ISS: terminata con successo la EVA-32

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#1

https://www.astronautinews.it/2015/11/01/iss-terminata-con-successo-la-eva-32/

#2

certo che se decidono di rimanere fuori 7h vuol dire che l’operazione entra ed esci è ancora abbastanza lontana dell’essere agevole e pratica

#3

Beh sicuramente, anche perché già solo per fisicamente “uscire” servono almeno 2-3 ore di decompressione respirando ossigeno puro, lo stesso tempo più o meno per la vestizione e i controlli, giorni di preparazione a bordo della ISS e mesi o anni di preparazione a terra per ogni singola EVA… No, non è una passeggiata. :wink:

#4

ci sono realistici progetti per abbreviare questa lunga preparazione ?

#5

forse vogliono in parte aggirare il problema con Robonaut, ma poi l hanno usato?

#6

Robonaut è stato usato all’interno della ISS (più che altro come dimostratore), l’attuale versione di Robonaut (R2) non potrebbe comunque operare all’esterno della Stazione senza un adeguato upgrade.

#7

Sia per Kelly che per Lindgren è stata la prima EVA della carriera. Era dal gennaio 2003 che due astronauti americani non effettuavano contemporaneamente la loro prima EVA. Allora furono Kenneth Bowersox e Donald Pettit (Expedition 6).

#8

Se la memoria non mi inganna, avevano iniziato ad utilizzare una procedura più “veloce”, ma non so dire se in questa occasione sia stata utilizzata.

#9

Ne abbiamo parlato diffusamente in qualche altro post. Finchè la pressione nella ISS è 1 atmosfera e quella nelle tute è 2/3, c’è poco da fare per abbreviare la preparazione. Le alternative sono basi spaziali con pressione più bassa o tute che funzionano a pressione più alta…

Quella di cui parlava Alberto è già la procedura “veloce”. Il campout normale dura 8 ore…

#10

Io dico la mia. In previsione di una EVA non si potrebbe, qualche giorno prima, regolare l’atmosfera interna della stazione per facilitare gli astronauti che dovranno lavorare all’esterno della stessa?

#11

Sarebbe molto complicato.
Innanzitutto, cosa ne fai dell’aria in eccesso?
Per l’airlock, l’aria in eccesso la buttano nel resto della ISS, il che si puo’ fare perche’ l’airlock e’ piccolo rispetto al resto della stazione.
Se voless depressurizzare la ISS, dovresti avere delle pompe che mettono l’aria in eccesso in dei serbatoi appositi. Insomma, bisognerebbe sviluppare un sistema apposta.

L’altro problema e’ la composizione atmosferica. Perche’ l’aria sia respirabile, puoi abbassare la pressione totale ma la pressione parziale di ossigeno non puo’ scendere piu’ di tanto. Il che significa che la percentuale di ossigeno dovrebbe aumentare, il che aumenterebbe il rischio di infiammabilita’. L’airlock e’ fatto apposta per questa situazione, ma questo non vale per il resto della stazione.

#12

Era più giusto chiamarla odissea passeggiata non rende l’idea [emoji3]

#13

Io ho sempre odiato questo nome, derivato da una traduzione orribile di spacewalk, secondo me “camminata” sarebbe stato molto più adatto…
Chissà chi è stato il primo a coniare questo nome

#14

Non so chi sia stato, ma credo derivi dalle prime EVA che fecero notizia in Italia, ovverosia quelle lunari. Anzi penso che a parte agli appassionati, ben pochi conoscano le varie EVA che precedettero quella di Amstrong e Aldrin.

#15

se così stanno le cose mi chiedo se veramente convenga continuare con questo layout anzichè cambiare radicalmente forma e prestazioni
forse e probabilmente non si sarà arrivati a nulla di utilizzabile

#16

Dipende sempre dai requisiti di missione.
Per la ISS le EVA sono una cosa che serve solo per grossi cambi di configurazione, non sono legate all’utilizzo della ISS stessa, la scienza si fa all’interno. Quindi ci sono poche EVA all’anno e ci si può permettere di perdere tutto questo tempo.
In un’ipotetica base lunare o marziana, si può pensare che le EVA dovranno essere varie volte la settimana, quindi senza dubbio si dovrà cambiare radicalmente l’approccio.