L'economia dell'era spaziale

Da appassionato e da scrittore di SF dilettante, mi sono sempre chiesto come potrebbe funzionare l’economia dell’era spaziale: prendiamo per esempio un possibile scenario del XXIII secolo, dove la maggior parte dell’umanità vive in habitat simili a quelli concepiti da Gerald O’Neil, orbitanti nelle zone di Lagrange L4 e L5 dell’orbita lunare, attorno a Marte, Vnenere, gli asteroidi della Cintura e le lune dei pianeti giganti. Ci sono anche colonie di superficie sulla Luna e su Marte, oltre a colonie aeree fluttuanti a 50 mila metri di quota nell’atmosfera di Venere. Gli spostamenti sono abbastanza rapidi è avvengono mediante astronavi propulse da razzi a fusione, che utilizzano acqua o ammoniaca come propellente è hanno impulsi specifici da 1500 a 70000 secondi, sul tipo di quelle concepite da Bussard.
Le domande che rivolgo agli esperti sono le seguenti: in un simile scenario dove è facile scavare gli asteroidi il prezzo delle materia prime dovrebbe essere basso?
L’acqua è abbondante su Cerere, sulle lune ghiacciate di Giove e Saturno e nella fascia di Kuiper, quindi il suo prezzo non dovrebbe essere particolarmente alto. Si potrebbe immaginare un commercio d’acqua da Cerere alle colonie lunari, dove l’acqua dovrebbe essere ababstanza rara?
L’oro dovrebbe essere abbastanza abbondante, quindi il suo valore dovrebbe essere inferiore a quello attuale?
E le gemme? Diamanti, smeraldi, rubini e zaffiri potrebbero trovarsi su altri corpi celesti?
Su Marte, forse si potrebbero trovare gli opali, che potrebbero teoricamente essersi formati in passato.
Ci sono poi alcune gemme “biologiche” che sicuramente si trovano solo sulla Terra e che quindi dovrebbero assumere un valore altissimo: ambre, corallo rosso e perle naturali… ?
Quanto al know how e ai manufatti tecnici non credo che sia facile far rispettare i diritti a parecchie unità astronomiche di distanza: se ho brevettato su Marte un particolare tipo di pannello radiante a conduzione balistica per astronavi che non ha bisogno di tubi dove circola il fluido e pesa molto di meno, avrei grosse difficoltà a far valere i miei diritti su un cantiere navale di Tritone che ha copiato i miei progetti, soprattutto perché dovrei andare a fargli causa percorrendo decine di unità astronomiche e per di più la causa sarebbe discussa in un tribunale locale dove il cantiere in questione avrebbe sicuramente molti più agganci di me…
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Proprio per le difficoltà di far valere i diritti d’autore a distanza, in un sistema di tanti habitat indipendenti e litigiosi come i comuni dell’Italia dal 1300, immagino un sistema economico basato più sullo scambio di merci solide che di software. Il manufatto tecnologico però potrebbe essere sempre smontato e rifatto in loco con molta meno spesa, a meno che non abbia sofisticati sistemi di protezione, che comunque potrebbero essere crackati… Restano comunque le materia prime.

Mi interesserebbe conoscere il vostro parere in proposito.
Vi ringrazio per l’attenzione
Quaoar

Premesso che l’argomento e’ interessantissimo, ho un dubbio di fondo, e cioe’ non riesco davvero ad immaginare uno sviluppo tecnologico cosi’ avanzato da rendere economicamente vantaggioso per la Terra importare materie prime dallo spazio. Tutt’al piu’ qualche “lavorazione” in microgravita’, ma e’ roba che potrebbe essere fatta anche da una LEO.
Per cui forse i veri scambi nascerebbero tra le varie colonie, alla ricerca di indipendenza economica ma soprattutto tecnologica (diciamo autosufficienza), e tra le colonie effettivamente potrebbero nascere dei commerci.
Il paragone con l’Italia dei comuni mi pare calzante; a fianco, appunto, metterei un pianeta-madre poco propenso agli scambi con l’esterno, o meglio, desideroso di vendere materie essenziali che i coloni non vedono l’ora di procurarsi diversamente.

