Missione Dragonfly

Occhio che il vettore deve anche essere certificato per poter lanciare payload dotati di RTG.

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Se non sbaglio certificazione Categoria 3

A parte Falcon Heavy tutti i principali vettori sono categoria 3, ormai…
Volendo spaccare il capello i F9 B5 riutilizzati hanno alle spalle 8 lanci, ma non penso che per quando sarà appaltato il lancio sia un problema avere superato i 14 lanci.

Invece visto il numero di lanci annui previsto penso sia un numero difficile da raggiungere per i nuovi vettori “in uscita” nei prossimi anni.

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Trovate l’errore:

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Giove… Pure 2 volte scritto😅

Nuovo articolo di Luca Frigerio pubblicato su AstronautiNEWS.it

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un appunto: per due volte ci si riferisce a Titano come pianeta!

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Il comunicato di NASA parla di Titano definendolo fra gli altri termini usati, come “mondo”, quindi, viste le sue dimensioni, ho pensato che non sarebbe stata una forzatura definirlo anche “pianeta”, anche per variare un po’ la terminologia e non essere troppo ripetitivo.

Ad ogni modo ho corretto.
Grazie.

sisi avevo capito, usavi la parola pianeta come faceva Dante riferendosi al Sole.

vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogni calle

ma su un articolo scientifico del XXI secolo non si può fare! “Mondo” va bene, perché è generico. “Pianeta” no perché è una cosa ben precisa (oggi) e Titano non è un pianeta! :wink:

Non vi arrabbiate se faccio una “critica”? :wink:

Giusto ieri sera ho parlato con un amico che era PI di uno degli strumenti della Huygens. Gli ho chiesto se era contento del fatto che saremmo tornati su Titano, e lui mi ha risposto… di no!
A suo avviso, oltre al fatto di essere una missione molto rischiosa (un drone a 1 ora luce dalla Terra su un corpo di cui la topografia non e’ ben conosciuta…), l’atmosfera di Titano e’ gia’ ben conosciuta, quindi il ritorno scientifico non sara’ poi cosi’ importante.
Al contrario, la Caesar avrebbe portato indietro dei campioni della 67P, che avrebbero dato risposte fondamentali sulla nascita del sistema solare e della vita su Terra, oltre a permettere di studiare il come evolve una cometa. Insomma, il ritorno scientifico, a suo avviso, sarebbe stato molto maggiore.

Si. Ma nel loro piccolo, i sistemi di Saturno e Giove si possono paragonare a dei piccoli sistemi solari, quindi isolandosi da tutto “pianeta” possiamo passarlo.:grin:

Perfettamente normale che ci sia stato qualcuno che tifava per l’altra missione. Ovviamente aveva il suo perché anche lei, e per gli studiosi delle comete sarebbe stata prioritaria. Viceversa se lo chiediamo ad uno studioso di esopianeti ci potrebbe dire che abbiamo già abbastanza missioni dedicate alle comete e che, soprattutto dopo il successo di Huygens, la priorità assoluta è Titano.

Comunque anche se Dragonfly è dedicata all’atmorfera, fornirà una valanga di dati sulla geologia. Avere misurazioni fatte con uno stesso set di strumenti e fotografie scattate in differenti punti scelti a centinaia di metri di distanza sulla superficie e nella bassa atmosfera di un corpo celeste che non sia la Terra, permetterà molto probabilmente inattese scoperte. I quali avrebbero valore anche per interpretare i dati che si stanno raccogliendo sugli esopianeti e le esolune.

Inoltre aprirebbe la strada ad un nuovo tipo di sonde che (che a parte l’elicotterino di Mars 2020) ancora non esistono.

ma assolutamente no!! : )

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Un aspetto interessante di entrambe le proposte della NASA, Caesar e Dragonfly, è che proseguono il lavoro pionieristico iniziato dall’ESA. Vale la pensa di ricordarlo quando ci si interroga sul valore della ricerca spaziale europea.

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Io pero’ non riesco a non pensare che se l’ESA avesse avuto accesso a un RTG, Huygens sarebbe durato un pochino di piu’ della carica delle batterie. Grandissima missione ma e’ uno spreco, soprattutto perche’ se ne puo’ fare una ogni 20 anni e i tempi di transito sono lunghissimi. Pensate che differenza se avesse raccolto dati meteo e fatto foto per tutta la durata della missione Cassini. Ovviamente sottovaluto le difficolta’ e l’aumento di costi e massa per farlo gia’ all’epoca.

Scusate la mia ignoranza, ma perché ESA non può dotare di RTG le sonde?
Problema Europeo o altri tipi di accordi?
Forse, molto probabilmente, se ne discusso in altri 3D ma non ricordo. :blush:

A parte le considerazioni tecniche (Huygens era un piggyback di Cassini) in termini di massa, budget disponibile e così via, che condizionano ogni missione, ESA per scelta “politica” non usa tecnologie nucleari per la generazione di potenza.
Per questo, ad esempio, Rosetta si portava appresso due “ali” di pannelli solari da 17 metri di lunghezza per parte, per operare nello spazio profondo senza un RTG.

Ho trovato qrualcosa qui: ESA verso le lune gioviane con la missione JUICE

Grazie Marco

Il che è una zappa sui piedi per quanto riguarda i margini di massa…
Ahh questi tabu inutili sul nucleare.

Per quanto riguarda le produzioni di Pu- 238 (usato negli RTG) é derivato dal bombardamento e dal conseguente decadimento dell’ U-235, é abbastanza comune trovarlo negli impianti di produzione nucleare, e visto il numero di impianti presenti fra Francia, Inghilterra ecc… La materia prima non credo sia il problema.