L'esperienza antropologica e spirituale di Apollo 11


#1

Ciao a tutti!
Devo scrivere per un importante portale interdisciplinare un articolo di riflessione sull’esperienza della missione Apollo 11 in occasione del 50esimo. Qualcosa ho già in mente, ma ci tenevo ad avere qualche dritta e suggerimento da parte vostra, della community di FA, che vanta custodi appassionati, dispensatori di chicche e perle astronautiche, competenti figure professionali o semplici appassionati… :smiley:
La riflessione può riguardare gli astronauti coinvolti nella missione (e, limitatamente, nelle altre del programma lunare), il personale di terra (flight controller, ingegneri e scienziati NASA, …), coloro che parteciparono come spettatori all’impresa (personalità, intellettuali, gente comune, …).
In generale vorrei costruire il mio lavoro attorno ai seguenti punti:

  • La riflessione antropologica (filosofica) ed il volo lunare: gli astronauti Apollo e l’uomo lunare.
  • La dimensione spirituale e religiosa (credente in un divino oppure no) delle persone coinvolte nell’impresa: la Luna è occasione di interrogativi ed esperienze per la totalità/unicità dell’essere umano?
  • Gli interrogativi sociali, metafisici, esistenziali sollevati/approfonditi dal volo lunare.

Chiunque avesse suggerimenti, episodi, osservazioni, materiali, consigli, … non esiti a farsi avanti! Anche le cose più banali possono aprire ad altro!
Se occorrono altre info chiedete pure…

Vi ringrazio in anticipo, davvero!

PS Circa quale sia il portale… a tempo debito chi vivrà vedrà! :smiley: Poiché vi terrò aggiornati con lo speciale del 50esimo che si sta preparando nel portale in questione, credo che questa collocazione dell’argomento sia la migliore, ma rimando ad Amnibot una conferma/correzione della cosa…


#2

Non posso esserti molto utile perché non è il mio campo ma posso segnalarti un paio di episodi potenzialmente rilevanti:

  • Buzz Aldrin fu il primo a condurre una cerimonia religiosa sulla superficie lunare (l’equipaggio di Apollo 8 aveva fatto la lettura della Genesi) prendendo privatamente la comunione
  • il comandante di Apollo 15 Dave Scott lasciò sulla Luna una copia della Bibbia

#3

Così sui due piedi, le impressioni di molte persone furono di “violazione”, di perdita della sacralità della Luna. Un atto di arroganza o il classico “non si doveva fare”.
Metterei anche il punto sul fatto che per molte persone della NASA e delle imprese coinvolte, non sentirono l’evento ma si limitavano solo a “fare il mestiere per cui erano pagati”. Prendi il caso delle bobine con la registrazione dei filmati di A11.
Ho un esperienza personale in fatto di grandi enti. Che quelle bobine siano state reimpiegate per altre registrazioni non mi stupisce perché esistono appunto persone che non si rendono conto della “storicità” di quello che hanno per le mani. Eseguono ad occhi chiusi senza riflettere (non solo i militari). Oppure pensano che qualcun altro, chi poi se non loro?, doveva fare copia o metterle al sicuro. Una cosa che non si evidenzia mai è l’impatto che il Programma Apollo ha avuto sulla società, americana in primis, mondiale poi. In tutte le pubblicazioni in mio possesso non si parla mai dei ritorni economici del Programma, quello che io considero il vero complotto lunare.
Gli storici, dal mio punto di vista, tratteggiano molto superficialmente l’impatto del Programma anche sotto l’aspetto tecnologico. Prima gli USA possedevano una tecnologia livellata con il resto del mondo, dopo ebbero una tecnologia superiore, tanto che nemmeno la Russia riusciva ad eguagliarla ed altri stati hanno impiegato decenni per mettersi quasi alla pari con gli USA di oggi.

C’è da considerare anche il contesto storico nel momento in cui avvennero le missioni. Allora si sollevarono delle questioni che non hanno trovato fine e di cui oggi si parla sempre meno o non se ne parla più affatto.

