Le interviste di AstronautiCAST: Nicola Pecile, primo pilota italiano di Virgin Galactic


#1

https://www.astronautinews.it/2016/01/08/35973/


#2

Intervista fantastica e completa.
Sarebbe stato curioso indagare di più sulle sue scelte di vita; ad esempio perchè ha deciso di abbandonare la parte militare della sua carriera, se il fatto di lavorare per la Virgin sia un ripiego per non poter lavorare per enti come la NASA e la ESA o sia proprio una scelta strategica che può consentirgli di ottenere risultati astronautici prima rispetto ad altri astronauti accreditati presso gli enti sopracitati oppure ancora una sistemazione di temporeggiamento in attesa di entrare in uno di questi due Enti.
Ma soprattutto se il suo obiettivo è solo il pilotare o raggiungere lo spazio.
In ogni caso a me sarebbe bastato pilotare anche solo uno dei numerosi aerei ed elicotteri da lui sperimentati.
Davvero un grande e devo una bella scoperta davvero. Personalmente ammetto che di questo personaggio non avevo mai sentito parlare.


#3

Un grande personaggio senza dubbio!

Credo abbia partecipato all’ultima selezione ESA a quanto ha detto in altre occasioni, ma non credo che l’attuale posizione sia un ripiego, anzi! Da astronauta di ESA non avrebbe le opportunità di pilotaggio “estremo” (passatemi il termine) che ha in Virgin e mi pare che le sue preferenze vadano in quella direzione.


#4

Quest’uomo è un mostro (nel senso delle competenze che ha) :ok_hand:


#5

Nicola ha già risposto sul forum a questo interrogativo (Stick = Nicola Pecile):

Se non lo stressiamo troppo, credo che potremmo porgli direttamente altre domande e “prolungare” la bella intervista di Paolo.


#6

ha volato su tutto ciò che gli capitato a tiro
carriera di alto livello è dire poco

vista anche la ex nasa Kelly Latimer la Virgin per i piloti si è mossa con il massimo della cautela

ottimo articolo


#7

Cosa intende per vicissitudini politiche? :0


#8

In una selezione a cui si presentano candidati di tutto rispetto, con curriculum di primissimo piano e competenze fuori dal comune, la scelta dei “vincitori” deve essere qualcosa di veramente arduo da decidere…

Pur non essendo stato selezionato da ESA, io non credo che Pecile si consideri un “perdente”…


#9

Penso che Paolo Amoroso volesse tenere la cosa piu’ sul tecnico che sul personale. In ogni caso, ecco alcuni spunti di riflessione sui motivi per cui ora mi trovo in USA.

Ho volato per poco meno di 20 strepitosi anni in Aeronautica Militare e conservo moltissimi ricordi positivi, anche in momenti difficili. Devo tutto all’AM per la preparazione e le esperienze che mi ha fornito.
Come tante cose positive pero’, prima o poi c’e’ sempre una fine, e alla fine di un decennio speso al Reparto Sperimentale Volo sarei stato destinato ad un incarico manageriale a terra per il resto dei miei giorni, senza avere la possibilita’ di continuare a volare in maniera consistente come ho sempre fatto. Sarei passato dal paradiso all’inferno in breve tempo, perdendo tutte le qualifiche e capacita’ acquisite e sprecando anni di esperienza nel settore delle prove di volo. Come molti piloti collaudatori, quando questo momento sta per arrivare, uno si guarda un po’ in giro, sperando che il duro e intenso lavoro svolto in tanti anni possa venire valorizzato, magari con un impiego presso una Ditta Aeronautica, cosi’ da poter continuare questa fantastica professione che e’ il pilota collaudatore sperimentatore. Come purtroppo capita spesso in Italia e in Europa, nessuno mi ha voluto, citando commenti del tipo “sei un po’ troppo qualificato per noi” o “bel CV, ma al momento non abbiamo proprio bisogno di nessuno (e poi qualcun’altro arrivava dopo poco tempo…)”, ecc.
Quindi, probabilmente avevo la peste bubbonica, in quanto nessuno in Europa ha considerato la mia esperienza degna di nota. Ho cominciato allora a guardare un po’ piu’ in la’, nella terra dove l’aviazione e’ stata inventata e dove tutto e’ possibile, per chi ci crede fino in fondo. Ci sono voluti letteralmente tre giorni per gli Americani per decidere che per loro ero una valida opzione, e cosi’ ho deciso di lasciare la tanto amata AM e fare questo salto nel vuoto dall’altra parte della pozzanghera atlantica, arrivando alla National Test Pilot School di Mojave, come istruttore collaudatore.

Ho provato la selezione ESA del 2008 e purtroppo e’ finita maluccio, un po’ come sopra. In aggiunta, non conoscendo nessuno, e, non essendo mai stato raccomandato in vita mia (i miei genitori erano due umili operai…), sono stato escluso rapidamente, al di la’ di molti altri giochini politici che nel frattempo successero fra le alternanze dell’allora governo Prodi e Berlusconi. Vi risparmio i retroscena politici fra ASI, ESA, AM e Governo Italiano, in quanto abbastanza raccapriccianti… Alcuni miei commenti che evitero’ potrebbero inoltre ledere la reputazione di alcuni personaggi di “rilievo” che spesso vengono menzionati in questo forum…

