La "Running man" nebula


#1

La costellazione di Orione è disseminata di nebulose. Una, famosissima, è questa: la “running man nebula”, ovvero la nebulosa dell’uomo che corre. Identificata come Sh2-279, è una nebulosa ad emissione (le zone più rosse) e a riflessione (le zone azzurre), dominata da un gruppo di stelle giovani e calde (42 Orionis è la più intensa). Appena sopra, il gruppo di stelle luminose è la parte più settentrionale della spada di Orione. Tutto attorno, nubi di polveri e gas (nubi molecolari), culla di nuove stelle. Ripresa da Rivalta (TO), notte 3-4 gennaio, integrazione di 385 pose di 30s. Maksutov/Newton MN190, ASI294MC Plus, filtro L-Pro. Elaborazione con Pixinsight e photoshop. Non è un’immagine da calendario astronomico, ma dal cielo suburbano di casa la considero già un miracolo.

Se non riuscite a vedere l’omino, è qui (gli astrofili hanno grande fantasia e attacchi di pereidolia)


#2

Complimenti per questa bellissima foto. Invidio la tua bravura in questo campo. Grazie per condividere con noi i risultati del tuo lavoro.


#3

Ehi ma sono più di tre ore di riprese! Ma (scusa la domanda da ignorante) in tutto quel tempo si deve stare al gelo a sorvegliare il tutto o si può bere il vin brulé in casa?

Comunque è una bellissima nebulosa e una grande foto, con qualche pixel in più nel calendario ce la metterei davvero. yes


#4

Se hai un osservatorio robotico o altamente automatizzato può programmare l’intera sequenza di riprese e rimanere al caldo. Altrimenti…


#5

Si sta in casa a dormire, per fortuna :blush: la baracca oramai è collaudata, e gira da sola. Stanotte ad esempio ho messo su il Newton 200 f/4, con la Canon per avere un campo più grande, e tento l’intera nebulosa di Orione. Ho programmato 500 minuti, tutta la notte :wink: vediamo come va. Il cielo è buono, oggi c’è phoen e l’umidità è bassa, dovrebbe scendere ben sotto zero.


#6

Questo è molto incoraggiante! Ricordo che ai miei primi tentativi di fotografia astronomica (che non sono andati molto avanti) anche con l’inseguimento motorizzato stavo tutto il tempo all’oculare a correggere a mano l’allineamento… Un vero sfinimento anche per pose di pochi minuti (su pellicola, ovviamente). :sweat_smile:


#7

E io che temevo di ritrovarti vicino al telescopio tipo Oetzi :joy::joy::joy:


#8

No, tranquilli… l’unico che surgela è il telescopio :slight_smile:
I tempi della pellicola sono finiti. L’elettronica fa quasi tutto; in effetti le notti più scomode sono quelle passate in montagna, perchè comunque anche chiusi in macchina fa freddo.


#9

Meravigliosa!! :heart_eyes:
Utilizzi l’autoguida o hai fatto semplicemente un buon allineamento alla polare?
Incredibile cosa sei riuscito a fare da un cielo così inquinato. E’ vero che il filtro L-Pro fa miracoli? Ci stavo facendo un pensierino per provare a fare qualche foto anche da casa, senza dover andare ogni volta in montagna.
Da informatico ho preparato con il raspberry un bel sistema per comandare tutto via wifi restando comodamente in casa al caldo :slight_smile: ma non ho ancora una camera per l’autoguida, ero orientato verso la ZWO ASI 224 a colori. Cosa ne pensi @IK1ODO?


#10

Queste sono senza autoguida, con la tecnica delle tante pose brevi. Con queste camere CMOS raffreddate è una bellezza, fai conto che nei raw non si vede nemmeno un accenno della nebulosa.
Diversamente guido con una ASI120MM, che va benissimo. Per l’autoguida è meglio una monocromatica, ben più sensibile. Ne trovi usate sui 100 €.
L’L-Pro va davvero bene, ma bisognerebbe fare una prova comparativa. Qui da me il cielo invernale batte tra 18.5 e 19 di SQM - ieri a mezzanotte, cielo pulito e secco, era sul 19. Di meglio non si fa…
Stanotte ho fatto un sacco di ore su Orione con la Canon 60D e il Newton (mi serviva un campo maggiore). Sempre con pose da 30 s, nei prossimi giorni se è venuto fuori qualcosa lo pubblico.


#11

Fantastico… non vedo l’ora di vedere il tuo Orione.
Per la camera so che per la guida andrebbero meglio le monocromatiche ma vorrei poi utilizzarla anche per fare un po’ di imaging planetario, per questo pensavo alla ASI 224 a colori. Con il monocromatico dovrei poi prendere la ruota porta filtri, i filtri ecc… aumenterebbe di molto la spesa e anche lo sbattimento, anche se immagino che senza la matrice di Bayer si otterrebbero maggiori dettagli.


#12

Ma SQM sta per Sky Quality Meter? E’ quindi il nome del misuratore e non dell’unità di misura che, se ho capito bene, è la “magnitudine per arcosecondo quadrato”? (Abbiate pazienza e considerate nell’uso delle sigle anche noi poveri profani curiosi :kissing_heart:)

Secondo quesito: esiste in circolazione una tabella della Sky Quality media delle varie località italiane, tanto per farsi un’idea?


#13

Sì, SQM è quello. Ma siccome dire ogni volta mag/arcsec2 è lungo, si dice SQM 19 e si fa prima :slight_smile: il misuratore l’ho trovato usato su un gruppo fb, ed è utilissimo.
Tabelle non ne conosco, ma puoi guardare due siti:

https://www.lightpollutionmap.info/#zoom=7&lat=5573659&lon=1135669&layers=B0FFFFTFFFF

https://darksitefinder.com/maps/world.html#6/42.610/12.151

Nel primo link puoi selezionare diversi parametri, ad esempio la mappa di radianza presa dal radiometro VIRS sul satellite TRMM. Per la serie, “voi siete qui” :persevere::unamused: