Meglio essere chiari

Istruzioni per l’aggancio dello Space Shuttle al Boeing 747. “Black side down”… a scanso di equivoci.

5 Mi Piace

Ma anche agganciare l’orbiter li, perché, che altro avrebbero potuto agganciarci: Buran?
Ma non è una foto taroccata, vero?

No no, originalissima.
D’altronde siamo nel paese del “Caution:hot!” sui bicchieri di caffè di Starbucks.

Eccone altre


Anche Buran aveva in “nero” posizionato li

Tipico eccesso da istruzioni americano, in cui la parte riferita al nero (scudo termico) dello Shuttle potrebbe anche essere humor (in)volontario.

Tipo questo (fonte NASA):

image

Oppure le famose “conigliette” di Playboy infilate tra le pagine della EVA Checklist di Apollo 12.

Vicenda raccontata per intero qui:

Avevo capito che le conigliette erano a colori, non fotocopiate… fa lo stesso.
Però notavo il disegnino a sinistra, era originale o aggiunto dopo? Con l’astronauta che sembra voler martellare il suo compagno.

Le playmates erano state fotocopiate b/n dagli originali (anche perché credo che all’epoca non fosse ancora possibile fare fotocopie a colori) e poi incollate al retro di ogni pagina della checklist.

Per quanto riguarda le vignette a mano (come spiegato nel link che ho postato) sono realizzati di nascosto da Ernie Reyes, il direttore delle operazioni pre-volo della missione.

Comunque, giusto per rimanere in tema humor il sottoscritto (30 anni fa sigh!) propose insieme ad altri italiani, seguente acronimo per un satellite che stavamo studiando:

Chemical Analysis Zenith Zone Observer SATellite

Per un pelo qualcuno (italiano) non se ne accorse prima che finisse nelle stampe dei documenti ufficiali.

2 Mi Piace

ah ah! Notevole!

A proposito di strumentazione con un collega proponemmo un innovativo telescopio submillimetrico dal nome “Far-Infrared AStrophyisical and Cosmological Observatory”.

La proposal, ma guarda un po’, non ebbe successo…

(Tra quelli invece accettati c’è il tiratissimo-per-i-capelli Balloon-Borne Radiometers for Sky Polarization Observations, o BaR-SPOrT, finanziato in parte dall’ASI).

1 Mi Piace

Il mio primo progetto all’allora MARS Center si chiamava (davvero) CIRO - Cassetto Italiano Riutilizzabile in Orbita.

Era il simulacro di un Drawer Rack da 4PU con capacità di essere riconfigurato (in maniera modulare) per ospitare payload di volta in volta diversi.

ho sempre pensato ad un concorso per il migliore acronimo di strumento scientifico… potremmo votarlo qui, forse? :laughing: