Missione InSight

Interessante, non avevo mai visto un penetrometro trasportabile all’opera! Immagino però (da non esperto in materia eh…) che di campionamenti se ne debbano fare più di uno per poter dire qualcosa…

Certo, ed in funzione di cosa stai cercando, sia a diverse profondità che su punti diversi

I pannelli solari di InSight a distanza di 112 Sol:

Source: https://www.reddit.com/r/Mars/comments/b918nl/dust_settling_on_insight_sol_10_122/

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per come la vedo io non è tanto una mancanza di attenzione progettuale, quanto piuttosto l’accettabilità del fallimento del sistema.
Stupisce che non trattandosi di un payload secondario abbiano accettato un rischio molto rilevante. È stato scelto un sistema francamente con una energia piccolissima e pieno di punti deboli, personalmente lo valuto come un errore di chi ha deciso di accettarlo, questo sì, magari lo strumento in sé è stato progettato e realizzato nel migliore dei modi.

Strana immagine, non solo la polvere nei pannelli, anche le pietroline sul suolo sono aumentate visibilmente!

@Vespiacic Magari è solo cambiata esposizione e angolo di incidenza della luce che fa risaltare le pietre

Comunque, vorrei confrontarmi con voi sulla questione della sonda HP3 senza innescare nessun flame sulla progettazione dello strumento.

Magari faccio la figura del facile, ma vorrei capire alcune cose.

Ho una sonda che ha una suo senso se raggiunge un tot di profondità.
Ho un un braccio robotico che non è monouso.
Non prevedo la possibilità di ricollocare lo strumento nel caso in cui non raggiunga la specifica minima richiesta?

Ok 3 metri di minimo sono un bel po e vedendo come è stata fatta la sonda, non ci sono sistemi di riavvolgimento del cavo, e questa scelta può essere stata fatta per millemila motivi.

Ma sono sicuro che alcuni accorgimenti potevano essere presi per rendere una eventuale marcia indietro possibile. Almeno per un ostacolo che non fa fare nemmeno capolino alla talpa!

Poi per carità, faccio e corna anche io per HP3.
E ci tengo a precisare. Non voglio essere polemico aggratis, ma voglio capire il perché di una decisione one shot.

Prendete la mia discussione come tra amici davanti ad una birra… intervallate pure con qualche parolaccia! Diventa più informale! :rofl::rofl:

Nulla vieta che siano i due lati opposti della sonda visto con non ha specificato la fonte delle foto originali…

Sarebbe bello vedere un confronto dello stesso pannello solare prima e dopo con la stessa esposizione; dallo sfondo sembrano veramente due regioni diverse di Marte.

Aggiungete anche all’equazione che nella foto a destra il Sole è alto (come si nota dall’ombra sotto al pannello), mentre in quella di sinistra i raggi sono più radenti e questo enfatizza non di poco le asperità del terreno.

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per come è fatta la sonda è in sostanza impossibile riposizionarla. la talpa man mano che lavora affonda e viene ricoperta dalla stessa polvere che ha creato. In questo modo non si può estrarre. andrebbe prima tolto tutto il materiale sopra di essa. Per farlo servirebbe un sistema da un lato capace di asportare la polvere, dall’altro di non danneggiare il cavo di potenza e il cavo di segnale delle sonde.
A questo punto, tanto vale rivedere tutto il meccanismo di perforazione che non può più essere quello, ma con un altro sistema di perforazione non va più bene l’annegamento progressivo del cavo sonda…in pratica un’altro strumento.

Sicuramente si sarebbe potuta prevedere la possibilità di ricollocare l’intero strumento usando l’apposito braccio, però questa possibilità sarebbe stata realisticamente utile solo in un numero limitato di scenari ed avrebbe implicato diverse modifiche sostanziali al design, ad esempio (scrivo per la mia grossolana comprensione dello strumento):

  1. Il cavo/nastro che collega la talpa avrebbe dovuto essere riavvolgibile, richiedendo un design diverso sia per il sistema di svolgimento sia per i sensori ad esso collegati (ad es. quelli di profondità, che misurano di fatto la lunghezza di cavo srotolato).
  2. Il suddetto nastro dovrebbe essere stato progettato per poter esercitare trazione sulla talpa a percussione, sia per poterne sollevare il peso (cosa non richiesta nell’uso nominale), sia per poterla estrarre dal terreno in modo attivo - in questo caso necessitando anche di un argano attivo.

Non sono complicazioni da poco, rispetto al design attuale…evidentemente è stata fatta una valutazione costo/benefici rispetto agli obiettivi della missione.

