L'India testa il suo primo ASAT

#1

Nella notte italiana l’India ha testato il suo primo missile anti satellite (Anti-satellite weapons - ASAT). .

Dopo USA, Russia e Cina l’India è così la quarta nazione ad aver testato un ASAT

Secondo diverse ricostruzioni on line sarebbe stato distrutto il satellite per EO Microsat-R, lanciato solo nel gennaio scorso

#2

Un’altra bella nuvola di detriti?

#3

Articolo di Spacenews.

Il satellite colpito dovrebbe trovarsi su un’orbita più bassa della ISS (a circa 300 km) ed i detriti dovrebbero decadere nell’atmosfera entro qualche settimana.

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#4
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#5

Comunque, sta storia di mettersi a spaccare satelliti volontariamente mi dà sui nervi in modo assurdo

Una nefandezza senza pari.

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#6

Il capo del reparto di ricerca e sviluppo della Difesa Indiana, ribadisce che la scelta di un satellite a bassa quota è stata effettivamente fatta per limitare la persistenza dei detriti in orbita.

Notizia ridondante, ma la posto a compendio.

E già che ci sono, vai di trattato che (in quanto non vincolante) viene bellamente gabbato.

#7

Il trattato non vieta comunque l’uso di armi convenzionali nello spazio, solo le armi di distruzione di massa sono esplicitamente bandite.

Resta il fatto secondo me che anche se sono stati diligenti, a differenza dei cinesi una decina di anni fa, queste dimostrazioni di forza non servono a nulla. Per dimostrare la capacità di abbattere un satellite, non ti serve farne saltare in aria uno. Se hai la capacità di eseguire un rendezvous in orbita, hai implicitamente la capacità di colpire un satellite.

#8

Analisi visiva dell’intercetto, della distruzione e della successiva scia di debris

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#9

Se hai la capacità di eseguire un rendezvous in orbita, hai implicitamente la capacità di colpire un satellite.

A “naso” (da non esperto), non mi pare così. Un rendezvous orbitale avviene a velocità relative bassissime, che diminuiscono progressivamente al diminuire della distanza. Un’intercettazione ostile deve invece avvenire ad altissima velocità in quanto, se non sbaglio, la distruzione del target fa affidamento sull’energia cinetica.

#10

Si. Tutte le soluzioni post cold war utilizzano la cinetica per distruggere i target. Siano essi satelliti o ICBM. I missili da intercettazione armati di testate termonucleari non sono più in uso. Le ultime testate furono rimosse negli early 2000 dai missili a difesa di Mosca (anche se in teoria possono ritornare in servizio)

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#11

Sembra veramente abbiano fatto tutto il possibile per minimizzare i detriti…ma davvero l’unico modo per verificare la precisione di un ASAT è colpire un bersaglio vero?
Il danno cinetico credo che, in caso di bersaglio ostile, non possa essere predetto senza sapere esattamente la composizione del bersaglio. Per cui, colpire friendly non so che informazione ti dia.

Semiserio:
Possiamo mettere in orbita un bel cerchio (non infuocato) con varie telecamere e cercare di “infilarlo”?

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#12

Purtroppo è necessario testare il sistema per capire se funzionano diversi sistemi che compongono un arma ASAT.
Questo tipo di intercettazioni sono molto complesse, e anche sistemi rodati (come THAAD e SM-3) sono soggetti a fallimenti. Le velocità relative sono enormi e le dimensioni degli oggetti relative a queste velocità sono piccolissime. Il margine di errore praticamente non esiste. L’impattatore deve compiere diversi micro-aggiustamenti terminali basandosi sui dati dei radar da terra per colpire il bersaglio.

La distruzione del bersaglio è garantita con l’impatto.
Un SM-3 colpisce un bersaglio con la forza di oltre 362 MJ. Un proiettile sparato da un carro NATO armato con il 120 mm (Leopard, Abrams…) colpisce con una forza intorno ai 12 MJ. Tanto per dare un idea delle forze in gioco…

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#13

Sempre parlando di ASAT, questo articolo parla di basi cinesi capaci di accecare i satelliti in orbita:

Per ora si parla solo di inibire le ottiche ed i sensori, ma in futuro si parla anche di danni a pannelli solari o altro.

#14

Sembra che l’India avesse effettuato già un primo test, fallendolo, il 12 febbraio scorso.

Dall’articolo emerge anche come il governo indiano avesse in qualche modo informato gli USA del test, anche se in maniera definitiva “vaga” dalla fonte.

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#15
#16

Eccoci qua…molto bene direi. Spero Bridenstine stia un po’ facendo la voce grossa e il rischio non sia realmente cosi significativo.

#17

Secondo Marco Langbroek il rischio è significativo:

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#18

esatto. Il trasferimento di energia è enorme. Un satellite non è neanche lontanamente fatto per assorbire colpi cinetici.
Qua si parla di colpi che hanno l’energia cinetica di un cannone da corazzata della WWII sparato contro un “cilindro” in alluminio a bassa densità. Il risultato è che il satellite esplode, e cosi come in un impatto meteoritico l’ “ejecta” viene sparato a grande velocita. Sappiamo tutti che un cambio di velocità in orbita, significa un cambiamento dell orbita stessa.
Qui si vede bene la violenza di questi impatti…

Test ASAT sicuri non esistono, anche se si fossero effettuati poco sopra l’atmosfera. I frammenti causati dell impatto, finirebbero comunque in orbite molto più alte.

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#19

Anche Spaceweather dice la sua, facendo notare che fare esperimenti ASAT durante un minimo solare (quando l’atmosfera è meno espansa) è una pessima idea.

http://spaceweather.com/archive.php?view=1&day=03&month=04&year=2019

citando anche i tempi di vita dei detriti in funzione dell’attività solare, come descritto da

https://www.sws.bom.gov.au/Educational/1/3/8

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#20

Analitical graphics rilascia diversi aggiornamenti sull’evento ASAT indiano. Questo l’ultimo.

Consiglio anche il precedente