NASA : un contratto per le prossime missioni interplanetarie

Si,ma a meno che non si tratti di un disegno totalmente di fantasia ( o solo indicativo per gli spazi interni) è ovvio che i moduli lunari non possono certo entrare o uscire dal portello dell’anello di docking.

Penso che i moduli da te citati vengano trasportati in altro modo e sicuramente non entreranno nel modulo in questione dato che trattasi di uno studiato per rimanere in orbita.

Per quel che concerne i disegni postati, penso che siano più che altro per mostrare eventuali allestimenti interni e che, comunque, rispettino appieno le dimensioni reali che avrà!

Uno degli utilizzi ipotizzati per questi moduli è quello di grandi hangar spaziali per effettuare manutenzioni per mezzi riutilizzabili in più missioni. Questi, che siano lander o capsule di trasferimento entrerebbero dal grosso airlock alla sinistra dell’immagine e andrebbero a collegarsi alla struttura principale per poi poter effettuare tutta la manutenzione necessaria, interna e esterna in ambiente pressurizzato…
Ovviamente è solo un’idea, ma lo scopo è questo.


Z32.jpg

Si,ci si domandava appunto quale fosse il punto di accesso per questi mezzi nell’airlock (e da questo all’hangar).
Ora,a meno che ( come potrebbe essere del tutto comprensibile) in questa fase questo punto di accesso non venga precisato,preferendo mostrare la disposizione interna dei mezzi nell’hangar, si ipotizzava che l’accesso nell’airlock avvenisse tramite l’apertura delle valve della sezione conica a sinistra.

Interessante assemblare un veicolo in assenza di gravità, senza l’impaccio delle tute spaziali.
Da una parte puoi arrivare da qualunque parte senza utilizzare ponteggi, gru, etc
Dall’altra devi stare aggrappato a qualcosa ogni volta che giri anche solo una vite.
Dovranno formare una nuova generazione di meccanici :smile:

Non ci vedrei niente di strano, questo è quello che succede normalmente sulla ISS.
Gli equipaggiamenti sensibili vengono molto spesso lanciati smontati e dentro imbottiture di gommapiuma, per via delle vibrazioni al lancio, e poi montati in orbita dagli astronauti. Questa è una delle cose in cui fa la differenza avere uomini nello spazio e non solo sistemi robotici…

Piuttosto credo che se questi hangar spaziali dovessero realizzarsi assisteremo probabilmente alla nascita di una nuova figura;
dopo “lo specialista di missione” e “lo specialista del carico utile”,avremo “il tecnico di missione”.
Ossia non un Astronauta addestrato a fare il tecnico,ma un vero e propio tecnico specialista nella manutenzione di questi veicoli addestrato come Astronauta e mandato su.
Sarà interessante.
Come interessantissimo tutto l’addestramento,in gran parte in piscina,senza tuta spaziale,ma in "shirtsleeves (ovviamente col respiratore :angel: ).
La sfida sarà anche progettare questi veicoli in modo tale che la manutenzione possa essere fattibile a gravità zero,ed abbastanza semplice.
Sarà una sfida entusiasmante!

Sicuramente si, tra l’altro portarsi i veicoli all’interno dell’ ambiente pressurizzato comporta anche dei rischi di contaminazione, penso ad esempio ai thrusters a idrazina…

Non si parlava recentemente di una alternativa non tossica (ma con un efficienza inferiore) all’idrazina?

Sembra che in Bigelow ci sia qualcuno che andava pazzo per Popular Mechanics quando era bambino :ok_hand:

Per ora hanno validato la tecnologia, e continuano a martellare NASA per il modulo sulla ISS.
Nell’attesa, disegnano ancora basi lunari, hangar orbitali e astronavi, aiutati propabilmente dai propri figli :stuck_out_tongue: