Nautilus-X, il primo concept per un MMSEV

Sono state diffuse nei giorni scorsi le prime caratterstiche tecniche intorno alle quali si sta lavorando per definire una roadmap e un progetto per il Multi-Mission Space Exploration Vehicle, ovvero il mezzo indispensabile per supportare missioni umane extra-LEO.
Il nome con cui è stato battezzato MMSEV è Nautilus-X, acronimo di Non Atmospheric Universal Transport Intended for Lenghty United States eXploration.
Innanzitutto i requisiti intorno ai quali si è iniziato a lavorare:

  • Supporto a missioni umane con equipaggio di 6 persone per durata sino a 24 mesi
  • Capacità di volo extra-atmosferico
  • Modulo centrifugo integrato per la salute degli astronauti
  • Sistema ECLSS manutenibile senza l’effettuazione di attività EVA
  • Sistema propulsivo modulare ed evolvibile indipendentemente
  • Utilizzo di strutture gonfiabili
  • Sistema di airlock supportato da un braccio robotico per il collegamento con l’esterno
  • Utilizzo di Orion per i trasferimenti da Terra alla LEO e rientro, capacità di docking con Orion, ISS e mezzi di rifornimento autonomo Europei.

Per quanto riguarda la costruzione e l’immissione in L1, punto scelto per la costruzione, sarebbero pianificati 2-3 lanci del vettore pesante HLV e 1 lancio del vettore manned per Orion. Con il primo lancio sarebbe però già lanciato il “core” indipendente e autonomo nel volo, capace di autosostenersi in attesa del completamento.

Per la prima volta viene quindi preso in considerazione un modulo più volte ipotizzato nei decenni passati ma mai arrivato ad essere concretamente progettato, si tratta del modulo centrifugo, giudicato importante per la salute dell’equipaggio.

Per la parte propulsiva, come detto intercambiabile a seconda delle missioni e degli sviluppi è prevedibile un utilizzo sia di un propulsore a ioni sia di un più tradizionale propulsore chimico a bassa spinta ma alto ISP.
Per la generazione di potenza è prevista la tradizionale fotovoltaica.

Per quanto riguarda l’equipaggio è previsto l’utilizzo di un airlock che possa supportare l’impiego di una MMU (Manned Maneuvering Unit) di nuova generazione, soprattutto in vista dell’esplorazione di corpi a bassa gravità propria.

Per la protezione da radiazioni si procederà con un approccio MIT, ovvero utilizzando campi magnetici e sarà presente una zona particolarmente protetta da uno scudo formato da acqua e idrogeno in cui rifugiarsi nel caso di eventi particolarmente violenti.

Infine il costo previsto per la costruzione si aggirerebbe intorno ai 3.7 miliardi di dollari con un tempo di progettazione e costruzione di 64 mesi.

Per questo progetto sarebbe previsto un collaudo propedeutico sulla ISS del modulo centrifugo. Per questo primo test, destinato a verificare le tecnologie della struttura gonfiabile, i sigilli, i cuscinetti e le parti mobili avrebbe un costo compreso fra 84 e 143 milioni di dollari e un tempo fra l’inizio dello sviluppo e il lancio di 39 mesi.
Per abbatere i costi e non vanificare materiale già disponibile come segmento centrale si utilizzerebbe uno moduli di docking dello Space Shuttle. Il modulo centrifugo, agganciato al Nodo-2 della ISS non creerebbe vibrazioni significative e dannose per gli altri esperimenti già sulla ISS e potrebbe essere utilizzato dall’equipaggio come zona notte per dormire in ambiente a gravità parziale e utilizzarlo per mangiare o effettuare attività in ambiente non micro-g.
Il modulo sperimentale avrebbe un diametro di circa 10m e una sezione del condotto interno di 1.3m. Con giri variabili da 4 a 10 al minuto creerebbe un ambiente con gravità compresa fra 0.09 e 0.5G.

Fonte: NASA


Altre immagini del sistema più complesso destinato a missioni di lunga durata.
Le altre immagini si riferiscono al prototipo del modulo centrifugo.


Un progetto molto interessante! Però mi chiedo che caratteristiche di resistenza ed efficienza possano avere delle strutture gonfiabili in luogo dei tradizionali moduli presurizzati!

Da quanto ho capito i moduli gonfiabili dovrebbero avere caratteristiche di resistenza superiori ai moduli tradizionali metallici. Tieni conto che Bigelow ha in orbita due prototipi (Genesis I e II) dal 2006-2007 e, fino ad ora, non hanno mai avuto grossi problemi.

