mai discusso nessuno me che ci siano stati in un arco di tempo così rapido (50 anni) questo si che è molto anomalo, in tempi geologici è un battito di ciglia…

Io consiglio di guardare ‘an inconvenient truth’, il film di Al Gore sul riscaldamento globale: dopo ne riparliamo.
Si trova molto facilmente.

Salute e Latinum per tutti !

Ripesco questa discussione dopo più di dodici mesi per non aprirne una nuova. Mi è inviso creare dei thread che prevedo si possano esaurire in pochi messaggi.

Giorni fà in ufficio leggo a piè di pagina di una busta di plastica per raccogliere fogli il seguente avviso:
“Questa busta in polietilene rispetta l’ambiente. Bruciata non produce inquinamento o veleno, ma solo CO2”. :scream: :!:
Mi pare un caso di seminformazione; cioè, senza mentire e fornendo una parziale informazione si fà sembrare una cosa per un altra.

Un altro esempio di seminformazione ma questa volta con intenti parodistici è l’avvelenamento da monossido di diidrogeno :stuck_out_tongue_winking_eye:.

Beh, un sacchetto di plastica “comune”, bruciando, sprigionerebbe composti di diossina (se non sbaglio, la chimica non e’ decisamente il mio campo).

La diossina e’ tossica, mentre il CO2 no. Ridurre le emissioni di CO2 è necessario per contenere l’effetto serra, ma in questo momento stiamo respirando tutti CO2, e ne produciamo una buona quantità. Non credo sia considerato un inquinante.

Certamente! Le materie plastiche, bruciando, sviluppano CO2, CO, diossine, e tanta altra roba buona.

Quoto Peppe!