Missioni Apollo moderne

vi rimando al sondaggio postato precedentemente:
http://www.gallup.com/poll/3712/landing-man-moon-publics-view.aspx

Forty-three percent favor the Mars project today, while 54% now oppose it.

il sondaggio risale al 99, ma non mi aspetterei delle percentuali molto diverse oggi

Il Vietnam ha fatto molti danni. Non dimentichiamo però che mentre alla NASA fu lasciata carta bianca, si fà per dire, ma potè scegliersi il meglio del meglio, la guerra invece fu gestita con criteri prettamente politici, con i risultati che si sono visti, ma siccome Vietnam e Luna facevano parte di un unico disegno, si è finito, come si dice, a buttare via l’acqua con il bambino.
Certo che l’opinione pubblica era fredda nei confronti della Luna, sebbene la Fallaci nei suoi resoconti sembra dipingere un quadro opposto, perché la Luna era vista come una romantica conquista fine a sè stessa e ventilava ma non assicurava un futuro spaziale, che molti davano per scontato solo per partito preso.
Chiuso il Programma Apollo infatti la NASA s’inventò “l’industrializzazione” dello spazio per giustificare la navetta. Industrializzazione che non c’è stata per gli alti costi della navetta e perché tale industrializzazione doveva essere preceduta da una fase scientifica che si realizzerà in pieno solo grazie al MIR, ed è tutto dire, ed oggi con la ISS.

Come sostengo da tempo, occorre smuovere l’opinione pubblica mostrando i vantaggi dell’astronautica. Lo sò, sono un inguaribile romantico, ma l’opinione può essere influenzata.
Ci sono più persone in Italia informate sul 2012 che sulle possibilità che ci offre lo sfruttamento dello spazio “solo” come ambiente di lavoro e, oggi più che mai, come posti di lavoro. Non stò parlando di colonie spaziali, sono fanfaronate da SF al momento, ma laboratori automatici gestiti da Terra con il telelavoro dove si producono microprocessori o componentistica per l’elettronica, farmaci e quant’altro. Tutte cose che a noi servono già “oggi”, non nel prossimo millennio.
Ok, i costi dei voli spaziali sono proibitivi? Certo, ma la ricerca finanziata dai governi e sfruttata dall’industria privata dovrebbe alla fine portare i suoi frutti. Il nuovo programa COTs mi pare stia andando in questo senso e se và bene spalanca le porte all’industria privata, non solo quella aeronautica.

Poi, e chiudo, il passo che renderà l’astronautica più performante rispetto ad oggi è l’utilizzo dei nuovi materiali “fabbricabili” solo in regime di microgravità. Allora, tocca a noi smuovere l’opinione pubblica e la politica ci verrà dietro, dal momento che oggi i grandi principi della politica (comunismo, liberismo, per citarne due) sono ormai morti e sepolti e la politica viaggia solo sulla cresta dell’onda o sui interessi specifici.

A questo punto siamo molto OT.

Ambasciator non porta pena dice il proverbio… Ho appena letto su Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Space_exploration:
"Overall, the public remains largely supportive of both manned and unmanned space exploration. According to an Associated Press Poll conducted in July 2003, 71% of U.S. citizens agreed with the statement that the space program is “a good investment”, compared to 21% who did not.[31] fonte: ^ “Origin of Human Life – USA Today/Gallup Poll”. Pollingreport.com. June 1–3, 2007. Retrieved 2007-08-05.

Onestamente, è almeno un quarto di secolo che (personalmente) sento parlare di “fabbriche nello spazio” e le devo ancora vedere…

Lo Spazio, l’ambiente circumterrestre e l’ambiente microgravitazionale rappresentano senz’altro una meravigliosa opportunità di ricerca ed esplorazione e finanche di migliorare alcuni processi utilizzati qui sulla Terra, ma ritengo che le cosidette “fabbriche spaziali” se e quando siano ancora mooooolto aldilà da venire, semplicemente perché ad oggi (nonostante quanto affermato in passato) non esistono materiali o lavorazioni tali da richiedere un ambiente microgravitazionale e ne ci sono aziende disposte ad investire (massivamente) su di una cosa più aleatoria, guarda al limite sono disposto a credere di più agli alberghi spaziali che non alle fabbriche spaziali.

La “fabbrichetta” roba da bauscia, lo spazio di oggi (ed anche quello di domani) sarà sempre appannaggio delle agenzie spaziali nazionali e sovranazionali, coadiuvate da una massiccia dose di privati ma come “fornitori di servizi” piuttosto che “produttori”.
Il futuro dello Spazio?
E’ senz’altro “terziario” (a mio personalissimo e modesto avviso).

Prendo atto che oggi il programma spaziale gode delle stesse condizioni favorevoli degli anni 60.
Sono già davanti alla TV in attesa di gustarmi il prossimo,imminente sbarco lunare.

Archipeppe, se ne parla appunto, ma se ne parla e basta.
Se vogliamo spalancare le porte dello spazio dobbiamo per forza utilizzare lo spazio come fonte e come ambiente di lavoro, perché qui da noi la chiave non c’è. La devi fabbricare e qui non ci sono i mezzi per farlo. Oggi non siamo ancora in grado di aprire la porta e passiamo dalla porticina del gatto. Ma non posso pensare che volete continuare a passare SOLO dalla porticina del gatto.
E non mi si dica, come certi “complottisti”, che è come le energie alternative: le sette sorelle aspettano che finisca il petrolio per mettere fuori le nuove energie. Quindi oggi non si investe in nuovi mezzi spaziali per cercare SOLO di sfruttare il più possibile quelli attuali.
Mi sembra di percepire un certo abbrivio. Ok, che il “mercato” è freddo, ma lo si può sempre riscaldare e noi possiamo farlo.

Vorrei ricordare che Von Braun ci mise la faccia a suo tempo mentre faceva il giro degli industriali, dei politici e di quant’altro nell favorire l’impresa lunare.

Si, ci vorrebbe un nuovo Von Braun.

No, ci vorrebbe un D.D. Harriman…