Lo spazio gli astronauti e ..I ROBOT che ruberanno il lavoro....

Si fa un gran parlare in questi giorni, ma …io in realtà e’ da qualche anno che vedo articoli su giornali periodicamente riproporre le problematiche , sulla possibilità o meno di tassare
i robot che in futuro ruberanno il lavoro all’uomo . Tassare il robot ( lo tassavano jeeg robot ) … o tassare le aziende che li producono.
Sicuramente e’ una tematica cogente e lo sara’ sempre di piu’ in futuro.
In linea di massima in realta’ ( imho) , basterebbe anche non usare i robot per tutto … ammesso che un giorno arrivino ad essere general purpose; voglio dire…
non e’ che l’ha ordinato il medico che bisogni togliere il lavoro all’uomo , quando invero si sa che lo nobilita. O ancora se Dio ti ha detto di non mangiare il frutto dell’albero
proibito ( cosa che riesci a fare… ( non ti aveva proibito una cosa che non riusicivi a fare )) , forse e’ meglio ascoltarlo. Versione postmoderna , non e’ che se la scienza ti permette di poter fare una cosa , poi tu la debba fare per forza. Insomma …dipende.
Dipende se lo scopo e’ l’uomo. ( siamo sempre imho mode on ) . Se la scienza e’ per l’uomo ok. Se i robot migliorano la situazione dell’uomo lavorativo , ben vengano.
I lavori pericolosi per l’uomo ,sono canditati ideali per i robot.
L’astronauta e’ un lavoro pericoloso in ambiente ostile .
La domanda e’ … Spariranno gli astronauti ?

Non penso,per il semplice fatto che la spinta ad esplorare “in prima persona” è troppo forte. Un rover su un altro pianeta non avrà mai la sensibilità di una persona sul posto.

Non sono d’accordo, secondo me se c’è un campo dove la robotica potrebbe cambiare tutto, e in parte lo ha già fatto, è proprio l’esplorazione spaziale. Soppiantare completamente l’esplorazione umana magari no, se non altro per tenerci buona la possibilità di lasciare la Terra e colonizzare altri mondi, ma io credo che se in futuro avremo una qualche seria speranza di esplorare estesamente il nostro sistema solare (ed oltre) tale esplorazione avverrà sempre di più per mezzo di sonde automatiche, sempre più autonome e sempre più complesse. L’uomo nello spazio è un elemento che richiede enormi ambienti di supporto…certo al momento le capacità di improvvisazione, esplorazione e adattamento degli astronauti sono impareggiabili, ma per quanto ancora sarà così? Io penso che già tra pochi decenni esisteranno sonde in grado di fare meglio. Già ora le sonde automatiche lavorano ai confini del sistema solare o sulla superficie dei pianeti per anni, raccogliendo enormi quantità di dati, senza rischi che non siano economici, con costi più che accettabili…certo, con tanti limiti, ma giungendo letteralmente ‘là dove nessun uomo è mai arrivato prima’…e forse mai arriverà, aggiungo io.

Mi piace molto l’idea di un futuro in cui il nostro sistema solare sia pieno di sonde terrestri: tante sonde orbitanti e rover e robot che esplorano, analizzano gli elementi, comunicano tra loro e inviano a Terra le informazioni raccolte. Così forse troveremo tracce di vita, presente o passata: non visitando fugacemente di persona un corpo celeste ogni 50 anni, ma rallestrellando sistematicamente il cosmo non con le nostre mani ma con le nostre estensioni tecnologiche. Sì lo so: la colonizzazione dello spazio, il genere umano che lascia la sua culla e parte all’avventura come gli argonauti per garantire il futuro della nostra civiltà… eppure chissà, magari il futuro della nostra civiltà è proprio nelle macchine che sapremo creare.

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Si ecco… e’ vero anche questo , ma in ottica space economy ? Cioe’ … gli astronauti o forse sarebbe meglio dire, prendere un tecnico in una disciplina qualsiasi e’ istruirlo a “astronauta” per permettergli in futuro di lavorare nello spazio.

