Le antenne del DSN hanno ricevuto gli ultimi bits di dati del flyby di Plutone


#1

Le antenne del DSN hanno ricevuto gli ultimi bits di dati del flyby di Plutone

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Una rappresentazione artistica della sonda New Horizons della NASA mentre trasmette i suoi dati alla Terra. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI
Ora tocca agli scienziati mettersi al lavoro per svelare i segreti di Plutone e delle sue lune.[/html]

Articolo completo: Le antenne del DNS hanno ricevuto gli ultimi bits di dati del flyby di Plutone


#2

Non dovrebbe essere DSN? Perché dovrebbe essere l’acronimo di Deep Space Network, mentre invece DNS dovrebbe essere l’acronimo di Domain Name System.

EDIT: ed infatti all’interno dell’articolo l’acronimo è DSN.


#3

Si, corretto :wink:


#4

:flushed:


#5

Tutti questi dati hanno suscitato un sacco di domande a cui però è difficile rispondere da Terra. Ecco allora che diversi scienziati, tra cui lo stesso Alan Stern, hanno elaborato un White Paper proponendo una eventuale futura missione su Plutone. Secondo loro la soluzione più efficace sarebbe un orbiter.
Interessante la tabella di pagina 16 che mette in evidenza pro e contro di: un flyby, un orbiter, un lander.

Il pdf: https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1808/1808.07446.pdf

Articolo di Leonard David.


#6

Un ex-pianeta che doveva essere super ghiacciato, e che invece é incredibilmente dinamico. Meriterebbe un orbiter.


#7

sì, interessante… mi ha colpito la casella che cita la possibilità per un orbiter di proseguire il viaggio verso un KBO dopo aver lasciato l’orbita di Plutone… è già una sfida riuscire a rallentare abbastanza per entrare in orbita figuriamoci poi ripartire ad una velocità accettabile… tutto dipende da quanti oggetti ci sono a portata di mano


#8

L’unica sarebbe avere tempo, un bel reattore nucleare e propulsione elettrica. Chissà… i deltaV sono davvero grandi


#9

Le tecnologie esistono già, per esempio la sonda Dawn, da quello che ho capito, in oltre 2000 giorni di accensione ha generato oltre 10km/s. Il tutto grazie a 3 motori ionici da 2,6 kw forniti da pannelli da 10kw (che servivano per tutta la sonda). La Dawn, lanciata nel 2007, pesava con il carburante (425 kg di Xeno) poco piu di 1200 Kg di cui 129 kg per i motori.

I 4 motori del PPE pesano 100 kg, ma hanno una potenza di 50 kw e dispongono di un serbatoio di Xeno di almeno 5000 Kg (piu il serbatoio del modulo ESPRIT e la possibilità di essere rifornito). Il PPE è il primo modulo della stazione cislunare ed è in grado di farle cambiare orbita. Per raggiungere Marte, invece, serve una potenza di 300 kw (dati NASA)

Il motore a ioni poi va rifornito di energia e ci sono 2 sistemi principali:

L’energia nucleare è preferibile quando si è tra i giganti gassosi od oltre, oppure durante la notte (quella lunare dura 14 giorni).


#10

I pannelli solari oltre Giove sono inusabili (e già a Giove hanno enormi problemi). Kilopower non è pronto, e mancano 10 anni prima di averne uno in orbita. Insomma, si va a tra 20 anni.


#11

la tecnologia oggi non esiste.
i pannelli solari di dawn genererebbero 170 volte meno di potenza dalle parti di Plutone rispetto a quella che generano dalle parti di Cerere. Oppure, per generare la stessa potenza con gli stessi pannelli solari ci vorrebbero dei pannelli con una superficie di 170 volte superiore. E quelli di Dawn erano gia’ parecchio grandi.
le altre tecnologie hanno TRL piuttosto bassi e non sono mai state testate in volo.
la cosa piu’ semplice sarebbe la propulsione REP, propulsione elettrica accoppiata ad un generatore RTG, per cui non ci sarebbe da sviluppare niente di nuovo. Purtroppo pero’ gli RTG hanno densita’ di energia piuttosto basse, senza contare che bisognerebbe disporre di quantita’ di ossido di plutonio ben superiori a quelle disponibili per realizzare una missione del genere.


#12

O voi siete troppo pessimisti od io sono troppo ottimista, il sistema è già stato testato (ha prodotto energia fino ad una potenza di 5,5 Kw) e la NASA dichiara:
“Il progetto rimarrà una parte del programma GCD con l’obiettivo di passare al programma di Missione Dimostrativa Tecnologica nell’anno fiscale 2020.”

Per motivi fisici, sono perfettamente d’accordo con voi sull’uso dell’energia solare solo fino a Giove


Mi impressiona il salto tecnologico fatto sui motori ionici in appena 10 anni, infatti, si è passati da una “densità energetica” di 60 w/kg del Dawn ad una di 500 w/kg dell’AEPS (il motore del PPE)


#13

Sei troppo ottimista, se vai a vedere i tempi per passare da un prototipo a terra ad uno qualificato per una missione nello spazio profondo vedi che 10 anni è poco. A quel punto, e solo a quel punto, si può cominciare a pensare alla missione ed alla sonda. Altri anni. Salvo avere il fuoco (e i soldi, e la gente) del progetto Mercury-Gemini-Apollo alle terga.


#14

Kilopower è stato pensato per Luna e Marte, progettato per ambienti planetari in un range di temperature, con una massa pensata per un outpost planetario, non per una missione verso i KBO.

Probabilmente si può scalare ma di certo non lo si può prendere dallo scaffale e montarlo su una sonda.
10 anni: non sono pessimista ma realista!


#15

Potremmo avere ragione entrambi … il primo prototipo ha prodotto energia il 13 settembre 2012 e stranamente è costato molto poco (1 milione e sei mesi di lavoro) … il kilopower dal 2015 al 2018 è costato meno di 20 ml di $ per progettazione, fabbricazione e test … vola nel 2022???

sono studi eseguiti in compartecipazione tra la NASA ed il Dipertimento dell’Energia (da cui dipendono i laboratori di Los Alamos) e forse per quello sono cosi economici

Onestamente a me sembra che dai tempi e dai costi di sviluppo stiano usando tecnologie mature … come se stiano realizzando in scala qualcosa già usato nei sommergibili o qualcos’altro di già prodotto

Dal link della NASA postato nell’altro messaggio:
KRUSTY: Kilopower Reactor Using Stirling TechnologY

KRUSTY showed that developing a small reactor is not inherently expensive.
– A new reactor concept was designed, fabricated and tested for <$20M.

MODIFICATO
per Korolev: hai ragione, non ci avevo fatto caso


#16

Baykanur, con tutto il rispetto, se non lavori su sistemi tecnologici complessi non puoi avere idea di come nascono tempi del genere, e di quanto possa essere lunga una qualificazione di un progetto. Per un reattore tipo kilopower ma operabile a zero-g e di basso peso probabilmente siamo a TRL 2 o 3. Per la versione planetaria siamo probabilmente a 6.

https://www.forumastronautico.it/index.php?topic=24453.0