La saldatura laser 3d industriale

L’altro giorno in albergo è passato un ospite che lavora per la Trumpf Srl, una ditta che produce anche stampanti 3D per lavorazioni in metallo di pezzi industriali: turbine, alette per turbofan, attacchi di vario genere, bielle ecc ecc.
Ci siamo messi a parlare un po’ perché io ero interessato ai bracci robot di Relativity.
Abbiamo visto insieme dei video e mi ha illustrato delle tecniche che sono molto simili se non uguali a quelle usate da Relativity.

Posto questo video perché credo possa offrire un livello di dettaglio maggiore sul funzionamento di queste macchine .

È stato interessante anche sapere che nella maggior parte dei casi, queste tecniche non vengono usate per formare un pezzo partendo da zero, ma vengono usate per rafforzare degli elementi prefatti (tagliati al laser/pressofusi/prepiegati) con dei materiali più resistenti ( o con caratteristiche richieste piu specifiche) nei punti necessari.

EDIT: ho cambiato un paio di termini (il termine stampante era stato usato senza cognizione di causa)

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Uhm, permettimi di dissentire un po’.
Quella del video è Saldatura laser 3D, e benchè utilizzando materiale di riporto possa rientrare nella “additive manufacturing” non è stampa 3D.
Parlando di metalli la stampa 3D nella pratica si riduce alla sinterizzazione (o meglio fusione ormai) di strati di polveri. (DMLS/DLM)

Da una parte il vero vantaggio della DLM è che si possono creare geometrie impossibili con qualsiasi tipo di lavorazione dal pieno dall’altra c’è troppo hype per ogni cosa contenga il termine “3D printing”.
E quindi Trumpf vende come 3D printers (da un punto di vista puramente commerciale/di immagine) anche macchine che lavorano per la quasi totalità su pezzi fresati o torniti e ditte come SpaceX che vantano l’utilizzo della stampa 3D in realtà basano le loro attività su innumerevoli centri di lavoro CNC…

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Ci mancherebbe @bigshot , il tuo “dissenso” non fa che portare chiarezza al thread.

Il termine “stampa 3d” per i processi di saldatura laser e stato usato da me per ignoranza, ma e vero quello che dici tu.

Non è stato il rappresentante della ditta a definire 3d il processo additivo, ma mi ha fatto notare che fondamentalmente è quello usato dai 3 braccioni robot che si vedono nei capannoni di Relativity.

In effetti è quello che riporto alla fine del primo post. Ovviamente non era farina del mio sacco, ma frutto del piccolo discorso che avevo avuto in questi giorni.

Ciao ad oggi esistono alcuni macchinari ibridi mazak e DMG per dirne 2

https://www.mazakeu.it/it/machines-technology/technology/hybrid-multi-tasking-machine/

Anche HP

Purtroppo, da quanto ho potuto vedere siamo ancora ben lontani da avere una finitura degna di nota … Alla fine devi sempre passare all’asportazione di truciolo.
In pratica si utilizzano nei casi in cui si realizzano prototipi o piccole serie, dove la creazione degli stampi sarebbe troppo costosa, nei riporti di materiali più resistenti o dove la lavorazione ad asportazione sarebbe impossibile (fori non rettilinei)

Al momento questi macchinari se li possono permettere in pochi :frowning:.
I particolari realizzati al momento però non mi hanno impressionato più di tanto … Ma è un buon inizio :slight_smile: vediamo cosa ci riserva il futuro.

Buona giornata

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A compendio di questo vecchio thread

Dissento :

Contro dissento: le prime sperimentazioni tra università e industria ti fanno proprio capire che, per ora, non puoi trattare questa tecnologia come se fosse affermata come DMLS/DLM.

Beh, a sinterizzazione di polveri non è che abbia volato molta roba… Siamo sempre nella sperimentazione.

Direi che già Electron e Crew Dragon sono esempi di importanti e “Flight proven”… Ma sono sicuro che senza tanto clamore pubblico molti bus per satelliti integrino componenti fatti così.
Per non parlare del mondo dell’aviazione… Centinaia (forse ormai già migliaia) di motori usano componenti sinterizzati.

Comunque il titolo parlava di “industriale”, e lì non c’è minimamente confronto.

Non ho riferimenti per electron e Dragon… Che componenti stampati in 3D utilizzano?

Per quanto riguarda i bus dei satelliti commerciali, il numero di flight proven parts è molto molto basso.

Super Draco, Rutherford e Curie… ma sicuramente ci sono altri componenti realizzati con questa tecnologia.

Difficile saperlo, i produttori di bus non condividono volentieri dettagli realizzativi dei loro prodotti. E se lo fanno certamente non divulgano piccoli aggiornamenti come il cambio di processo produttivo di alcuni componenti.
Per quanto mi riguarda è ragionevole pensare che piccola componentistica di cui è più facile testare le proprietà meccaniche un po’ alla volta stiano entrando anche in questo settore.

E questo è possibile perché stiamo cominciando a comprendere gli effetti della sinterizzazione ( & co.) sulla struttura cristallina del pezzo realizzato e cominciano ad esistere delle strategie produttive in grado di influenzarla (oltre, ovviamente, ad un abbassamento del prezzo dell’attrezzatura necessaria).

Non vedo l’ora che anche questo tipo di AM sia maturo abbastanza da essere impiegato nella realizzazione di componenti aeronautiche reali :slight_smile:
Sicuramente ci sono delle ottime prospettive per la realizzazione di grandi strutture, al costo di una “risoluzione” molto grezza.

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