Non parlo di figure modello “ricercatori” … ma proprio lavoratori !!
Lavoratori che lavoreranno nella “space economy” come riparatori di satelliti … costruttori di strutture, estrazione mineraria…
SE i robot , o meglio L’ AI , sarà in grado di soppiantarci qui sul pianeta terra, specie per lavori pericolosi, a maggior ragione lo potrebbe essere nello spazio inteso come …spazio o pianeti inospitali.
Non che sia una cosa a breve termine… cosi’ su due piedi credo che sia un po’ piu’ complesso che battere i migliori giocatori di scacchi …
ma gia’ in giappone , societa’ d’ assicurazioni ( ? ) hanno licenziato dipendenti per sostituirli con BOT.

Ecco… per l’appunto articolo di oggi…
Me le chiamo da solo… va beh…

Siamo adesso a questo livello.

Avete visto l’ultimo robot della Boston Dynamics? A me fa una paura dannata.

I robot odierni hanno un corpo ma (per fortuna) non ancora un buon cervello

Scusate, ma non capisco il senso di questa discussione… L’esplorazione del sistema solare, fino ad oggi e’ stata fatta, con esclusione della Luna, esclusivamente con sonde, ovvero robot.
Al massimo sono gli astronauti che forse un giorno ruberanno il lavoro ai robot, nell’esplorazione spaziale…

Il robot asimoviani sono ancora sf pura e dietro ad ogni sonda spaziale c’è uno staff di persone non da poco, quindi l’indipendenza dei robot spaziali è ancora lontana. Sono macchine che eseguono le istruzioni dei software e molto costose,per questo c’e l’uomo dietro ogni loro azione.
Io vedo le future sonde guodate a distanza dall’uomo coadiuvato dal computer di bordo. Telelavoro, insomma, e non solo per lo spazio.

allora dovrebbe essere cosi’ anche per altri “lavori” terrestri… eppure le preoccupazioni…
cmq… anche nel caso che citi… gli astronauti non ci sono … cioe’… mi spiego male io… nell’ottica della space economy i nuovi lavori sarebbero
fatti da tecnici di varie scienze , ai quali viene data una formazione da astronauti. Si tratterebbe di lavori come delle EVA.
Un Perito elettronico che deve aggiustare un satellite tramite una EVA. Quindi ha bisogno anche di una formazione da astronauta.
Appunto se invece trattasi di telelavoro ( ancora peggio se si tratta di AI avanzata. (sono d’ accordo che e’ presto eh )) … cade il bisogno dell’astronauta.
Non del tecnico !!! esempio operazioni chirurgiche eseguite da robot telecomandati . C’e’ bisogno ancora del chirurgo. Ma se fosse il robot che opera SENZA ausilio
del chirurgo ?

Se devo fare delle EVA … oggi no… ma in futuro ? mah…
Pero’ vabbeh… era solo cosi’ per parlare eh… invece lo vedo piu’ prossimo come problema da affrontare e governare , qui sul pianeta terra…

Le EVA pero’ sono un piccolo aspetto della astronautica…
Comunque, il “problema” qui sul pianeta Terra e’ certo degno di discussione! Ma non si limita ai robot. Un impatto forse ancora piu’ importante sara’ dato dalle intelligenze artificiali. Guardiamo al caso di Watson della IBM: https://it.wikipedia.org/wiki/Watson_(intelligenza_artificiale) capace di fare diagnosi mediche! E gli “assistenti virtuali” che stanno prendendo il posto dei centri di assistenza e call center? Esiste una intelligenza artificiale che sa fare la birra http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/07/14/news/ai_la_birra_creata_con_gli_algoritmi_si_perfeziona_grazie_a_un_bot_di_messenger-144056214/, altre che sanno cucinare (sempre Watson, per esempio), altre che sanno fare l’avvocato (https://www.wired.it/economia/lavoro/2017/02/28/avvocato-robot/), e c’e’ chi pensa di fargli fare il lavoro del ricercatore o anche del manager!
A mio avviso, piu’ degli operai, si deve preoccupare chi fa’ un lavoro intellettuale. Un robot costa caro; una intelligenza artificiale invece costa quanto un software (ovvero anche niente!)…

Ci sono cose che un robot non sa fare e come oggi, se il lavorare umano tu costa meno del robot?