Sarei proprio curioso di vedere finalmente in funzione un modulo centrifugo, anche se piccoletto come quello che dovrebbe essere testato sul Nodo2.

che notizia! finalmente si parla in modo serio della prima vera “astronave”! c’è qualche informazione riguardo ai tempi entro i quali si prevede l’inizio della progettazione?

Se ho ben capito… finalmente si parla di nave spaziale! :smile:

Bella notizia! Il punto è sempre quello… le varie amministrazioni se la sentiranno di buttare palate e palate di miliardi nelle casse delle agenzie coinvolte?

Ecco qui uno splendido PPT di Mark Holderman sul Nautilus-X, sembra che questa volta si parli seriamente di astronavi! :star_struck:

http://www.slideshare.net/Stellvia/holderman-1-2611

Propulsione elettrica, radiation protection attiva, profilo di missione che si allontana dal Sole, e… FOTOVOLTAICO???

Questo fa perfettamente il paio con la notizia che stanno tagliando il budget del FY 2011…

E questa è la parte bomba della notizia. In un colpo solo dicono che mandano sulla ISS una centrifuga e per di più la costruiscono gonfiabile… sarebbe larga 10 m (più di due volte i moduli USOS).
Wow. Sarebbe davvero bello… ma mi sento in dovere di essere un po’ tanto scettico…

PS: comunque l’acronimo è davvero bello!

E da qui vedo che la attacherebbero al PMA, quindi all’hatch Forward del Nodo2. In pratica mettono la prima struttura gonfiabile mai costruita proprio nel punto in cui è più probabile che impatti con qualche detrito. Sicuramente è il modo migliore per testare la tecnologia… ma la safety ISS l’approverà mai?

Appena finito di vedere Mission to Mars (film assolutamente irreale), dove c’era questo:

Entro sul portale e trovo la notizia, sono veramente contento. :ok_hand:

Però non ho capito una cosa, il tutto sarà assemblato in L1, non era più comodo assemblare in LEO e far partire tutto per L1?

A me l’acronimo proprio non piace.

:stuck_out_tongue: Si vede che non hai mai letto Jules Verne :smiley:

… ho avuto anche io lo stesso dubbio… forse è per velocizzare i tempi di sviluppo non essendoci reattori “pronti” per l’utilizzo in veicoli manned… o forse è sufficiente e affidabile l’utilizzo di pannelli solari, sarebbe interessante conoscere il fabbisogno, oppure vista la modularità di tutto il complesso potrebbe essere sostituito da un reattore in una fase successiva… vedremo.

[quote="albyz85, post:1, topic:14662"] Infine il costo previsto per la costruzione si aggirerebbe intorno ai 3.7 miliardi di dollari con un tempo di progettazione e costruzione di 64 mesi. [/quote]

Questo fa perfettamente il paio con la notizia che stanno tagliando il budget del FY 2011…

Beh… se fosse rispettato non sarebbe neanche eccessivo il costo, con un costo spalmato su 64 mesi è di 700 milioni di dollari all’anno… corrisponde ad un unico volo dello Space Shuttle… e considerando che è poi un mezzo riutilizzabile, onestamente non è molto credo.

esteticamente è un veicolo bellissimo!

Un altro parametro da tenere in considerazione per queste missioni è che a differenza della ISS l’insolazione è continua e stabile mentre per la ISS si alternano giorni e notti con la conseguente necessità di dimensionare i pannelli per essere in grado nelle ore di luce, oltre che alimentare la ISS, di ricaricare le batterie per il periodo di buio.

La prima vera astronave…WOW!!!

Ma erro o sempre in Mission to Mars si vede anche la ISS con un gigante modulo centrifugo? :slight_smile:

EDIT:
Eccola http://cineclub.de/images/2000/mission_to_mars_2.jpg :smiley:

Ma come verrà portata su se è di 10 metri di diametro? Sarà gonfiabile come il resto della struttura?

Assolutamente sì, come riporta la seguente citazione:

FINALMENTE un astronave :stuck_out_tongue_winking_eye:
Riguardo all’utilizzo di pannelli solari, fin che il profilo di missione è entro i due anni non penso che rappresenti un problema, visto che si rimarrebbe entro l’orbita di marte.
Passare successivamente (a lancio avvenuto) ad un’alimentazione nucleare è un altro paio di maniche…
Comunque ora tifo per il modulo centrifugo di test sulla ISS, poi su Orion e su un vettore per lanciarlo.
un passo per volta ragazzi! :star_struck: