Lancio ad anello: IMPRESSIONANTE progetto!

Guardate un po’ qui:

http://www.newscientistspace.com/article/dn10180

mi chiedo come debba essere dimensionato un payload per poter sopravvivere a 2000 G e mach 23 in atmosfera… :?

:scream:

Infatti… con questi presupposti può essere utilizzato soltanto come arma…

Infatti... con questi presupposti può essere utilizzato soltanto come arma...

non è detto… come dice nell’articolo può essere utilizzato anche per lanciare rifornimenti verso la stazioni orbitanti, l’acqua ad esempio si fa un baffo della forte accelerazione

stesso dicasi per alcuni alimenti

la farina ad esempio etc…

Infatti... con questi presupposti può essere utilizzato soltanto come arma...

non è detto… come dice nell’articolo può essere utilizzato anche per lanciare rifornimenti verso la stazioni orbitanti, l’acqua ad esempio si fa un baffo della forte accelerazione

stesso dicasi per alcuni alimenti

la farina ad esempio etc…

Si ma il problema è trovare qualche cosa per riuscira a tenercela dentro l’acqua! O si spedisce una bottiglia alla volta… :smiley: che fra parentesi sarebbero già 2 tonnellate da tenere dentro qualche cosa… :scream:

Scusate, ma ho delle lacune.
In quale momento di tutto questo lancio, si avrebbero 2000G e MAC23?
Comunque, non essendo un lancio verticale, suppongo che queste cifre possano essere riviste, e forse anche di molto, no?
Se ho detto cazzate, scusatemi eheheh

Cerco di spiegare chiaramente in cosa consiste il lancio ad anello (da quello letto sul sito):

Mediante dei magneti realizzati attraverso superconduttori disposti su un percorso circolare si accelera (molto lentamente da quel che ho letto) un proiettile (con al suo interno il relativo payload) fino a raggiungere la velocità di 10 Km/s ( :scream: ).
A quel punto la forza centrifuga raggiunge il massimo, pari a 2000 volte la forza peso. Questo significa che il corpo possiede un’accelerazione centrifuga pari a 2000 volte quella normale di gravità. Raggiunta la velocità massima viene fatto uscire da un tunnel laterale con pendenza 30°.
Alla sua uscita dal tunnel possiede una velocità di circa 8 Km/s, che è proprio pari a 23 volte quella del suono (e quindi Mach 23).

I principali problemi di questo sistema per ora sembrerebbero essere:

  • Le alte accelerazioni a cui sarebbero sottoposti i payload (questo in pratica esclude dei satelliti commerciali, a meno che non vengano studiati appositamente dei satelliti in grado di resistere a queste condizioni)
  • Le alte temperature a cui sarebbe sottoposto il proiettile (con dentro il payload) sia all’interno del condotto sia all’esterno (si troverebbe a Mach 23 a quote bassissime, dove la densità dell’aria è maggiore).
  • La difficoltà nel guidare correttamente il missile, proprio a causa della resistenza dell’aria e dei venti.

Detto questo vi faccio una domanda: ma la velocità di messa in orbita non è circa 8 Km/s? Se questo “coso” possiede questa velocità a quota zero, decelerando non avrebbe la velocità necessaria a mantenersi in orbita.
Correggetemi se sbaglio…

ah!
Io avevo capito che quell’anello fosse una specie di pista di lancio, per evitare il decollo verticale, non avevo capito che era un suppostone inerziale. :grinning:

oltre a leggere l’articolo, guarda anche le figure…

«…A cone-shaped shell would protect the payload during its passage through the atmosphere into space, and includes a rocket at the back end to adjust its trajectory…»

oltre a leggere l'articolo, guarda anche le figure....

«…A cone-shaped shell would protect the payload during its passage through the atmosphere into space, and includes a rocket at the back end to adjust its trajectory…»

:roll_eyes:

oltre a leggere l'articolo, guarda anche le figure....

Bernardo, ti prego, solo un poco di tatto in più… :smiley:

Questo tipo di progetti (cannoni di vario genere per spedire roba in orbita) sono in giro da qualche decina di anni. il fatto che non abbiano mai lanciato nulla la dice lunga sui problemi tecnici.
l’esempio piu’ famoso e’ il “supercannone” iracheno che doveva servire anzitutto come lanciatore e poi anche come arma (come arma non era un gran che perche’ aveva l’azimut di lancio fisso e sarebbe stato un bersaglio fin troppo facile per una rappresaglia).
Ho da qualche parte un lungo articolo di Gerald Bull, il personaggio inquietante che progetto’ il supercannone, proprio su questi argomenti. Se a qualcuno interessa posso passarlo allo scanner

e ce lo chiedi…scannerizza scannerizza

e ce lo chiedi....scannerizza scannerizza

fatto. Chi fosse interessato mi mandi una mail a paolo.ulivi CHIOCCIOLA tiscali.it

l'esempio piu' famoso e' il "supercannone" iracheno che doveva servire anzitutto come lanciatore e poi anche come arma (come arma non era un gran che perche' aveva l'azimut di lancio fisso e sarebbe stato un bersaglio fin troppo facile per una rappresaglia).

Un pezzo del supercannone (non ricordo se originale o meno) fa bella mostra di se proprio al Museo di Duxford … ed è veramente grosso :o