Tutto ciò che riguarda il lavoro che implica contatto umano.

Scusa ma mi sembra una conclusione quantomeno discutibile: gli operai non devono preoccuparsi perché sono già stati rimpiazzati dai robot in larga parte…dove prima lavoravano 1000 operai ora ne bastano 10, nei campi dove prima lavoravano 100 braccianti ora bastano due uomini e una mietitrebbia. Le fabbriche che producono praticamente ogni oggetto della nostra vita quotidiana sono ormai in larghissima parte automatizzate, e quelli che ci piaccia o no sono robot, anche se non assomigliano a Robocop o all’androide di Rotwang. Le IA nel lavoro intellettuale medio invece non mi sembrano esattamente all’ordine del giorno… la maggior parte di noi se va bene si trova alle prese con Win7 Pro tutte le mattine.

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Oggi… ma l’intento …la domanda che ponevo …era nel futuro, che per come stanno evolvendo le cose non e’ piu’ nemmeno troppo lontano.
Non e’ solo il costo se… ma anche la pericolosita’ … conviene ( quindi, anche se non strettamente e’ un costo… ) fare fare all’uomo l’astronauta ?
Ammesso che sia ( sara’ ancora ) indispensabile , sara’ conveniente mandare l’uomo in miniere a diversi metri sotto terra ?
Poi ci saranno degenerazioni … oggi per andare all’edicola che sta a 200 metri , c’e’ gente che prende la macchina … altri vanno a piedi.
Per certi lavori che si potranno cmq fare , qualcuno lo fara’ fare al robot. ( e secondo me e’ pericoloso… )… insomma … dipende…

Guarda… in giappone ( paese dove per forza maggiore , questo fenomeno sara’ sempre piu’ acido… a causa della fortissima domanda di lavoro, il monte ore lavorativo assolutamente alto e da abbassare ( e chi lavora allora ?) ( abenomics ) , l’invecchiamento della societa’ ( peggio dell’italia, meglio solo della germania !! :open_mouth:) l’avanzamento tecnologico nel campo robotico)…in giappone dicevo ho letto che hanno appena lasciato a casa qualcosa come 200 ( da verificare ) dipendenti di una assicurazione. Non useranno Robot ma BOT.

: gli operai non devono preoccuparsi perché sono già stati rimpiazzati dai robot in larga parte...dove prima lavoravano 1000 operai ora ne bastano 10, nei campi dove prima lavoravano 100 braccianti ora bastano due uomini e una mietitrebbia. Le fabbriche che producono praticamente ogni oggetto della nostra vita quotidiana sono ormai in larghissima parte automatizzate, e quelli che ci piaccia o no sono robot, anche se non assomigliano a Robocop o all'androide di Rotwang. Le IA nel lavoro intellettuale medio invece non mi sembrano esattamente all'ordine del giorno... la maggior parte di noi se va bene si trova alle prese con Win7 Pro tutte le mattine.

Con le schermate blu ? :stuck_out_tongue_winking_eye:… passare a linux ? :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

Io lavoro su tornio cnc. Il tornio e’ un robot . almeno 2 assi. x e z . poi c’e’ il mandrino che puo’ essere controllato o no. le frese da 3 a piu’ assi… ma per adesso l’operatore serve ancora. Ho visto pero’ software CAM che gia’ adesso in autonomia ( worknc credo che fosse) scelgono alcune strategie di lavoro… in futuro con l’ AI ?

Si ma il programma del CAM lo ha scritto un operatore, il disegno lo ha pensato un altro essere umano e l’idea del pezzo ancora un altro ( o gruppo di ) Ed il programma con cui gestire il programma del CAM lo ha scritto un altro essere umano.