Questo è il mio cent al tuo sforzo. In bocca al lupo.


#4

Ciao,

Sono molto d’accordo con @Starcruiser sul fatto che molti “facevano il loro lavoro” e che ben poco di filosofico e sacrale diedero all’evento (meno invece sulla questione storici e tecnologia :slight_smile: ).

Sull’argomento missioni Apollo, inoltre, ti consiglio il libro di Oriana Fallaci “Quel giorno sulla Luna”, che racconta in dettaglio - e con uno sguardo a volte molto disincantato - chi erano gli astronauti, come pensavano e che idee avevano su quello che stavano per andare a fare. Non so se può rispondere in pieno alle tue domande, ma secondo me può darti delle suggestione da seguire.


#5

Grazie mille dei contributi puntuali e di quelli più interpretativi… continuate così :smiley:
Per rispondere brevemente a Starcruiser, per quanto riguarda il “fare il mestiere per cui si è pagati” capisco perfettamente a cosa ti riferisci… Quando per lavoro mi è capitato di interfacciarmi con il progettista di un sistema d’arma di un velivolo e gli ho chiesto “Che riflessione hai fatto circa il tuo progettare un’arma che andrà in mano ad un’altra persona?” e ti risponde “Ah, non ci avevo mai pensato!” fa intendere la povertà di consapevolezza da parte di una certa parte di tecnici. C’è una enorme urgenza di umanizzare la tecnologia, non solo a livello etico, anzi, di farsi umanizzare da una tecnologia sanante e liberante. Scusate l’OT.
Invece per il discorso “violazione/perdita di sacralità della Luna” è vero forse in certi contesti sociali, spesso più umili o “ignoranti” (del senso dell’impresa che si stava realizzando), oppure da parte di qualche intellettuale. In realtà ci sono molte sorprese quando si scoprono dichiarazioni e pensieri fatti da parte di intellettuali, uomini di scienza, autorità religiose, … ma tutto a suo tempo :slight_smile: (vi lascio un po’ sul fuoco ahaha)
Grazie mille, continuate pure a contribuire a mo’ di brainstorming! :smiley:


#6

Vorrei anche ricordare (per quanto ovviamente sia una storia veramente che non ha assolutamente nulla di scientifico ma solo una parvenza di filosofia) i tentativi di trasmissione mentale e di visone dell’universo sperimentati da Edgard Michell su Apollo 14.


#7

A me colpisce molto come tutto sia partito dalla bomba atomica:

  1. i sovietici sviluppano la missilistica per lanciare i loro ordigni nucleari molto piu pesanti di quelli USA (perchè sapevano di non poter competere con gli aerei americani)
  2. in un bel giorno di guerra fredda i sovietici lanciano lo Sputnik grazie a un razzo progettato per una testata nucleare
  3. gli americani (in particolare l’establishment americano), per paura che quello Sputnik presagisse ad armi nucleari orbitanti sovietiche, decidono di iniettare risorse nello sviluppo tecnologico.
  4. cavalcando quest’onda i politici appoggiano lo sbarco sulla Luna, rendendolo possibile. Mettono al lavoro von Braun, che in Germania sviluppava armi missilistiche, le cui testate avrebbero dovuto essere atomiche.

P.S. solo un pensiero che ho fatto, con quel poco che so


#8

da come ho capito in realtà la decisione di andare sulla Luna è stata secondaria alla decisione di investire in tecnologia. C’è chi sostenne (come Eisenhower) le risorse per lo specifico progetto di mandare un uomo sulla Luna, sarebbero state da investire in svilutto tecnologico, ricerca, istruzione in modo più efficiente, e meno spettacolaristico.

Poi, direi che è andata benino anche così. E ovviamente questo è solo quello che mi sembra di aver capito di quella parte di storia.


#9

Di Oriana Fallaci suggerisco la lettura anche di “Se il Sole muore”, dove vengono tratteggiati i profili umani di alcuni astronauti.

Inoltre la biografia di Neil Armstrong, a mio parere, potrebbe aiutarti molto sui vari aspetti emotivi che hanno pervaso la vita e la carriera del First Man.