@arkanoid al momento la talpa non è penetrata completamente nel terreno, infatti uno dei problemi è proprio che in buona parte si trova ancora all’interno del telaio di HP3, quindi non può essere orientata per aggirare l’ostacolo. In questo caso sollevando lo strumento non bisognerebbe estrarre materiale, ma è senz’altro vero che la sonda eserciterebbe una discreta trazione sul nastro…

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Se volete fare i compiti per casa (io non l’ho ancora fatto) si può cercare dettagli su questo PDF linkato da Wikipedia, oppure sull’articolo postato più in su da Raffaele.

Non so cosa abbia trattenuto il penetratore nel supporto quando hanno posizionato lo strumento. La cosa più semplice è che ci siano dei freni fissi che oppongono una certa resistenza alla discesa. Il meccanismo di “martellamento” basterebbe a farla scendere.

La marcia indietro (martellare in su) non sembra possibile per come è costruito il meccanismo (vedi PDF).

Se è giusta la supposizione dei freni, dovrebbe essere forse possibile sollevare lo strumento con la talpa attaccata (come riportato nel lungo articolo postato sopra). E poi, come farla ripartire visto che non si può far rientrare il cilindro nel supporto? Forse, dico forse, si potrebbe far tenere sospeso lo strumento al braccio robotico, con la punta del penetratore appoggiata al suolo e farlo iniziare a martellare. In teoria il baricentro dovrebbe essere lo stesso anche con la talpa in parte fuoriuscita, quindi dovrebbe penzolare perpendicolare al terreno come durante il primo posizionamento ma ovviamente, anche se fosse possibile, sarebbe una cosa molto poco ortodossa. Non so se si trovano dettagli tecnici per speculare più di così, in alternativa dovremo aspettare altre notizie.

Per come la vedo io è inverosimile recuperarla, in base a quello che ho capito di come è costruita. Il guaio è che anche il sismografo verrà influenzato da questo fallimento.
Forse ha senso usare il sismografo per un po’, raccogliere dati sufficienti, e rischiare in seguito un fallimento totale provando a riposizionare la talpa.
Rischiare ora di compromettere tutto è poco saggio

No dai le parolacce no :angel:

Come discutevamo offline, mi dai l’occasione di spiegare bene il problema fondamentale che come moderatori del forum cerchiamo di risolvere in questo tipo di discussoni.

Quel che cerchiamo di promuovere è la consapevolezza che nessun progetto spaziale è semplice, e che quindi il “basterebbe che” o il “sarebbe bastato che” spesso ignorano che certe cose che sembrano controintuitive, al 99.5% sono frutto di compromessi, di specifiche assunzioni, di limiti di budget.

Poi certamente resta uno 0.5% dove il fattore umano pesa, come ad esempio quando si fanno errori di progettazione che la realta’ ti sbatte in faccia, o di calcolo come quando si usarono miglia al posto dei km, e diventano casi eclatanti che poi si trasformano in “lessons learnt” per i successivi progetti.

Per questo quando sembra che le discussioni partano per la tangente del “sarebbe bastato che” intervengo/interveniamo a rimettere in carreggiata le cose.

Questo non esclude che al prossimo test di una “talpa” simile a questa non si decida di usare qualche meccanismo piu’ complicato che per questa volta proprio non sono riusciti a mettere a bordo.
Ad esempio, una talpa (magari multipla) a mulinello posta su un rover, che forse sarebbe il caso piu’ funzionale.

Buone discussioni!

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Esplosivi. In un microsecondo scavi il tunnel e ci infili la sonda termica. :smile:

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Perché il lavoro del sismometro dovrebbe essere compromesso?

ero rimasto, ma è passato un po’ da quando mi ero letto la pappetta, al fatto che il sismometro sfruttasse anche l’onda emessa dalla talpa ad ogni martellata.

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…e poi, non sono un geologo, ma credo sia possibile correlare microscosse sismiche con i flussi di calore nel sottosuolo. Se il terreno si espande e ritira coi cicli termici forse è possibile rilevarlo col sismografo.

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Esatto, ci avevo pensato anche io.

Oppure ancora piu’ semplice, prima sganci un impactor (come per altre missioni) poi fai visitare il cratere da un rover.

Pero’ mi rendo conto ad essermi adeguato alla discussione da bar con le birre, ovviamente anche le due cose di cui sopra, diversissime , non sarebbero per niente semplici e potrebbero fallire in ennemila modi.

Uno scavo aperto non è adeguato, bisogna piazzare la sonda termica con almeno 3 metri di suolo al di sopra per “eliminare” gli effetti meteorologici.
Quindi finché non ci inventiamo un sistema per fare carotaggi in giro per il sistema solare…