La sonda Dawn raggiunge l'orbita più bassa intorno a Vesta


#1

Il 12 dicembre 2011 la sonda Dawn della NASA ha effettuato con successo le manovre che la hanno portata alla sua orbita più bassa intono all’asteroide Vesta, il più luminoso dalla Terra ed il secondo in massa fra i planetoidi che orbitano nella Fascia Principale degli Asteroidi, cominciando una nuova fase di osservazioni scientifiche.

Utilizzando il proprio propulsore a ioni e attraverso una traiettoria a spirale, la sonda Dawn ha raggiunto un’orbita che l’ha portata ad una distanza media di 130 miglia (210 chilometri) dalla superficie del planetoide, nella fase della missione denominata “mappatura in orbita di minima altitudine”.

La sonda Dawn, lanciata il 27 settembre 2007 utilizzando un vettore Delta II, è entrata in orbita intorno a Vesta dal 15 luglio 2011, mentre la attuale fase della missione è previsto debba durare per almeno 10 settimane.

La fotocamera e lo spettrografo nel visibile e nell’infrarosso, due degli strumenti a bordo della sonda, forniranno in questa fase immagini della superficie di Vesta ad una risoluzione maggiore di quelle ottenute a maggiore distanza, ma lo scopo principale della permanenza di Dawn ad una quota più bassa è quello di ottenere dati dal rilevatore di raggi gamma e neutroni (GRaND) e dal rilevatore di gravità.

GRaND avrà il compito di rilevare i sottoprodotti della collisione dei raggi cosmici sulla superficie di Vesta per rivelare i materiali da cui è composta, campionamento possibile soltanto a bassa quota dove, inoltre, l’ultrasensibile rilevatore di gravità sarà in grado di misurare il campo gravitazionale dell’asteroide, fornendo agli scienziati indicazioni sulla distribuzione della massa all’interno di Vesta.

Completata la raccolta di dati alla minore distanza dalla superficie dell’asteroide, la sonda Dawn percorrerà un’altra traiettoria a spirale per portarsi ad una quota maggiore (420 miglia - 680 chilometri) dalla quale condurrà un’ulteriore serie di rilevazioni nel momento in cui il Sole sarà alto sulla regioni settentrionali di Vesta.

A luglio 2012 è previsto che la sonda Dawn abbandoni l’orbita di Vesta per dirigersi verso la sua seconda destinazione, il pianeta nano Cerere, nel febbraio 2015.

fonte NASA JPL


#2

questa è la prima immagine inviata dalla sonda DAWN nella nuova fase, detta Low-Altitude Mapping Orbit (LAMO), in orbita intorno all’asteroide Vesta alla minore distanza.

è stata ottenuta il 13 dicembre 2011 da una quota di 127 miglia (204 km) e rappresenta una porzione di 12 x 12 miglia (20 x 20 km) della superficie situata intorno al punto con coordinate -78 gradi di latitudine e 298 gradi di longitudine.

fonte NASA

EDIT by quasar: immagine ridotta e cliccabile.


#3

Altre immagini sono in arrivo dalla sonda Dawn dalla nuova orbita in cui si trova. Eccone un pò:

  1. una parte di una delle depressioni all’equatore dell’asteroide. Foto scattata il 13 dicembre da un’altitudine di 184 km, coprente un’area di 17.6 x 17.6 km intorno al punto con coordinate -6 gradi di latitudine e 60 gradi di latitudine
  2. una parte del bordo di un cratere recente. Foto scattata il 13 dicembre da un’altitudine di 190.4 km, raffigurante un’area di 17.6 x 17.6 km intorno al punto con coordinate 17 gradi di latitudine e 77 gradi di longitudine
  3. crateri sepolti della regione della depressione equatoriale. Foto scattata il 13 dicembre da un’altitudine di 187.2 km, rappresentante un’area di 17.6 x 17.6 km intorno al punto con coordinate -15 gradi di latitudine e 50 gradi di longitudine


#4

Spettacolari è dir poco. Aspettiamo una bella ricostruzione in 3d di Vesta.


#5

Che immagini stupende!! E molto suggestive. :ok_hand:


#6

Non penso sia stato segnalato, quindi lo posto. E’ un video in 3D che riproduce il volo di Dawn attorno a Vesta, non troppo lungo e il commento parlato è in un inglese non troppo difficile. Questo video è stato creato utilizzando le immagini scattate dalla sonda quando era ancora nell’orbita alta attorno all’asteroide. Spero che anche con le immagini a risoluzione maggiore, scattate dall’orbita più bassa, verrà creato un video 3D. Nel frattempo, inforcate i vostri occhialini 3D rossi/blu e… buona visione! :slight_smile:
http://www.nasa.gov/multimedia/videogallery/index.html?collection_id=65362&media_id=122644631


#7

#8

#9

Povero Vesta quante botte che si è presto, che vita intensa… se solo potesse narrarci le sue avventure!

Sù Caltech, continua ad indagare sui suoi astro-racconti. “C’era una volta un asteroide di nome Vesta […]”

:slight_smile:

PS: sorry, oggi son più sognatrice del solito :wink:


#10

Ci sono diversi meteoriti di cui è nota la provenienza da Vesta.


#11

:slight_smile:

Secondo te è giusto che il nome dell’asteroide progenitore rimanga Vesta anche dopo aver perso pezzi generandone altri (meteoriti o ancodriti che siano)?

A livello famigliare il genitore permane, il più delle volte, dopo la nascita del figlio, ma potrebbe non essere vero se due particelle collidono per formarne di altre massive.

Ora lassù le dimensioni sono ancor più grosse, come la mettiamo?

[size=4pt]“God does not play dice.” Einstein
“Stop saying what God should do or shouldn’t do.” Bohm

“God not only plays dice, He also sometimes throws the dice where they cannot be seen.” Hawking[/size]


#12

Perché no? Tutti i pianeti, pianetini e satelliti hanno perso pezzi consistenti ma non il nome.


#13

in caso di disintegrazione integrale.
già una scissione in due o più parti di dimensioni approssimativamente uguali
darebbe dei dubbi.


#14

#15

Futuri problemi di nome a parte, direi che le foto e i filmati di Vesta ripresi da Dawn sono bellissimi e hanno una risoluzione impressionante!


#16

#17

#18

Mentre Dawn è sempre più vicino a Cerere, ecco nuovi risultati su Vesta:
http://aliveuniverseimages.com/speciale-missioni/sistema-solare/dawn/1125-l-acqua-scorreva-una-volta-sull-asteroide-vesta
(http://dawn.jpl.nasa.gov/feature_stories/Vesta_Gullies_Suggest_Past_Flows.asp)

“Mentre la sonda della NASA Dawn è ormai prossima a Cerere, un nuovo studio prova che sull’asteroide Vesta, da sempre ritenuto arido ed incapace di trattenere l’acqua a causa delle basse temperature e pressioni superficiali, flussi liquidi scorrevano per brevi periodi”


#19

Se scrivono “significativamente diversi” ci dobbiamo credere :slight_smile: - ma con 0,025 g di gravità superficiale, la cosa mi sembra davvero strana.
Ok, aspettiamo Cerere.