NASA Kilopower


#1

La NASA continua lo sviluppo di un reattore nucleare a fissione in grado di alimentare un habitat (ad esempio) marziano.
Il reattore è un progetto scalabile, con potenze di uscita da alcuni kW a centinaia di kW o forse MW.
Il reattore è molto compatto, alimentato a uranio arricchito, circondato da un riflettore di neutroni in berillio e moderato con una singola barra di carburo di boro. Il raffteddamento è tramite tubi di calore (heath pipes), che alimentano motori Stirling (forse sei), ognuno con un’uscita nell’ordine del centinaio di W.
Verrà testato sotto vuono nel deserto del Nevada.

Further info on https://www.nasa.gov/directorates/spacetech/feature/Powering_Up_NASA_Human_Reach_for_the_Red_Planet :slight_smile: c’è anche un filmato, piuttosto pubblicitario.

Sperando di vedere di nuovo la scritta

sul pannello di controllo di un veicolo spaziale :wink:


#2

Questa notizia riporta in auge l’annuncio di qualche tempo fa (parecchio) di Loockheed Martin per un reattore compatto/portatile.


#3

Mi sembra tutto ancora sperimentale, ma almeno la sperimentazione va avanti. Puntano a un TRL di 5.


#4

Lockheed voleva o quantomeno annunciava di voler sviluppare un reattore a fusione però, uno stellarator se non sbaglio.
La tecnologia per un reattore compatto e le sfide tecniche da affrontare per ottenerla possono senza dubbio portare a risultati e vantaggi importanti in altri campi, però essendo di natura molto pratico non posso fare a meno di domandarmi che senso abbia per la Nasa impegnarsi in questa sfida col budget risicato che ha.
Prima bisogna riuscire a portare sulla superficie qualcosa di più grosso di una tonnellata.


#5

A distanza di due mesi torna di attualità il progetto Kilopower.
Giovedì 18 gennaio alle h 18.00 ci sarà una conferenza stampa in merito. L’audio potrà essere seguito qui: https://www.nasa.gov/nasalive
I file multimediali che saranno usati si trovano qui: https://www.nasa.gov/directorates/spacetech/kilopower


#6

In seguito alla conferenza di ieri, un articolo di Space.com che spiega il funzionamento del Kilopower.
https://www.space.com/39413-small-nuclear-reactor-kilopower-mars-colony.html


#7

Un reattore nucleare che produrrebbe, nelle varie configurazioni, da 1.000W a 10.000W ?
Praticamente, come tre utenze domestiche.


#8

Tanta roba.


#9

Sì, è molto piccolo per qualunque standard. Il focus è sulla trasportabilità ed affidabilità, praticamente le uniche cose che si muovono sono il motore Stirling con relativo generatore (di cui non si parla) e la singola barra di controllo.
Tanto per dare un’idea delle necessità energetiche di un sistema complesso (e ovviamente difficile da paragonare) un Boeing 787 ha 4 generatori da 250 kVA, e quando alimentato da terra (in rampa) vuole due carrelli generatori da 90 kVA.


#10

urka, non credevo servisse tanto per tenere acceso il sistema di intrattenimento di bordo!

A parte le battute, un Megawatt di potenza a cosa gli serve??? tutti gli attuatori di bordo sono elettrici e non più ad olio?


#11

Esatto, per quello. Più la ridondanza multipla, ovviamente, e poi ci sono APU (credo 200 kW) e air ram turbine (qualche altra decina di kW).
Non volevo andare tanto OT, volevo solo dire che con 10 kW ci si fa poco, e che 4 reattori da 10 kW sono una cosa appena ragionevole se si deve anche far funzionare qualcosa che estragga O2 dalla CO2 e magari metano dalla medesima, e ne frattempo scaldi la casetta.


#12

A quanto pare i test sono andati a buon fine.

https://www.nasa.gov/press-release/demonstration-proves-nuclear-fission-system-can-provide-space-exploration-power


#13

Bene! A me piace questo pulsante rosso


scram.jpg


#14

Leggo solo ora, fantastico progetto nella sua scalabilità. ma… quale rendimento?
Sapevo che gli Stirling trasformano solo una piccolissima parte dell’energia, sono migliori nel passaggio meccanico -> termico

Quello che a casa faccio funzionare con un lumino ad alcool, qualcuno vuole alimentarlo ad uranio :fearful:


#15

Qui si baratta l’efficienza per l’affidabilità, Paolo. Se anche l’efficienza fosse del 10%, 10 kW elettrici per 100 kW termici, sarebbe già un successo.
Tra l’altro le foto sul sito NASA mi sembrano cambiate, non ricordo di averle viste prima:

Go nuclear! (su Luna e Marte, eh, sulla Terra, secondo me, meglio di no)


#16

Ma KRUSTY non è il pagliaccio dei Simpson?[emoji53]


#17

Gli Stirling sono usati su alcuni sottomarini, mi pare svedesi, e in alcuni progetti di energia solare …


#18

quando il caso dice la combinazione…


#19

Beh, mi sembra davvero una buonissima notizia, un ulteriore “tassello” per le future missioni lunari e marziane :clap:


#20

Credo sia corretto confrontare KiloPower con le alternative fino ad oggi disponibili.


L’RPS di Cassini (almeno 4 moduli mi pare) era in grado di produrre 120W per 14 anni, modulabile tra 100W e i 120W.
Per il Kilopower si parla di una potenza elettrica modulabile tra gli 1kW e 10kW.
Stando così le cose, il progresso mi sembra straordinario e spalanca davvero le porte ad una base lunare permanente.
Alcune ipotesi prevedevano comunque un avamposto in un cratere ricco di ghiaccio ai poli, le cui creste perennemente illuminate potrebbero ospitare pannelli rotanti.