#10

La biografia di Armstrong citata da @Luca può essere utile anche perché la famiglia dell’astronauta era molto religiosa, specialmente la madre.


#11

Io invece ho sempre identificato come “seme” del tutto la V2.

Poi mi colpisce il fatto che di 12 che abbiano camminato sulla Luna, 4 ne siano stati comunque segnati da questa esperienza.

La depressione di Aldrin
La pittura monotematica di Bean
La convinzione degli ufo di Mitchell
La conversione a predicatore (fermamente convinto ad una interpretazione letterale della Genesi) di Irwin

Mi sono attenuto a fonti riportate da Wikipedia. Se si tratta comunque solo di speculazioni, approfittarte per rendermi meno ignorante.


#12

Hai fatto caso che erano tutti LM Pilot? E dei due LM Pilot che mancano alla tua lista uno (Charlie Duke) ha avuto anche lui grossi problemi per poi riaversi accostandosi alla fede? L’unico che (apparentemente) non ha avuto problemi sembra essere Harrison Schmitt, che d’altronde però era l’unico scienziato dei 12.


#13

Queste interpretazioni potrebbero essere una forzatura, la mia impressione è che l’esprienza della missione abbia semplicemente amplificato atteggiamenti spirituali già presenti.


#14

Concordo con @amoroso e personalmente credo che visto il tuo compito sia una cosa buona lavorare con lo spirito scientifico di un buono storico: raccogliere fatti dalle fonti primarie, per quanto possibile (biografie, autografe o autorizzate; interviste a loro stessi o familiari) e in un secondo momento anche qualche volume storico (ve ne sono anche di NASA) che serve ad identificare un pò meglio il contesto storico in cui questi personaggi si sono mossi.

Starei lontano dalla tentazione di costruire retorica sulla base di sentito dire e di personaggi che ci siamo inventati noialtri a suon di documentari e video Youtube.

So che sono stato un pò vago, ma le biografie sono facili da trovare su qualsiasi shop online :wink:


#15

Grazie a tutti! Concordo con il principio di una sana cautela… e con quanto dica amoroso. circa i distinti esiti esistenziali fra comandante e pilota LM mi sembra di ricordare che anche gli astronauti Apollo “scherzassero” sulla regola del lato destro-sinistro (del LM). Se non sbaglio l’avevo letto in Polvere di Luna di Smith, dovrei ricercare il passaggio…


#16

Storico e… antropologico! :wink: Il metodo è fondamentale in qualunque ambito della conoscenza umana. Grazie dei consigli di metodo Marco, sono molto attento ad esso, ma averne un richiamo fa sempre piacere: data la ricchezza di senso degli eventi astronautici lunari, credo sia veramente irrilevante montare retoriche fini a se stesse o al proprio spirito “di pancia”.
Vi ringrazio davvero per ogni vostro contributo: praticamente tutti i fatti che avete suggerito fino ad ora mi erano noti, così come anche le fonti che proponete… ma è meraviglioso provocarsi vicendevolmente nella riflessione, e c’è sempre da imparare da tutti… :slight_smile:
Vi anticipo che sto scrivendo già un semplice pezzo dedicato ad Irwin (Apollo 15), che sarà pubblicato credo nel mese di maggio. Per il pezzo più corposo (quello più aderente al tema di questo thread) si parla invece ovviamente dei mesi estivi :slight_smile:
Continuate a brainstormare! Per aspera ad astra!
Grazie davvero!


#17

[quote=“amoroso, post:13, topic:26731, full:true”]
Queste interpretazioni potrebbero essere una forzatura, la mia impressione è che l’esprienza della missione abbia semplicemente amplificato atteggiamenti spirituali già presenti.[/quote]
E bisogna anche metterle nel giusto contesto storico, e della societa’ americana. Gli Stati Uniti sono una societa’ particolarmente religiosa. E 50 anni fa la tensione tra religione e scienza che vediamo adesso era ben meno pronunciata.