MISSIONE APOLLO INTORNO A VENERE

Sul sito ROMANCE TO REALITY , possibile accedervi tramite il sito ninfinger.org, si parla di uno studio di missione per inviare un equipaggio in orbita intorno a Venere.
Qualcuno di voi (Carmelo) sà qualcosa di più a riguardo?
Ho letto quelle pochissime pagine presenti nel sito e sarei molto interessato ad approfondire in merito.

Che io sappia dovrebbe trattarsi di questo.Intorno al 1964 vi furono diverse dicussioni su come adattare l’hardware Apollo a missioni interplanetarie.Una proposta verteva sulla possibilità di trasformare il "LEM adapter (ossia la parte conica del III stadio del Saturno-5 in cui nelle missioni lunari era stoccato il LEM) in una ministazione spaziale capace di supportare per lunghi periodi un equipaggio di tre Astronauti.Tra le possibili applicazioni c’erano missioni orbitali verso Marte e Venere.L’Astronave sarebbe stata lanciata da una versione avanzata del Saturno-5,o da un razzo NOVA.Una volta in rotta per venere,l’Apollo avrebbe compiuto la consueta giravolta e si sarebbe agganciato alla mini stazione (ignoro se l’avrebbe semplicemente estratta dal III stadio,o se avrebbe continuato a portarsi dietro tutto lo stadio,magari come parte dell’astronave).Dopo aver orbitato intorno a Venere,l’Apollo sarebbe tornato verso la terra,ed infine sarebbe rientrato normalmente nell’atmosfera effettuando lo “Splashdown”. P.S. So che molti non sono d’accordo,ma in tutta sincerità a me sembra che l’Apollo avesse possibilità di adattamento ed evoluzione almeno pari alla capsula Gemini.Immaginate ad esempio un modulo orbitale,dotato di airlock e braccio meccanico ricavato dalla parte superiore del II stadio del Saturno 1B (quella che nell’ASTP conteneva il modulo di docking).

per il momento ti ringrazio!
Giusto per fare una nota di precisione, la parte conica che contiene il LEM si chiama SLA saturn lunar adaptator.

Anch’io avevo sentito parlare di questi progetti di Flyby sia marziano che venusiano. Non vorrei fare il rompiscatole ma la capsula Apollo in questi casi restava invariata (a parte, forse, lo scudo termico) ciò che veniva modificato era il terzo stadio del Saturno V (lui si che era flessibile! Pensate allo Skylab…) o meglio il suo SLA.

Sul fatto che il terzo stadio potesse restare attaccato o meno dipendeva dal fatto che lo studio in oggetto utilizzasse il NERVA oppure no.
A mio avviso sarebbe occorso comunque il NERVA, in primo luogo per ottenere una fase di accellerazione verso il pianeta (Marte o Venere che sia) e per ottenere una adeguata decellerazione al rientro a terra (in modo da non eccedere i limiti termici e strutturali dell’Apollo, per non parlare dell’equipaggio), in secondo luogo perché la presenza di un NERVA (in quanto reattore nucleare) avrebbe risolto gli inevitabili problemi di risorse energetiche durante il lancio, senza far ricorso a pannelli solari o a celle a combustibile.

Si,certo,la capsula Apollo restava invariata.Praticamente era il modulo di rientro della missione.Tuttavia è innegabile che anche l’Apollo come la Gemini si prestava a diverse riconfigurazioni,ed il SLA ( o il suo equivalente nel Saturno 1-B) era perfetto per contenere o essere trasformato in modulo di missione.Ho riflettuto molto sui cosidetti “programmi post apollo”. Le alternativa erano 1-Shuttle,stazione orbitale,stazione lunare,space tugs per l’orbita alta e la luna,space tug nucleare,missione su Marte. 2-come l’ipotesi precedente,meno la missione su Marte.3- fine del programma “manned” entro il 1975,poi soltanto sonde e robot. Richard Nixon scelse l’ultima opzione,e soltanto dopo si convinse ad accettare almeno lo Shuttle (dimezzato nei fondi e in “condominio” con i militari).A parte il mio giudizio assolutamente negativo sulla politica spaziale di Nixon ,non finirò mai di stupirmi perchè non si sia presentato (ed accettato) quello che sarebbe stato il programma più realistico:Shuttle interamente recuperabile (con sistema di eiezione cabina in caso di emergenza,ed ali dritte),Stazione orbitale,vettore per Payloads di grandi dimensioni (il saturno o uno Shuttle-B),Space tug per l’orbita alta.Il ritorno sulla luna e la spedizione su marte potevano essere rinviate agli anni 90,una volta stabilita una presenza permanente in orbita,ed un sistema di trasporto sicuro ed affidabile.Un altra alternativa avrebbe potuto essere continuare il programma AAP,con capsule Apollo block-III,moduli di servizio/cargo,e stazioni tipo Skylab,per tutti gli anni 70 ed 80,e nel frattempo sviluppare uno Shuttle totalmente riusabile e sicuro per gli anni 90-2000.

