MISSILE NERVA

Non stò qui a raccontarvi tutta la storia del missile in questione, dato che su questo forum già qualcuno l’ha raccontata in modo davvero superbo.
Saltando la fase storica, passiamo subito al resto.
Da sempre questo missile mi ha affascinato per le sue dimesioni davvero notevoli e per il fatto che, nell’era dell’APOLLO, se ci fossero stati i finanziamenti necessari e meno problemi vari, con l’utilizzo del missile SATURN 5, avremmo visto il suo trasporto e relativo montaggio in orbita terrestre.
Il lavoro per la realizzazione di tale modello è iniziata ormai da anni , tra ricerche e vari problemi che a volte sembravano insuperabili ;pensa e ripensa, prova e riprova, sono finalmente giunto ad un buon pto del mio lavoro.
Il problema basilare è stato quello di recuperare dei tubi di adeguato diametro che soddisfassero le mie esigenze e che facilitassero notevolmente il mio lavoro.
Dopo varie ricerche la mia scelta cadde sul plexiglass, ottimo sia come materiale che come misure , l’unico problema il costo un poco eccessivo.
Recuperati i tubi e fatti tagliare alle misure giuste, ho proseguito il mio lavoro con la realizzazione della zona motori e della parte superiore dei due booster laterali.
Per la parte inferiore ho preso un cilindretto di resina e con molta pazienza l’ho tornito fino ad ottenere il pezzo desiderato.
Da qui ho proceduto con la realizzazione dei vari dettagli e l’aggiunta dei 4 serbatoi sfrici presenti .

Altre foto del pezzo in questione.
Dal pezzo completato ho poi realizzato uno stampo in gomma siliconica per riprodurlo per la quantità necessaria.
Il pezzo completamente in resina è quello ottenuto con l’ausilio dello stampo in gomma siliconica.

Questa sembra una vera “chicca” modellistica.
Quindi autocostruzione totale? Che configurazione finale pensi di dargli, un ipotetico vettore completo?

Senza alcun dubbio ,autocostruzione totale! Per la maestosità del soggetto, configurazione completa in attesa di partire dall’orbita terrestre alla volta di Marte.
Il modello è in scala 1/144, la mia preferita x i missili, e alla fine avrà un’altezza di circa 105 centimetri.

per la parte superiore dei due booster, identico tipo di lavoro e di dettaglio.
Ho preso un cilindretto di resina e lavorandolo al tornio ho ottenuto il pezzo desiderato; la fase successiva è stata quella di dettagliarlo nel possibile tenendo come riferimento le parti interne del primo stadio del SATURN 5, questo perchè il vettore avrebbe avuto le medesime dimensioni del corpo centrale del SATURN ed ho quindi ipotizzabile un utilizzo di parti già esistenti o comunque testate in “campo”.
A lavoro ultimato, dato che necesitavano più copie del pezzo, ho provveduto a realizzare uno stampo e riprodurre il pezzo in resina.
Dalle foto si può evincere la differenza tra le due “versioni”.

Topopesto, inutile dire che non vediamo l’ora di vedere ultimata questa straordinaria realizzazione!!

Imagina l’attesa del sottoscritto che ci stà lavorando dal 2003!
Magari qualcuno riterrà il lavoro facile , ma vi posso assicurare che non è stato così; ho avuto molti problemi che ho potuto superare solo con l’acquisto di nuova strumentazione e con il “bagaglio” di esperienze.

Non me lo dire, ne so qualcosa.
Il plexiglas purtroppo è il prodotto più puro delle materie plastiche, derivato tra l’altro dal petrolio, e si paga caro.

Ma il Plexiglass non è troppo fragile?
Io tutte le volte che ho provato a lavorarlo ho avuto problemi, specialmente di scheggiature e rotture disastrose.

Non è certo fragile, anzi ti fa dannare!

Qualcosa del genere ?

Credo di essermi espresso male, intendevo dire che (almeno per le lastre che ho usato in passato) era molto facile scheggiarle e incrinarle. Ne ho buttate via tantissime tentando di tagliarle, sagomarle o forarle…

Se tagliato con lame e velocità non adatte lo si scheggia sicuramente, sia se in lastre o in tubi (molte volte vengono da me dei falegnami che hanno tentato di tagliarlo con le stesse lame utilizzate per il legno :smiley: )
E’ sempre consigliabile non creare mai angoli negativi netti ma leggermente arrotondati proprio per evitare che da lì parta un’incrinatura.
Se poi volete al 99% romperlo basta tentare di tagliarlo con un seghetto a mano oppure incollarlo con attak o passare i bordi tagliati con dell’alcool etc. etc.
Insomma, dato il costo, se non si conosce il materiale è meglio utilizzare qualcos’altro.

Se non sbaglio esistono varie qualità di plexiglas, o no ?

Dove si può trovare un libro o qualche opuscolo che parli in merito al plexiglass?

Bello il disegno postato, ma penso che si riferisca ad una versione ridotta ; quello che io stò costruendo è formasto da tre booster affiancati, alla base, e uno superiore posto sotto la parte abitativa.

Prendendo in prestito un disegno postato dal nostro Carmelo Pugliatti, vi mostro come sarà , a modello ultimato, il vettore in questione.

Con il completamento della fase costruttiva, per le parti superiori dei booster e quelle inferiori per i booster e il corpo centrale, ho iniziato la vera fase di montaggio.
Per prima cosa ho incollato delle striscioline di pvc ,nella parte interna dei tubi, per creare un appoggio per i pezzi torniti.
Le striscioline sono state incollate in modo che , i pezzi torniti, una volta posti in sede, risultino più alti di circa 1 millimetro rispetto alla parte terminale del tubo; questo spazio in più serve per la posa di un anello di cartaplastica utile a riprodurre l’anello che teneva imbullonato lo stadio del Nerva con l’ultimo stadio del missile Saturn 5.
Su tutto l’anello sono stati riprodotti una serie di fori , di adeguato diametro, atti a riprodurre le sedi delle varie bullonerie che tenevo uniti i due stadi del vettore .
Tale lavoro è stato fatto sia sulla parte inferiore che superiore dei due booster laterali.
Per quel che concerne il corpo centrale , invece, tale lavoro è stato fatto solo sulla parte inferiore.

Come si vede dalle tre foto postate precedentemente, ai serbatoi sferici , posti intorno alla zona motori, sono stati aggiunti i vari sostegni che avrebbero dovuto sostenere i serbatoi.
Tali sostegni sono stati realizzati con delle bacchette di acciaio molto sottile; pur se non sembra è stato un lavoro molto lungo e tedioso, dovuto alla posizione un poco scomoda e alla difficoltà nell’incollaggio.
Terminata questa fase, si è passati alla realizzazione delle zone corrugate.
Le zone in questione, sono state realizzate utilizzando una particolare cartaplastica reperita nei negozi di modellismo pi๠forniti.
Le misure ,x quel che riguarda l’altezza della corrugazione, sono state ricavate sia dai vari disegni, sia confrontate con quelle del 2° stadio del Saturn 5.
Realizzato il numero necessario di tali strisce corrugate, si è passati al loro incolaggio facendo uso di collante cianoacrilico; Tale corrugazione, nella realtà serve a rinforzare le zone sottoposte a maggior sollecitazione, nel modello hanno la sola funzione di delimitare i vari stadi del vettore.
Tali zone corrugate hanno interessato sia i due booster, sia il corpo centrale.

Urca che lavoro Topopesto!!
Una volta completato questo modello dovrebbe essere un autentico spettacolo…