L'STS-133 spacewalker Tim Kopra ferito in un incidente stradale

Io mi sento un po’ cattivello… ma c’era il bisogno di andare in bici? Non che sia uno sport pericoloso, ma sicuramente introduce qualche variabile in più di pericolosità rispetto a una corsetta di allenamento. Con la missione alle porte, l’EVA e la consapevolezza della mancanza di equipaggio di backup (per non parlare di uno degli ultimi voli dello Space Shuttle e l’incognita del futuro) mi sarei sentito di sconsigliare vivamente la pratica di qualsiasi sport se non strettamente necessario alla forma fisica prima del volo. Non che si debba vivere sotto una campana di vetro, per carità, però…

Comunque un grosso augurio per una ripresa rapidissima!

non credo che un ragionamento del genere sia ok.
certe cose bisogna accettare che succedano, fanno parte delle esternalità.
ragionando in questo modo se avessero lanciato il giorno che avrebbero dovuto lui non si sarebbe probabilmente rotto una gamba all’epoca.

ci si può far male (molto) anche rimanendo in casa (o semplicemente guidando la propria automobile).

Immagino che attraversare quasi giornalmente gli USA in T-38 sia un rischio maggiore.

Uhm… non ci metto la mano sul fuoco…

Immagino che attraversare quasi giornalmente gli USA in T-38 sia un rischio maggiore.
[/quote]

Sicuramente, ma spero che durante la preparazione della missione spaziale siano sospese queste missioni aeronautiche.

Il mio discorso si basa sul fatto che una missione spaziale ha un costo molto elevato sia in termini di dollari che di tempo di preparazione dei singoli astronauti. In questi casi, con la missione che si avvicina sempre di più, mi sarei sentito di sconsigliare attività extra (posticipabili senza problemi al rientro della missione) che possano introdurre una serie di variabili che possono pregiudicare in qualche modo la riuscita al 100% della missione. Il tutto condito dal fatto che è il penultimo lancio e che non c’è nessuno che lo possa sostituire. Poi, sicuramente, questo ragionamento è dettato dal fatto che al suo posto avrei fatto una vita ascetica e reclusa prima del lancio per evitare di essere lasciato a terra… ma io sono un appassionato di astronautica che farebbe carte false per andare in orbita!

La frequenza dei voli in T-38 di un equipaggio assegnato a una missione aumenta, non diminuisce.

La frequenza dei voli in T-38 di un equipaggio assegnato a una missione aumenta, non diminuisce.
[/quote]

Quindi è funzionale alla missione?

Quindi è funzionale alla missione?
[/quote]
La frequenza dei voli aumenta principalmente perché il T-38 viene usato come mezzo di trasporto veloce. L’assegnazione a una missione richiede di visitare frequentemente centri NASA sparsi per il paese. Per gli astronauti con ruoli di pilotaggio, inoltre, il volo tiene in esercizio le capacità richieste per la missione.

Nel suo libro “I ragazzi della Luna” Walter Cunningham scrive che per fortuna avevano i T38, altrimenti non avrebbero potuto mai più riuscire a raggiungere tutti i vari centri di addestramento né le varie basi in tempi decenti. Inoltre scrive proprio che durante il prevolo di Apollo 7 si facevano traquillamente 4-5 viaggi Houston - Kennedy Space Center alla settimana. Anche nel film “Apollo 13” si vede Jim Lovell - Tom Hanks prendere l’aereo per andare da Houston (dove si addestrava) al Kennedy.

Sì però quello di Emmett era tutt’altro che rozzo :slight_smile:

Mah, mi sembra un ragionamento un po’ empirico che non mi trova d’accordo.

:stuck_out_tongue: 'mazza Riky, mica sono tutti grafici come te! Comunque si è capito cosa intendevo … :ok_hand: :wink:

Non è solo una questione di arrivare “guarito” per il 24 febbraio. Kopra salterebbe comunque tutto l’addestramento da qui al lancio. Se veramente si è fratturato l’anca per lui l’avventura space shuttle è finita. Ovviamente sarei anch’io lieto di sbagliarmi e vederlo volare.

E alla fine, Kopra è stato sostituito.
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=14730.0

Il fatto è che non si limitano semplicemente a girare da una parte all’altra degli usa con quel giocattolino bianco. A leggere Mullane direi che fanno cosucce ben più pericolose…

Comunque in bici ci andava per tenere in forma il fisico, quindi estremizzando si può dire che faccia parte del training: c’è chi fa jogging, e chi va in bici, e anche correndo ci si può rompere una caviglia…

O essere aggrediti da un alligatore, sempre dal racconto di Mullane.

…e come si chiama quel libro? Non ricordo bene…Rinding qualcosa mi pare…

:stuck_out_tongue_winking_eye: