La scoperta delle onde gravitazionali


#141

Aggiungo qualche riflessione in questa sessione tutta dedicata all’astrofisica… Presupposto: 1) tutto è nato dal big bang. 2) il big bang è avvenuto 13,8 miliardi di anni fa. 3) questa galassia, 13,4 miliardi di anni fa, distava dalla nostra posizione attuale 13,4 anni luce.
Deduzione: Rispetto al punto di partenza (big bang), in tutto questo tempo, ci siamo allontanata alla velocità prossima a quella della luce?? Cosa mi sfugge? È ovvio che non ho studiato la relatività…


#142

orione3000, la relatività non è necessaria. Nulla si sposta nell’universo in espansione; è lo spazio stesso che si dilata. La Galassia è sempre stata qui, come ogni altro punto dell’Universo. E ogni punto si allontana da tutti gli altri, se non prevalgono le forze gravitazionali a legarli, come avviene per le galassie del Gruppo Locale.

Fra l’altro, il 97% delle galassie che osserviamo oggi già non è più raggiungibile, nemmeno se viaggiassimo alla velocità della luce. Se ora partissimo per un viaggio di 13 miliardi di anni per raggiungere la galassia del Corriere, questa nel frattempo si sarebbe spostata di altre decine di miliardi di anni luce. L’Universo lontano è definitivamente irrangiungibile.


#143

Non credo di aver compreso bene la tua domanda…tuttavia tieni presente che è stato (ed è tuttora) lo spazio stesso ad espandersi; non si può superare la velocità della luce “nello” spazio ma “con” lo spazio puoi allontanarti rispetto ad un’altra galassia anche a velocità superiori a quelle della luce

*battuto sul tempo da IK1OKO XD


#144

Penso di aver capito… Lo spazio in espansione non è spazio “percorso”. :-o grazie a entrambi.


#145

Un conto è capire quello che ha scritto IK1ODO, un altro conto è capire per davvero il concetto che ha espresso.
Io sono decisamente nel primo caso e non nel secondo :fearful:


#146

Lo so. E’ abbastanza controintuitivo; ma è una conseguenza dell’espansione dell’universo, che non è moto relativo di una galassia rispetto all’altra, ma espansione della trama dello spazio in cui le galassie sono incastonate.
Espansione che non sappiamo da cosa sia stata scatenata, da cosa sia governata, e perchè stia accelerando. Poi non sappiamo cosa ci sia nel 96% dell’universo, o giù di lì… almeno sappiamo di non sapere!
Su grande scala la fisica di Newton, con uno spazio fisso ed immutabile, non funziona più.


#147

In genere, mi pare, si fa l’esempio del panettone che lievita (lo spazio) con le uvette e canditi (galassie, ecc) che si allontanano nelle varie direzioni.


#148

Io ho sempre sentito l’esempio del palloncino coi puntini disegnati sopra.


#149

Sì, hai ragione, anche se restituisce forse un’immagine troppo ideale. Il panettone può suggerire anche quelle irregolarità (ammassi di galassie) che riscontriamo in alcune aree del cosmo.


#150

Quando ne parlo nelle conferenze uso l’esempio del panettone (infinito) che lievita. Secondo me più intuitivo, perchè è tridimensionale. Bisogna solo convincere la gente che, anche se la curvatura dello spazio è zero, il panettone non ha un centro, e nemmeno una superfice. La “forma” dell’Universo è un concetto sfuggevole, secondo me non trattabile se non matematicamente. Almeno, io non ci sono ancora riuscito :slight_smile:
Si può usare il panettone anche per introdurre, a livello MOOOOLTO superficiale (grattando la crosta…) la massa associata all’energia oscura. E’ semplicemente l’energia contenuta nella pasta, quella che fa espandere il panettone, come se crescendo incontrasse meno resistenza. Questa però è copyright, prima devo venderla a qualche cosmologo :stuck_out_tongue_winking_eye:


#151

Credo che sebbene sia certamente “trattabile” attraverso la matematica, la forma globale dell’universo è molto più che sfuggevole, proprio non la conosciamo per niente.
Tra l’altro è impressionante che nonostante i cosmologi abbiano accesso ad una bella porzione di universo, non siano in grado di stabilire con certezza se questa porzione abbia curvatura positiva o negativa, quasi fosse una porzione infinitesimale del tutto… :astonished:


#152

Aleph, tu sai che per diversi motivi (anche osservativi) la curvatura dev’essere molto vicina a 1 e la densità iniziale (omega) doveva essere 1 a meno di un 10^62 e vattelapesca, e questo è il problema della piattezza risolto da Alan Guth con la teoria dell’inflazione. Che ne solleva altri di problemi, a partire da cosa sia il campo di inflatone; Guth nei suoi libri spiega bene cosa faccia, ma non cosa sia. Altro simpatico probema aperto, che gli stringhisti sperano di inquadrare.


#153

Mi sa che qualsiasi esempio si prenda, panettone o palloncino, non si sfugga dal conflitto dello spazio percorso che ho espresso sopra. Penso che uno spazio in espansione non si riesca a comprendere usando riferimenti alla nostra esperienza quotidiana :’( Buzz, anch’io sono del “primo caso”


#154

Secondo evento confermato, e un terzo probabile:


#155

Questo secondo evento - registrato il 26 dicembre 2015 - si riferirebbe alla collisione tra due buchi neri “primordiali”, la cui formazione risale ai primi istanti di vita dell’universo, e - sorpresa! - consentirebbe addirittura di considerarli plausibili candidati al ruolo di costituenti della materia oscura…
Un’ipotesi affascinante, da seguire con attenzione


#156

Comincia a costituirsi un catalogo delle onde gravitazionali.


#157

e Ligo e Virgo sono spenti… ancora spenti… grrrr…


#158

Gli 11 eventi in grafica.


#159

Però li stanno potenziando dai…
Mi piacerebbe sapere le specifiche esatte degli interventi che…si spera…dovrebbero essere completati entro la primavera del 2019, e quali saranno i nuovi parametri della sensibilità.


#160

anche se si tratta di fantasia o mondi immaginari come specifica Wiki.

:rofl:

Scusate la digressione umoristica, ma non ho potuto resistere :wink: