Nuova data di lancio per STS-122 e ultime dal pad

Continuano i lavori per identificare la causa del problema ai sensori ECO sull’ET della prossima missione, gli ingegneri sono abbastanza confidenti nell’essere vicini alla possibile identificazione del problema.
Intanto si è deciso di spostare la prima data utile per il lancio a NET 10 Gennaio.
Si aspetta la prova decisiva di martedì prossimo con l’uso del Time-Domain Reflectometer (TDR) in contemporanea al tanking test.
Oggi è avvenuta l’installazione delle apparecchiature sulla parte posteriore dell’orbiter, sono stati applicati i connettori per le rilevazioni a tutti i sensori ECO, dall’1 al 4 e al sensore del 5% che aveva dato problemi.
Domani si procederà ad una prima serie di rilevazioni per capire se il problema è già identificabile “a secco”, mentre per martedì l’inizio del tanking è pervisto alle 7am locali e apertura della RSS alle 21:30 della sera prima.
Per ora ci si è concentrati per individuare il problema ipotizzando che sia sull’ET e non sull’orbiter, eventualità considerata improbabile, e da questa ipotesi si sono ridotte drasticamente le possibili cause.
L’ipotesi per ora considerata più probabile, anzi quasi l’ultima possibile, è un problema di connettori che potrebbero dare i risultati rilevati se ci fossero dei corpi estranei contaminanti o si fossero mossi dopo il fissaggio, erano comunque stati provati prima del montaggio e non avevano dato problemi.
Lo scenario per ora ipotizzato è uno spostamento o rottura di un connettore in cui si sia infiltrata aria e/o ghiaccio al momento del tanking il quale fa da isolante e impedisce la trasmissione del segnale, questa ipotesi è avallata dal fatto che la lettura errata non è istantanea ma dopo un certo periodo dall’inizio del tanking.
Lo stesso allo svuotamento, tolto l’idrogeno, il ghiaccio evapora, il contatto ritorna fra i connettori e i dati sono esatti.
Test in laboratorio sembrano confermare questa teoria, che è confermata anche da un modello matematico sul tempo di congelamento del ghiaccio che sembra direttamente correlato con le anomalie.
Per ora non c’è ancora la certezza che la causa possa essere questa ma si è confidenti in una risposta definitiva martedì prossimo.

questi continui tanking e detanking non penso facciano bene… o sbaglio? :expressionless:

Il limite di sicurezza è 13 cicli… per ora siamo a 2… :wink:

A questo punto slitta tutto di oltre un mese rispetto ai piani originari. Se questo potrebbe non avere ripercussioni sui lanci successivi, ne avrà sicuramente per quanto riguarda il “nostro” Columbus. La missione di Eyharts, che doveva configurare il modulo europeo, durerà infatti la metà di quanto previsto, a meno che non si ritardi di un mese la missione che lo doveva riportare a terra.

Ma le sai proprio tutte!! :eek:Complimenti Alby

Potrebbe anche esserci uno spostamento di Reisman alla missione successiva, come avvenuto con Clay Anderson… se ci fosse il prolungamento dei due giorni alla missione mi pare si riesca ad attivare quasi completamente Columbus lasciando solo la manutenzione all’Exp. a bordo.

Non penso che il problema sia da ricercare nell’orbiter, ma maggiormente nei sensori dell’ET; dal mio pto di vista potrebbe essere una “partita” difettosa e quindi il problema c’è anche per questa missione.

I guasti ormai stanno diventando troppi, secondo me oltre a partite difettose ci sono errori di progettazione…

A questo punto credo sia la soluzione migliore, che sponsorizzo in pieno. Se Eyharts doveva rimane su due mesi è chiaro che con un solo mese a disposizione riuscirebbe a compiere solo metà del lavoro che l’ESA gli aveva assegnato, esperimenti in primis. Speriamo che per questo ritardo “made in USA” non sia l’Europa a rimetterci.