Considero che dal male al malanno, ho vinto il supernalotto, se mai riusciro’ a volare nello spazio con SS2 (il programma avra’ successo, ma ci sono ancora tante cose che dobbiamo dimostrare e finche’ non sono dimostrate e’ meglio non cantare vittoria…). Ho vinto la lotteria perche’ immagino che non si puo’ pensare a niente di meglio per un pilota sperimentatore che pilotare e sperimentare un veicolo completamente pilotato manualmente dal momento dello sgancio fino in suborbita. Dal punto di vista pilotesco e non solo, SS2 sara’ una svolta nel mondo dell’aerospazio, un ibrido fra un X-15 e uno Shuttle. Non si e’ chiusi in una capsula dove c’e’ praticamente zero pilotaggio in quasi tutte le fasi del profilo di volo. Non si va sulla ISS a fare esperimenti per 6 mesi, ma si vola un veicolo durante tutto il volo! Ovviamente mi avrebbe fatto piacere poter fare l’astronauta “convenzionale”, ma penso che questa opportunita’, del tutto inaspettata, sia ancora meglio, agli occhi di un pilota. Forse non di uno scienzato…

Quindi, nessuno ripiego per NASA o ESA. Tra l’altro, non potrei partecipare a nessun’altra selezione ESA in quanto troppo vecchio (42 anni) e a nessuna NASA in quanto non cittadino USA.


#10

In teoria dovrebbe essere cosi’, in realta’ tutt’altro, almeno in Europa… Ho conosciuto persone eccezionali che hanno partecipato all’ultima selezione ESA ma sono state escluse prima ancora di poter partecipare… Non sempre tutto cio’ che luccica e’ oro! Molta politica sporca e’ comunque stata fatta a svariati livelli nel 2008-2009.


#11

Grazie! Comunque non mangio donne e bambini, ma tanti gelati…!


#12

L’incidente dell’Ottobre 2014 e’ stato causato da un impiego sbagliato da parte di Scaled Composites con un equipaggio che non aveva tutte le competenze per svolgere quel volo. Virgin Galactic ha posto molta attenzione a questo aspetto, che tra l’altro traspare solo dal report interno di VG, ed e’ per questo che penso che il team attuale raccogliera’ ottimi risultati. Nella consapevolezza che comunque siamo tutti umani e possiamo sempre sbagliare, ma almeno il rischio e’ minimizzato…


#13

[quote author=Ale7 link=topic=24630.msg264621#msg264621 date=1452278525]
Cosa intende per vicissitudini politiche? :0
[/quote

Non posso riportare oltre quanto detto…!


#14

E ieri è arrivata la doccia anche per Kelly. Come è stata la tua Nicola?



#15

Interessanti queste tue informazioni in merito al termine di operatività di un pilota militare. Quello che mi lascia un poco perplesso è il fatto che, in altre nazioni e in particolare negli USA, si vedano volare anche ufficiali oramai con incarichi di ufficio e non più destinati al lavoro “sul campo”. Perchè qui in Italia non è così? Se tu fossi passato in un impiego in ufficio non avresti potuto mantenere tutte le tue capacità di volo?

Oltre questo, nel tuo caso come in altri, non penso che a 40-45 si possa ritenere vecchio un militare che è comunque sempre statoi operativo.


#16

Trovo davvero interessante anche la parte dell’articolo riguardante la pilota Kelly Latimer; sarebbe interessante poter intervistare anche lei, per avere un suo punto di vista in merito alla Virgin Galactic e alle sue future possibilità di volare sullo SpaceShip two.

Magari si riuscirebbe a concretizzare questa mia proposta “passando” attraverso il nostro socio Stik.


#17

Per quanto tu possa e voglia dire quindi non ci sono stati problemi ad assumerti in Virgin non essendo cittadino USA? Non penso di sbagliarmi dicendo che il know how che la Virgin sta sviluppando e acquisendo sia almeno da considerarsi sensibile per gli US.
Edit: il mio ovviamente è un parere da totale ignorante in materia.


#18

Fantastico. Era mia intenzione complimentarmi “solo” per l’intervista e per l’articolo, e chi trovo sul forum? Direttamente l’intervistato!
Un grazie a Nicola e a tutta la fantastica redazione.
Nella mia libreria conservo ancora il dvd sulla storia del volo fatidico che ha fatto vincere a Virgin Galactic il premio per il raggiungimento dell’orbita bassa. E’ stato quel video a riaccendere la mia fantasia e a rivelarmi che l’astronautica non sarebbe stata esclusivo dominio di costosi quanto gloriosi space shuttle e ricche agenzie governative, ma che un posto si stava aprendo a tecnici sognatori ed imprenditori privati, in una sorta di corsa pionieristica verso il futuro.
Pare che il capitalismo abbia ancora un senso.
Tornando al primo SS, mi miravigliò l’utilizzo della gomma sintetica come combustibile, poi abbandonata in favore di altri più convenzionali. Quali sono le sue qualità? Potrebbe costituire in futuro ancora una valida scelta?


#19

Lei aveva l’acqua riscaldata! A me a Novembre, che faceva piu’ freddo di ieri, l’hanno fatta ghiacciata…!


#20

In realta’ la gomma non e’ mai stata abbandonata. I primi tre voli propulsi di SS2 sono stati anche volati con il motore ibrido in gomma, simile a quello di SS1, mentre il quarto (quello dell’incidente) doveva verificare un carburante plastico. Test successivi hanno sempre dimostrato che la gomma produce migliori prestazioni e maggior stabilita’ di combustione che il carburante plastico. Quindi, nel mentre che lo sviluppo dei due motori andava avanti in parallelo, alla fine si e’ deciso di optare per quello in gomma, che e’ l’attaule configurazione di SS2. La gomma permette la realizzazione di un motore piuttosto semplice, che puo’essere spento se necessario e che in genere da grande stabilita’ di combustione e minori vibrazioni. Quindi se motori ibridi continueranno ad essere svuiluppati anche per altre applicazioni future, probabilmente la gomma restera’ una delle scelte primarie.