Modellismo: Polikarpov I-16

Quando apparve, nel 1933, questo piccolo monoplano era una vera meraviglia. Metallico, con il carrello retrattile, veloce. Un prodotto davvero all’avanguardia. Nel suo impiego operativo, soprattutto nella guerra civile spagnola e nel conflitto nippo-sovietico, ebbe alterne fortune, dovute soprattutto all’estrema difficoltà di pilotaggio ed alle rigide regole d’ingaggio sovietiche. Ormai irrimediabilmente obsoleto, sopportò comunque i primi mesi dell’invasione nazista, con perdite altissime.
Si tratta dell’antichissimo (anni 60) kit della Revell in 1:72. Ho completamente autocostruito gli interni ed il vano motore, solo con materiale di recupero e plasticard, basandomi sulla notevole documentazione fotografica in mio possesso. Confesso che mi sono divertito.

Salute e Latinum per tutti !

Mi è sempre sembrato un po’ tozzo e curioso.

Qual era il problema delle regole di ingaggio sovietiche?

Paolo Amoroso

Ecco, quale era il problema? Rispetto delle quote dei piani quinquennali di abbattimenti?
Eppoi, cosa c’e’ scritto in fiancata?
Comunque, molto apprezzabile.

Aereo sempre interessante, una vera pietra miliare della lenta evoluzione dell’aeronautica tra le due guerre!
Io da qualche parte ho una scatola (non mi ricordo la marca ma mi sembra ceca) con l’accoppiata I-16 e I-15 (biplano).
Un altro limite che condizionò l’efficacia di questo innovativo monoplano già nella metà degli anni '30 era l’iandeguatezza dell’armamento, limitato a due-quattro mitragliatrici da 7,62 (praticamente lo stesso dei caccia della Grande Guerra), quando ormai i nostri CR-32 portavano due armi da 12,7.
Del modello di Stefano ho apprezzato molto il cockpit e il motore esposto.

P.S.: se capisco bene sulla fiancata deve esserci scritto" “per l’URSS!”, un motto patriottico.

Bellissimo diorama, come sempre oramai.

Davvero il Polikarpov I-16 ha rappresentato un modello assoluto nell’epoca in cui apparve. Pensate che i primi prototipi avevano anche il tettuccio chiuso (apribile grazie ad un sistema di molle e pulegge) ed un primitivo puntatore a cannocchiale, poi rimasto sui modelli di serie. I piloti da caccia sovietici però, come quelli italiani, prediligevano l’abitacolo scoperto scelta incomprensibile se si pensa al gelo dell’inverno russo…

Pensate che i vari Bf 109 e Spitfire nacquero praticamente in risposta al piccolo Polikarpov. Eppure il “rata” (topo) come era chiamato dagli spagnoli pagò cara la sua formula monoplana e lo scarso armamento. Il confronto con il CR 32 era impari, tanto da indurre la Regia Aeronautica a ritenere ancora valida ed attuale la formula biplana con l’esito disastroso di avere ben 1.300 biplani CR 42 podotti durante la Seconda Guerra Mondiale, caccia inadeguati rispetto ai veloci monoplani con motore raffreddato ad acqua.