Molto interessante.
Per come la vedo io, i primi abitatori dello spazio sono colonie di scienziati ed astronauti. Quindi le prime saranno colonie essenziali e dipendenti da Terra. Viste le distanze e comunque i costi ancora elevati, ci sarà la tendenza all’autosufficienza, là dove possibile.
E’ innegabile che il sistema solare possiede più risorse minerarie della Terra stessa, quindi penso ad un crollo dei prezzi del prodotto estratto e ad un successivo aumento a seguito delle lavorazioni e dei trasporti.
Ci sarà l’abolizione del trattato internazionale che proibisce l’uso di miniere spaziali per produrre manufatti da vendere sulla Terra, protocollo che per esempio non è mai stato firmato dalla Cina.
Quanto al lavoro, non vedo nemmeno la necessità di trasferire tante persone nello spazio. Basterebbe il telelavoro, anche se in “differita”, ovviamente.
Per quanto riguarda i “diritti”, non è un problema, basta avere un’agente legale sul posto… ed ecco un bel posto di lavoro spaziale. Per altro le comunicazioni spaziali avrebbero solo ritardi di qualche ora. Fino a due secoli fa la posta viaggiava nella stiva di navi che quando andava bene facevano i 30 km/h, eppure il mondo girava lo stesso.
Comunque non è facile capire su quale base potrebbe stare in piedi un’economia spaziale. Bisogna capire quale motore muoverà l’economia, cosa i nostri pronipoti valuteranno come indispensabile e necessario da ottenere dallo spazio. C’è da dire anche le nostre risorse minerarie non sono infinite. In fin dei condi stimao saccheggiando una buccia sottilissima. Già l’uranio è in via d’estinzione e molti altri elementi sono sulla stessa strada, con i ritmi di consumo attuali.
Una cosa è sicura, se non crolla il prezzo del “volo” spaziale, lo spazio resterà ancora un sogno lontano.

Da appassionato di SF non posso che ringraziarti quaoar per aver aperto il Topic, io più che alle Colonie del 23° Secolo penso a come potrebbe essere quella del 21° Secolo ,cosi ho fatto come dice Marzullo mi sono fatto una domanda e mi sono dato una risposta, e la risposta e che potrebbe nascere intorno al Turismo .una sorta di New Las Vegas per Ricconi.
PS:Scusate se sono andato un po’ OT.

Hai scritto due assiomi antitetici. Devi deciderti se vuoi che i viaggi siano celeri o meno. Se non lo sono devi tenere conto che il prezzo delle materie prime dal sistema solare esterno sarà elevato, viceversa il contrario.

Forse mi sono spiegato male: i viaggi nel mio scenario li vorrei abbastanza rapidi: 1-2 mesi Terra-Marte, 4-5 mesi Terra-Saturno, 8-12 per Urano Nettuno e la Fascia di Kuiper (sembrerà strano, ma con potenze dell’ordine di 40 MW di spinta per tonnellata di massa bagnata, se si vogliono navi ad alto impulso specifico 70000-160000 secondi le accelerazioni sono piuttosto lente, soprattutto inizialmente quando la nave ha i serbatoi pieni: 0.17-0.075 m/s2, così il pianeta vicino viene raggiunto in un tempo più lungo in proporzione alla distanza).
Il problema del far rispettare i diritti, non è tanto dovuto ai tempi di spostamento quanto allo scenario politico: prendiamo per esempio i comuni toscani del 1300: Arezzo e Firenze tutto sommato non erano poi così distanti (circa una sessantina di km), e un mercante con un carro carico di merci trainato da cavalli, sulle strade di allora, penso potesse compiere il viaggio in una settimana o poco meno. Tuttavia, se un mercante aretino dava la sola a un mercante fiorentino, il fiorentino avrebbe avuto scarsissime possibilità di successo nel recarsi ad Arezzo, presentarsi davanti al Consiglio e chiedere giustizia, perché nel 99% dei casi il Consiglio avrebbe dato ragione al locale. L’unica cosa che il fiorentino poteva fare (e faceva senz’altro) era quella di recarsi invece al Consiglio di Firenze e farsi consegnare un Provvedimento di Rappresaglia, in base al quale poteva acchiappare il primo mercante aretino di passaggio sul territorio fiorentino e pignorargli le mercanzie per un importo pari al danno subito.

Lo scenario che immagino nell’era spaziale si avvicina un po’ a quello: le potenze terrestri magari controlleranno le colonie della Luna e delle sue zone di Lagrange, ma nella Cintura vedrei tanti habitat attorno ai piccoli asteroidi, de facto indipendenti, anche se forse non de iure, ciascuno governato da un’associazione proprietari, fatto di poche famiglie patrizie. L’autorità esercitata dalle potenze terrestri su questi habitat, sarebbe piuttosto indiretta, un po’ come quella esercitata dagli imperatori tedeschi sui comuni italiani: più o meno nulla al di fuori delle “calate”, anche se poi avevano degli uomini di fiducia in ogni comune che facevano capo a una fazione… Si potrebbe immaginare che in ogni consiglio dell’habitat ci sia una fazione di Ghibellini filo-americana e una di Guelfi filo-cinese… Chissà?