Anche io ritengo la politica di Nixon assolutamente inaccettabile, ma Nixon aveva altre mire per la testa che non lo Spazio: uscire dal Vietnam (senza che sembrasse una sconfitta), avvicinare la Cina per isolare l’URSS, ed utilizzare qualsiasi metodo per garantirsi la rielezione.
Quindi scelse l’alternativa meno costosa per non farsi rompere ulteriormente le scatole dai pezzi grossi della NASA (che all’epoca era ancora abbastanza potente da fare direttamente pressione su un presidente).

Piuttosto hai delle immagini dell’Apollo Block III??

Si certo,ne ho postate parecchie negli altri Thread.Il block-III comprende una serie di configurazioni a secondo del tipo di missione richiesta. Abbiamo una capsula Apollo modificata per portare da un minimo di quattro ad un massimo di sei persone e destinata come ferry per la stazione,un retropack al posto del modulo di servizio per le missioni in LEO,Un modulo cargo (ricavato dal vecchio modulo di servizio) per rifornire la stazione,L’Apollo block-IV (anni 80) era come il block-III ma con un importante differenza:la capsula avrebbe dovuto essere riutilizzabile,e possibilmente rientrare a terra con un paraglider (concetto ripreso nell’OSP della Boeing,versione balistica).

Avevo visto talvolta immagini di queste due versioni, ma le ritenevo semplici estrapolazioni concettuali, non sapevo che fossero vere e proprie evoluzioni del Block II (ne terrò conto per le prossime lezioni all’università).

Sono sempre più stupito nel notare che la NASA non è più nemmeno capace di copiarsi, per il CEV sono andati sostanzialmente a ripescare l’originale Block II (un minimo modificato) senza tenere in conto questi altri interessanti sviluppi.

Bah, archipeppe, la mia impressione, magari sbagliata, è che questa volta la NASA si muova con una strategia di assoluta sicurezza: partono da un design progettuale di massima conservazione delle esperienze reali di volo già acquisite in passato.
Mi pare che il CEV venga portato avanti con un approccio del tipo “evitiamo al massimo configurazioni che ci obblighino a sperimentare troppo, alle volte caschiamo in qualche errore o malfunzionamento che ci costerebbe TROPPO caro”.
Non parlo di LOC (Loss of Crew), ma anche di problemi alla capsula che diano fiato alle trombe detrattrici di tutti gli altri settori dell’economia USA che si contendono con la NASA una fetta del budget federale.

Insomma, hanno una paura fta di sbagliare.

Converrai che in tutti i vari posts girati sui forum riguardanti la capsula Apollo, vi sono state valutazioni (magari non la tua) sulla possibilità di far evolvere il design dell’Apollo block II in qualcosa di più avanzato con relativa facilità.

E allora ecco gli ingegneri NASA partire da qualcosa di concretamente già sperimentato, ma sono certo che gli stessi non ne stiano sottostimando le possibilità di evoluzione.

La presentazione dei design da parte dei due consorzi in lizza per l’appalto sarà un momento fondamentale, a mio parere, per giudicare la bontà del progetto CEV in generale, ed ancor più nel dettaglio delle sue possibilità innovative future.

Converrai che in tutti i vari posts girati sui forum riguardanti la capsula Apollo, vi sono state valutazioni (magari non la tua) sulla possibilità di far evolvere il design dell'Apollo block II in qualcosa di più avanzato con relativa facilità.
Si,vi erano parecchi progetti in merito,e se ne trova eco,tra l'altro,in "Apollo the lost and forgotten missions",un libro che consiglio a tutti. Dobbiamo considerare che il Block-III non era soltanto un Block-II con qualche cuccetta in più.Il Modulo di comando era modificato in modo da portare più Payload.il block III poteva essere usato nelle missioni lunari avanzate per trasportare quattro astronauti anzichè tre,cosi che mentre comandante e pilota del LEM erano sulla luna per quattordici giorni (supportati dal LEM shelter precedentemente lanciato) i due CMP potevano agganciarsi al lunarlab (versione dello Skylab in orbita lunare),compiendo rilevazioni ed esperimenti,ma sopratutto poteva servire i laboratori orbitali Saturn-V derived.Con un semplice retropack (più economico del modulo di servizio) avrebbero fatto da ferry per il laboratorio,trasportando da tre a sei uomini di equipaggio.Accoppiato ad un modulo di servizio-cargo avrebbe consentito il rifornimento della stazione.Il passo successivo al Block-III era un modulo di comando riutilizzabile,ed un razzo vettore (Saturno 1-B o Titan III-C) parzialmente riusabile.Dobbiamo tener presente che tutti questi progetti sono anteriori al 1969.Dopo questa data,anche i programmi più ottimistici (vedi quello di Von Braun)contemplano l'uso dello Shuttle,e di Space tugs per la luna.Il modulo di comando rimane come capsula di salvataggio per la stazione.Non c'è stato un "partito dell'Apollo block-III contro un "partito dello Shuttle",ma semplicemente il passaggio da una concezione ad un altra forse di maggior respiro.Che questa sia stata poi azzoppata e mutilata è un altro discorso.