Gli operai che prima giravano le chiavi inglese adesso digitano su tastiere, concordo che il lavoro che prima facevano in 100 adesso lo fanno in 10 e due macchine ma comunque le due macchine hanno bisogno di assistenza (che va un essere umano) upgrade ( pensato e gestito da esseri umani) etc etc

E poi per certi lavori ( anche pericolosi) gli essere umani sono ancora più economici, specialmente in alcune parti del mondo, del più economico robot.
Avete mai visto “come è fatto” il documentario trasmesso da vari canali (tra cui Discovery) ? Anche nelle fabbriche più automatizzate qualche esserino su due piedi a controllare c’è :wink:

A quello che scrive Isabella aggiungo che il consumismo aumenta il numero di oggetti di cui abbiamo necessità, e quindi le fabbriche e quindi gli operai addetti. Il problema lo avevano già sollevato i luddisti, per poi capire che non era reale. Certo, forse c’é un limite a tutto questo, ma é arduo capire quando lo raggiungeremo

Ho apprezzato un interessante excursus sull’argomento, tracciato dalla trasmissione “Il Giardino di Albert”, che sulla radio svizzera segue con competenza e professionalità i riflessi sociologici del progresso scientifico.
Nella puntata del 23 febbraio scorso, “Professione Robot”, raggiungibile in podcast su http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/il-giardino-di-albert/Professione-robot-8758510.html ,
potete seguire un approfondimento sul tema con Riccardo Campa, Professore di Sociologia della scienza e della tecnica all’Università di Cracovia.
L’idea di fondo è che la transizione da una società agricola ad una industriale, e da questa ad un’economia di servizi, ha sempre preservato l’impiego (letteralmente) di una preponderante forza lavoro umana.
Ora che persino nel campo dei servizi l’uomo potrà essere rimpiazzato (si pensi alla recente introduzione della IA Dottor Watson, accreditata di poter sostituirsi all’uomo nel campo della formazione, della ricerca medica, delle assicurazioni etc.), davvero si fatica a vedere in quali altri settori possa non solo residuare, ma espandersi significativagente la presenza di lavoratori in carne ed ossa.
Ed alla base c’è un semplice ragionamento di macroeconomia: se si inceppa la catena del reddito (percepito dalla massa dei lavoratori), prerequisito per il mantenimento dei consumi di massa, i pur efficienti robot e software che stanno soppiantando i lavoratori rischiano di non aver più “clienti” in carne ed ossa da servire.
E qui si innestano le tesi di chi vorrebbe tassare le aziende per l’utilizzo dei robot, creando un “tesoretto” da distribuire a tutti i cittadini sotto forma di “reddito di cittadinanza”, ipotizzato nelle forme più estreme a beneficio di chiunque, occupato o meno, ed a prescindere dal livello di reddito.
Con il rischio che si riduca la propensione a cercare lavoro, o ad investire in professioni o nuove iniziative imprenditoriali.
Per sperimentare concretamente gli effetti sociologici di un consimile scenario, dal 1° gennaio in Finlandia è stato introdotto un reddito di 560 euro, esentasse, a favore di 2000 disoccupati, percepibile anche in caso di reperimento di un impiego o avvio di un’attività produttiva (tra le tante fonti reperibili in rete, http://www.wallstreetitalia.com/reddito-di-cittadinanza-come-va-lesperimento-in-finlandia/ ).
Imho il problema è complesso, ed implica controintuitive possibile tendenze economiche (ad esempio, il possibile “rientro” nei Paesi di origine - occidentali -delle industrie ora de-localizzate in Cina o nelle nazioni dell’est, una volta che la manodopera sia soppiantata da robot che rendano antieconomica la produzione all’estero dei beni, fatto che creerebbe grandi sacche di disoccupazione in quei Paesi, ed aumenterebbe la ricchezza - il PIL - delle nazioni occidentali, senza però accrescerne significativamente l’occupazione).

Io però ho paura di un altro effetto.
Poiché da quando il mondo é mondo, c’é sempre qualche potente che vuole dominare gli altri… potremo venire schiavizzati da un esercito di robot soldati? O verremo sorpassati dalla “singolarità vingeana”?
Bella scommessa.

http://thefielder.net/23/02/2017/lo-tassavano-jeeg-robot/