Un saluto
Quaoar

Secondo me nascerebbero come colonie e quindi sotto guirisdizione terrestre, ma arriverà il momento in cui, raggiunta una certa indipendenza economica, farebbero una “Dichiarazione d’Indipendenza” avviata, per esempio, da una colonia in L4 lunare e poi seguita da tutte le altre a cascata.
Sarebbero a quel punto degli Stati sovrani che, se vorranno, potranno aderire ad una Unione Coloniale proposta da Terra per mantenere un minimo di rapporti, ma ognuno avrà una propria giurisdizione, oltre la quale si sarà “fuori dalle acque territoriali”. Il tuo esempio medioevale calza molto.
Un brevetto su Marte dovrà essere brevettato anche su Titano e su Umbriel.
Potranno nascere agenzie che si occuperanno di registrare in ogni luogo secondo le leggi locali…

Per i materiali preziosi, sicuramente ci potranno essere degli squilibri.
L’oro sicuramente sarebbe più “facile” da trovare, ma per esempio i diamanti, date le alte pressioni necessarie per la loro formazione, potrebbero essere presenti solo sulla Terra e su Venere, quindi potrebbero aumentare di valore.
Potrebbero aumentare di valore anche i metalli pesanti e le terre rare, dato che sarebbero utili per la produzione di proiettili a grande inerzia (come gli attuali all’uranio impoverito), perchè potranno esserci armi ad energia, ma una bella pallottola a 20 km/s è difficile da rilevare e da fermare…
Gli scenari possibili sono vastissimi.

Bisognerebbe mettersi intorno ad un tavolo con un tagliere di affettati misti, una bella bottiglia di vino ed un registratore in funzione: vedi che nel giro di due o tre ore, esce fuori il più affascinante dei racconti, con quel tocco di umanità che a volte manca! :wink:

Non ho dati sull’abbondanza di metalli pesanti e terre rare sugli asteroidi, Marte, i satelliti di Giove e Saturno e sulla Luna. Probabilmente sono abbondanti su Mercurio… Sai dirmi qualcosa in proposito?

Altro argomento molto interessante: laser vs. pallottole? Se sei d’accordo nei prossimi giorni aprirei un nuovo topic sulle possibili strategie della guerra nello spazio.

Decisamente un ottima idea!

Un saluto
Quaoar

In un libro trovai che un asteroide metallico aveva ferro x 500 anni, ai ritmi industriali del 1979. L’elemaento meno abbondante solo un paio di mesi.
Eventuali colonie potranno rendersi indipendenti se trovano una fonte di ricchezzza, qualcosa che altri hanno assolutamente bisogno e quindi qualcosa da vendere a caro prezzo. La semplice indipendenza fine a se stessa potrebbe anche arrivare, ma solo per piccole comunità, fuori testo.
A mio parere l’Era Spaziale sovvertirà tutto l’ordinamento sociale, politico ed economico. Voi continuate a misurare con il metro di oggi. E’ un bell’esercizio, ma ci sono molti fattori imponderabili che influiranno sulle priorità dell’Era Spaziale. Sui tempi brevi il discorso comunque ha senso, su quelli lunghi, temo restino solo opinioni personali. Comunque un bell’esercizio mentale.
Penso che comunque le colonie potrebbero rendersi indipendenti solo di fronte ad un cedimento della struttura di controllo del governo a cui appartengono. Vedi oggi il federalismo. on è da escludere rivalità tra colonie abitate da persone d’origine diversa. Qualcosa di simile alle colonie greche.
Per gli aspetti legali, dimenticate che oggi ci sono le telecomunicazioni. La “posta” non viaggia in astronave. Le questioni legali si affidano ad un avvocato “locale” che agisce in nome e per conto di…

Mercurio è il pianeta più denso dopo la Terra quindi presubilmente vi è un abbondanza di metalli. Nemmeno i planetologi di professione sanno molto di questo pianeta quindi non crucciarti sulla veridicità delle tue elucubrazione. Opto anchio per quello scritto da Ares Cosmo nel post precedente. Un esempio su tutti: quanto delle predizioni degli anni '50 relative al duemila si è avverato? Quasi nulla!