La Comissione Augustine riporta i suoi risultati al Congresso

Oggi si è svolta al congresso un’interrogazione in cui Norman Augustine, supportato da Ed Crawley, presentava al congresso i risultati della Commissione.

Qui si possono trovare i dettagli: http://sciencedems.house.gov/publications/hearings_markups_details.aspx?NewsID=2590

Dopo Augustine e Crawley, il congresso ha interrogato anche Mike Griffin e il vice ammiraglio Joe Dyer.

Impressioni generali che si evincono dall’interrogazione:

  1. Cosa più importante: tutti sono d’accordo nel dare più soldi alla NASA e nell’importanza del programma spaziale americano. Gli USA devono rimanere leader mondiali nel settore, e quindi è dovere del Congresso dare i fondi perchè questo accada. Per di più 3 miliardi di dollari sono una bazzecola in confronto a quello che si è speso per altre cose.
  2. Lo Shuttle è l’unica alternativa per chiudere il cosiddetto gap. Tutte le altre altternative, anche quelle commericali, non sono pronte prima del 2016-2017. Griffin e Dyer non sono d’accordo sull’estendere lo Shuttle, ma non danno altre alternative per chiudere il gap.
  3. La stazione è da mantenere in orbita il più possibile, perchè è costata molto e fornisce know how in tutti i campi: tecnico, scientifico, di gestione delle missioni spaziali e di gestione dei partner internazionali
  4. La cooperazione internazionale è importante per continuare l’esplorazione spaziale. La NASA deve essere leader, ma i partner devono avere un ruolo importante (e come partner parlano apertamente di Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Giappone e Canada). Cina, Russia e India vengono citati più volte, ma non come partner per l’esplorazione.
  5. Fino ad ora Constellation ha fatto un buon lavoro, nonostante il taglio di fondi. Le soluzioni proposte dalla Commissione non risolvono il problema, comunque ci vogliono più soldi. E allora ha senso buttare all’aria 4 anni di lavoro e ricominciare con delle opzioni alternative che non dimostrano di essere seriamente migliori dell’attuale constellation?

Per ulteriori dettagli, vi allego la mia trascrizione dell’interrogazione. Inevitabilmente mi sono perso qualcosa, ma le cose clou dovrebbero esserci tutte.

Qui sotto invece il discorso di apertura di Norman Augustine:

A voi trarre le conclusioni del caso :slight_smile:

Personalmente concordo in pieno con i punti 1 e 3 ho, decisamente ,qualche dubbio sul punto 2, anche se capisco che il gap è comunque un problema, non mi sembra una cosa così drammatica da costringere a tenere ancora in servizio gli Shuttle con i notevoli pericoli che una simile decisione comporterebbe!

Se guardi i miei appunti hanno parlato di un paio di voli l’anno, che sarebbe il minimo per garantire l’acceso allo spazio ad astronauti americani senza dove comprare voli russi.
Idea mia, che ho già ripetuto più volte e che si rafforza dopo l’interrogazione di stasera: ripetono di continuo che l’accesso allo spazio è fondamentale per la sicurezza nazionale e che gli USA devono essere i leader nel settore. E poi si tagliano l’accesso allo spazio e vanno a comprare voli dai Russi? Io ci credo poco…

Se si parla di sicurezza nazionale non posso che darti ragione, però che per le alternative commerciali bisognerebbe aspettare fino al 2016 mi sembra, un po’, pessimistico. La soluzione proposta da Bigelow che prevede l’uso di un EELV (già disponibile e in via di manretizzazione) per il lancio della capsula (che è poi una versione semplificata e alleggerita di Orion) mi sembra strano che preveda tempi così lunghi di sviluppo!

E qui sta il bandolo della matassa. Entrambi i pannelli erano d’accordo sulla questione, ed entrambi bocciavano l’idea di un commerciale prima del 2015. Illuminante la chiusura di Joe Dyer sull’argomento: “There is a great difference between what commercial sector people believe is human rating and safety and what NASA believes about that.”
Chi è che dice che gli EELV sono in via di manratizzazione? Le compagnie commerciali, ma loro sono quelli che ne traggono vantaggio. Il cliente è la NASA… è la NASA che deve accettare questi progetti e certificarli…
La commissione ha proposto il settore commerciale per ridurre il gap di 1-2 anni, ma questo non farebbe di più che ridurlo dai 7 attuali a 5-6…

Bisogna però vedere se si riesce a fare quel paio di voli all’anno con lo Shuttle, le linee di produzione mi pare siano già in parte dismesse e, da quel che ho capito in altre discussioni, mi pare che ci voglia un po’ di tempo (e molti soldi) per rimetterle in piedi. Quindi rimarrebbe comunque un certo gap nell’accesso allo spazio… Se così fosse, secondo me avrebbe più senso attendere i COTS che spendere soldi nello Shuttle che, ricordiamolo, rimane un mezzo non sicuro al 100% che ci fa stare con il fiato sospeso ad ogni missione per possibili problemi al TPS… anche questo è da valutare a mio parere.

Sono d’accordo comunque con Buzz (e quindi con la commissione) sui tempi dei COTS e sulle considerazioni fatte relative alla manratizzazione: è ovvio che il privato che ti vende il prodotto, ti dice che è ottimo e che sarà pronto “ieri”… poi bisogna vedere se effettivamente è così!

Non vorrei sbagliare, quindi mi rimetto a chi ne sa di più, ma io sapevo che allo stato attuale le linee sono solo ferme; non in fase di dismissione anche parziale.