Dallo studio di fattibilità scacicabile in formato pdf da quì
http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19790072165_1979072165.pdf
vi riporto l’Abstract e l’introduzione del report:

This study is one of several being conducted at Bellcomm and in Manned Space Flight whose purpose is to give guidance to the Apollo Applications Program's technical objectives by focusing on a longer range goal. The assumed mission in this case is a three-man flyby of Venus launched in November, 1973 on a single standard Saturn V. The selected flight configuration includes a Command and Service Module similar in some respects to Apollo, an Environmental Support Module which occupies the adapter area and a spent S-IVB stage which is utilized for habitable volume and structural support of a solar cell electrical power system. The total injected weight, 106,775 ibs., is within the capability of a single Saturn V of the early 1970's. The study is focused on the selection of subsystem technologies appropriate to long duration flight. The conclusions are reported in terms of the technical characteristics to be achieved as part of the Apollo Applications Program's long duration objectives.

This study is one of several being conducted at Bellcomm to define and evaluate an Apollo Applications (AAP) objective of extended duration manned space flight. The other studies range from longer duration Mars flyby and landing missions to shorter duration extensions of available Apollo systems.
The Venus Flyby Study is focused on mission and configuration near the midpoint of this spectrum involving men and systems for about one year in space. Concurrent with this study, the Joint Action Group of Manned Space Flight is conducting a thorough analysis of the requirements for manned Mars/Venus flyby. This study chose to focus on Venus flyby because, as a future mission, it
appeared closer in both time and scope to the Apollo program; and, therefore, it was judged that a more direct impact could be felt by the AAP.
This study is evolved from a previous and much briefer analysis of effects of a future planetary flyby mission on AAP objectives (Reference i). It covered a wide
range of uses to which the Saturn-Apollo systems could be put in order to prepare for future planetary exploration.
A key use, and one within the purview of AAP, was to develop the technology for sustaining men in space for up to two years. In translating that requirement to suitable flight missions, a rough cut was taken at a possible configuration.
The flight vehicle had three major units: a CSM (Command and Service Module), an ESM (Environmental Support Module) and an S-IVB/IU spent stage. A preliminary estimate was that they would weigh 35,000 ibs., 30,000 ibs. and 40,000 ibs., respectively.
The CSM retained the functions of guidance and control, communications, reaction control, earth landing, propulsion, electrical power for launch and landing only and environmental control to support these CSM functions. The ESM had the functions of long duration life support, major environmental control and major experiments. The S-IVB/IU had the large volume living space, minor experiment support and the long duration electrical power through solar cells mounted on the SLA panels. With this previous study as background and with
additional objectives of limiting the scope of the current work and of avoiding unnecessary duplication, the following guidelines were adopted:

• The mission and system are constrained by the performance of a standard Saturn V and the external configuration of Apollo.
• A new module (ESM), to be carried in or to replace the LEM adapter, will be required to support the extended duration mission function.
• A modified CSM will be required to support early aborts, final entry and landing and other functions to be determined.
• The spent S-IVB stage will be considered for its contribution to the mission

The mission and system analysis is focused on a three-man flyby of Venus launched in 1973.
It is clearly not the intent of this study to recommend that NASA undertake a Venus flyby mission in 1973 or at any time; but it is the intent to show that such a mission is feasible under the above ground rules and, therefore, provides a reasonable basis for choosing long duration system characteristics.
The sections which follow cover the analyses in the order in which they were accomplished. Section 2.0 derives the system requirements for long duration flight from a detailed analysis of a three-man Venus flyby mission• On the basis of these requirements, Section 3.0 examines the technology available or forecast in the several subsystem areas, chooses the better subsystem configurations and synthesizes from them a one-year space vehicle.
This is the central portion of the study and the part that is most applicable to AAP technical evaluations. Section 4.0 summarizes the results and conclusions in terms of AAP long duration technical recommendations.
In this brief survey it was necessary to draw heavily on the previous in-house a_d contracted studies of planetary and earth orbital systems which have been conducted over the past five years. Although this was done as critically as time allowed, it should be recognized that the accuracy of weight and performance data rests upon a rather uneven base of a variety of studies. The references are listed at the end of the report.

