New Horizons è uscita dall’ibernazione e si prepara all’incontro con Ultima Thule


#141

La rassomiglianza con il nucleo della cometa di Halley e’ impressionante.

Sembra che questo modo di accrescimento sia abbastanza tipico.

Va a finire che diventa scientificamente piu’ importante questo fly by che quello di Plutone (scherzo ovviamente).


#142

Il clou della conferenza.


#143

La difficoltà di vedere crateri in queste prime immagini non esclude la presenza di simili strutture ma dipende soprattutto dalle condizioni di illuminazione con il Sole molto alto, più o meno come vediamo la Luna piena.

Un altro primato di questa missione è che ha visitato entrambi i primi obiettivi con tutti gli strumenti primari e di backup pienamente efficienti. È la prima volta che accade nell’esplorazione del Sistema Solare esterno.


#144

Qui c’è una comparazione più… Terra terra :smile:


#145

Video della conferenza dal canale del JHU APL


#146

Segnalo un video di Scott Manley, fatto prima dell’incontro. E’ interessante la parte in cui spiega la notevole impresa di scovare un target dopo Plutone, e le varie difficoltà per portarla a termine.

https://www.youtube.com/watch?v=ymJRlUQfPfQ&list=UUxzC4EngIsMrPmbm6Nxvb-A


#147

Sto cercando di capire dalla conferenza stampa se hanno delle risposte a quanto scrivevi, ma finora non ho capito… anche se mi pare che dicano di aspettare le immagini a maggior risoluzione (avrei bisogno dei sottotitoli anche se in inglese).

Da profano posso dire che la gravita’ non e’ l’unico fenomeno a creare oggetti piu’ o meno sferici. I chicchi di grandine sono sferici. Lasciando perdere la tensione superficiale, forse e’ semplicemente un fenomeno statistico. Un nucleo di accrescimento piu’ grande in una nuvola di “fiocchi di neve” tendera’ ad essere colpito dai fiocchi di neve, o palle molto piu’ piccole, in tutte le direzioni e quindi sttatisticamente si acccrescera’ in forma di sfera.

Fino a che due nuclei di accrescimento di dimensioni simili non entrano in contatto, a quel punto generano un oggetto bilobato.

Mi pare anche che abbiano detto che hanno fatto il conto e la gravita’ sia maggiore rispetto alla forza centrifuga che allontanerebbe i due oggetti, insomma, sono appoggiati uno sull’altro. Ma potrei aver capito male.

Comunque nei prossimi giorni ne sentiremo parlare parecchio.


#148

Sulla gravità sono convinto che le due sfere siano appoggiate. Ho provato a fare due conti, che potrei anche aver sbagliato, e se i corpi si orbitassero dovrebbero avere densità troppo basse


#149

L’ultimo video che ho postato mi ha fatto capire una cosa in più.

Dunque, sì è giusta l’dea dei fiocchi di neve che si attaccano omogeneamente sulla superficie di un pezzo di neve grande, però bisogna considerare che dai granuli iniziali emergono contemporaneamente più planetesimi con una distribuzione di dimensioni da zero a quella massima. Quindi non hai una pezzo di neve in mezzo a tanti fiocchi, bensì tante palle di neve di dimensioni diverse che si scontrano a velocità diverse, per cui si formano corpi bitorzoluti.

Nel video suddetto si faceva notare che New Horizons viaggia molto vicino al piano su cui giaceva il disco protoplanetario e quella è una zona dove le orbite si incrociano molto poco. Ne consegue che è una zona particolarmente tranquilla (come dicevi tu), dove ci sono meno scontri che altrove ed è plausibile che i corpi possano essere un po’ più sferici, oltre che meno craterizzati.


#150

Da quanto ho compreso, in effetti l’attrazione gravitazionale tra i due corpi - seppure insufficiente a fonderli in un oggetto omogeneo - sarebbe stata comunque in grado di vincere la forza centrifuga, che tenderebbe al contrario ad allontanarli.
Lascio ai più esperti il calcolo delle forze che sono entrate in gioco, ma da profano non posso che restare stupefatto ed ammirare questa ennesima riprova della complessità e bellezza dell’universo… il miglior regalo che l’astrofisica poteva donarci per l’anno appena iniziato.
Ad maiora !