Immagine:

Dal documento trovato da Spacewalker, è interessante leggere che sia la capsula Apollo, sia ESm sarebbero stati rivestiti esternamente di pannelli solari, per il fabisogno della missione.
Come sarebbero stati protetti al momento del lancio del SATURN 5?
Qualcuno di voi non sà se esiste in giro un disegno del SATURN 5 che sarebbe stato utilizzato in questa missione?

P.S. So che molti non sono d'accordo,ma in tutta sincerità a me sembra che l'Apollo avesse possibilità di adattamento ed evoluzione almeno pari alla capsula Gemini.Immaginate ad esempio un modulo orbitale,dotato di airlock e braccio meccanico ricavato dalla parte superiore del II stadio del Saturno 1B (quella che nell'ASTP conteneva il modulo di docking).

La tua idea mi trova d’accordo.
Vedremo, se il CEV andrò in porto. Non dovrebbero mancare nel tempo le occasioni di vedere realizzate alcune vie progettuali per aumentare ed evolvere le capacità della nuova capsula.

Dal documento trovato da Spacewalker, è interessante leggere che sia la capsula Apollo, sia ESm sarebbero stati rivestiti esternamente di pannelli solari, per il fabisogno della missione. Come sarebbero stati protetti al momento del lancio del SATURN 5? Qualcuno di voi non sà se esiste in giro un disegno del SATURN 5 che sarebbe stato utilizzato in questa missione?
Ritengo che sarebbero stati protetti con una "camiciatura" esterna al modulo di comando,due valve da sganciare non appena giunti in orbita.Per quanto riguarda il vettore,credo si tratti di un Saturno-V standard.Consideriamo che non erano previste versioni implementate del Saturno per il 1973.

Digitando su wikipedia la seguente frase: Manned_Venus_flyby ho trovato un interessantissimo documento riguardante la missione umana intorno a Venere.
Rispetto a quello scritto da noi sul forum, non si accenna a modificare il motore del terzo stadio del Saturn 5, ma si utilizza tutto così come in origine x le missioni Apollo.
Logicamente, il 3° stadio subisce delle modifiche x le esigenze di missione ma x il resto quasi tutto rimane uguale.
Riguardo le capsule Apollo , invece, dopo le prime prove utilizzando la capsula standard, si passa alla Block IV.
All’articolo c’è allegato un solo disegno già inserito precedentemente da Spacewalker.

Molto è stato progettato o proposto la missione a Venus con Apollo

La maggior parte di loro erano fly-by per la missione del Marte
come EMPIRE

Conosco dettagliatamente 1 Libro 2 pdf

1 dal libro Harry o .Ruppe
die Genzenlose Dimension Raumfahrt Band 2
isbn- 3 430 17849 5 page 216-220
Study from beginn 1960
mission 12 aug 1970-17 aug 1971
mission time 370 day

mission Hardware
Apollo CM con l’adattatore in esso:
Carbonile di Radiaton (pareti verso l’esterno i Carri armati dell’acqua ed i sacchetti dell’urina!)

Missione Equitment, razzo di Retro, rifornimento e due SNAP-2 (6kw)
Habitat per un totale dei 3 atronauti
45 tonnellate

Un lancio di missione di 2 la Saturno V con la fase dell’astronave
di Venus/S-IV B
nel lancio 2 la Saturno V di orbita del parco con
Lox/Lh2 l’autocisterna Rendevous rifornisce di carburante della fase

del 12 un lancio agosto 1970 di una nave dei 2 Apollo Venus
discarge della fase vuota di S-IV B

un fly-by 1970 dei 12 dezember di due navi a 1.2 raggio del venere al
luogo di giorno.

il 17 agosto 1971
la squadra ottiene indietro nell’habitat dell’Apollo il CM Discarge e
lo spreco inforna il razzo di Retro
e terre su terra

  1. il PDF
    NASA Technical Memorandum TM X-52311
    Manned Venus Orbit Mission
    July 65
    http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19670017910_1967017910.pdf

Bellcomm Inc.
Manned Venus FLYBY
Febuary 1 1967
http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19790072165_1979072165.pdf

ROMANCE TO REALITY
was a good Space Webpage
Sad that Portree sold his Information know :x

Ti ringrazio ma dispongo già di questa documentazione.
Ho iniziato la “fase di studio” x la realizzazione del modello è quindi molto importante avere tutte le informazioni e i disegni disponibili.

Hmmm…Mi viene in mente una cosa.Disponendo dell’ORION e dell’ARES-V… perchè no! :wink:

Lungimirante… ci avevo già pensato anche io… 8) come anche un bel Marte in orbita…