#151

Sì certo sono appoggiati! I due corpi hanno spiraleggiato molto lentamente l’uno verso l’atro a causa di effetti piccolissimi, il più influente dei quali credo dovuto ai microscopici rigonfiamenti mareali (correggetemi pure se sbaglio).

In una slide mostrano i due lobi colorati di blu dove la pendenza è minima e di giallo dove è massima. Spiegano che la polvere è caduta (o franata) nel punto dove i lobi si toccano formando un anello che li ha congiunti. Questo è in accordo con la riflettività più elevata in quella zona ed è compatibile con quella di un accumulo compatto di polvere fine.


#152

Ecco, ho fatto un Size Comparison più familiare alla maggior parte di noi


Fonti: Nasa, Google
EDIT: aggiunto un riferimento alle fonti, sperando basti


#153

Le ombreggiature che si vedono sulle due palle principali potrebbero rivelare, con le immagini piu’ definite, che sono composte da pallozze piu’ piccole aggregate, poi magari smussate da ulteriori “nevicate”. Lo sapremo presto. A quel punto chi di dovere potra’ elaborare i modelli matematici la distribuzione statistica di palle di varie dimensioni, e capire quanto e’ tipico questo tipo di accrescimento, probabilmente facendo fare un discreto salto alla planetologia.

Scusate se insisto con il paragone della nevicata, forse perche’ e’ in tema con il periodo natalizio, e con le suggestioni di un posto immenso e gelido ma placido ai confini del conosciuto, dove i tempi sono lunghissimi e il sole e’ lontano…


#154

Forse mi è sfuggito, ma ho capito che la rotazione sul suo asse di UT lo porta ad avere, in questo momento, la stessa porzione di superficie sempre rivolta verso il Sole. Se così, è possibile che la porzione in ombra mostri una geologia diversa?
La foto comparativa di UT con Plutone è mozzafiato. UT è veramente un sassolino posto a grande distanza. Le tecnologie moderne applicate all’astronomia hanno fatto altro che passi da gigante: balzi enormi.
Le “zone rosse” possono essere come per Plutone depositi di materiale complesso?


#155

Effettivamente, se guardi la palla piccola, sembra che abbia un “cappello”, sembra un terzo elemento.


#156

Intanto cominciano ad essere caricate anche le immagini “raw”. Questa è del 1° gennaio:

http://pluto.jhuapl.edu/soc/UltimaThule-Encounter/


#157

Nelle foto mostrate l’hanno orientato appositamente per fare il pupazzo di neve? Anche la comunicazione vuole la sua parte…


#158

Non solo la comunicazione vuole la sua parte, ma anche la pancia…


#159

L’asse di rotazione di MU69 giace circa sulla retta che passa tra lui e il Sole, ma questo vale solo per ora. Anche Urano fa così, ha cioè un asse di rotazione inclinato di quasi 90 gradi. Questo significa che mostra anche l’atra faccia al Sole beché ciò accada ogni circa 125 anni (che dovrebbe essere il suo semiperiodo orbitale a occhio e croce, visto che l’orbita di Plutone dura 247 anni terrestri).

Anche Plutone ha un asse molto inclinato, ben 120 gradi, e ciò lo porta ad avere il polo nord che punta “sotto” il piano delle orbite sel sistema solare (cioè nella direzione del “sud terrestre”).

EDIT: Starcruiser, ho visto adesso che hai scritto “per ora”. Allora non capisco il tuo dubbio, le due facce sono rivolte periodicamente al Sole quindi non abbiamo ragioni di per pensare che siano geologicamente diverse. 125 anni non lo definirei un “tempo geologico”.


#160

Anche io ho pensato subito alla provola, altro che pupazzo di neve…sarà il periodo di eccessi alimentari :wink: