Nuova (?) ipotesi sul disastro del Challenger

Ieri sera ho visto un documentario (l’ennesimo) sul disastro del Challenger. Era trasmesso dal National Geographic Channel ed era della serie di documentari che si chiamano “Quei secondi fatali”. In questo documentario veniva ventilata una nuova ipotesi per il disastro del Challenger. Oltre ovviamente al problema degli O-ring del booster di destra si ventila l’ipotesi che una corrente a getto abbia investito la navetta 55 secondi dopo il lancio ed abbia creato una pressione che avrebbe “riaperto” la falla fra le guarnizioni di gomma del booster provocando quella fiamma che avrebbe poi bruciato l’ET e causato l’esplosione pochi secondi dopo. Per avvalorare questa ipotesi il documetario cita alcuni fatti che possono far pensare: 1) un aereo civile avrebbe incontrato una forte corrente a getto proprio sopra il KSC circa 30 minuti prima del lancio, 2) il fatto che lo sbuffo di fumo che si vede al momento dell’accensione del SRB destro si interrompe dopo 2,5 secondi, 3) il fatto che i motori SSME hanno eseguito un movimento di circa 2 gradi per compensare la psinta laterale incontrata a circa 55 secondi dal lancio, 4) la certezza dell’ingengere della ATK Bojoli che lo shuttle sarebbe esploso al momento dell’accensione del motore, 5) la scia lasciata dalla navetta fino al momento dell’esplosione che ha una bizzarra forma. Questi i punti che ricordo al momento… In pratica secondo questa ipotesi le guarnizioni si sarebbero bruciate al momento dell’accensione del booster (il fumo) ma poi le scorie di alluminio presenti nel combustibile solido avrebbero nuovamente sigillato la falla (fine del fumo dopo 2,5 secondi). A circa 55 secondi dal lancio un forte vento laterale avrebbe investito la navetta mentre aveva appena attraversato la fase di MaxQ (correzione degli SSME) sollecitando in modo anomalo il booster e facendo sfuggire le scorie dalla falla che si è riaperta con la ripresa della fiamma (immagini video). A quel punto la sorte del Challenger era segnata… Cosa ne pensate di questa nuova (almeno per me) teoria?

Dimenticavo il fatto che ovviamente il documentario incolpa molto fortemente i dirigenti della NASA dell’epoca per aver ignorato gli avvertimenti della ATK sul fatto di non lanciare con basse temperature… ma di questa cosa nessuno venne incolpato… anzi qualcuno ha pure fatto carriera… :rage:

ieri ho visto lo stesso documentario e anche a me questa teoria giunge nuova.
Comunque il discorso, supportato dalle immagini video, sembrerebbe plausibile, ma che sia questa la causa scatenante dell’incidente, beh…
si in effetti se non ci fosse stata quella corrente anomala ,forse ( e ripeterei FORSE) le scorie d’alluminio sarebbero riuscite a fare da tappo e a salvare il Challenger, ma come serebbe andata per i lanci futuri?
Il probleme di fondo è sempre lo stesso, quel giorno si sarebbe dovuto ascoltare i tecnici della ATK e non lanciare, ma come dicevi tu, per questo non ha pagato e non pagherà nessuno.

Se è andata così sono stati davvero sfortunati.Quante probabilità c’erano che accadesse? :cry:

A me risulta che le falle noll’oring dei buster non fossero una novità. Alcune foto scattate al serbatoio esterno in altri lanci avevano mostrato sbuffi scuri sulla superficie del serbatoio e potevano essere provocati solo da perdite nei booster, che per altro venivano recuperati e penso anche analizzati. Non credo che la falla potesse essersi autoriparata con una colata di alluminio fuso, viste le basse temperature a cui evapora.
Resta comunque uno scandalo degno della peggiore Italia che nessuno sia stato “sbattuto fuori” dalla NASA, visto quello che è successo. anzi, furono i tecnici nella Norton a rischiare il posto… per quel che ne so.
Ciao.

Sinceramente mi pare un’ipotesi abbastanza peregrina: il fenomeno della erosione degli O-Ring era presente fin dal primissimo volo, documentata dai rapporti compilati dai tecnici Thiokol nel corso dello smontaggio degli SRB recuperati dopo il lancio.
Il punto è che si decise, anche su pressione NASA, di convivere con tale anomalia. Venne “normalizzata la devianza”, con la tesi a sostegno che tutti i lanci erano avvenuti… comunque con successo!

Della vicenda del Challenger a mio parere il punto non è tanto la causa tecnica, che come ho detto si conosceva abbastanza bene, quanto la mentalità perversa della normalizzazione delle devianze, accaduta anche con i distacchi di foam che condannarono il Colubmbia e il suo coraggioso equipaggio.

Consiglio fortemente la lettura di questo volume, al proposito:

The Challenger Launch Decision: Risky Technology, Culture, and Deviance at NASA
di Diane Vaughan
http://www.press.uchicago.edu/cgi-bin/hfs.cgi/00/13075.ctl

A me e’ sembrato strano che le scorie dell’alluminio abbiano tappato la falla, anche se avrebbero percorso un itinerario ad S prima di intasare l’uscita creata dall’o-ring. Inoltre, questo sarebbe accaduto gia’ nei primissimi secondi, quando il propellente starebbe bruciando all’interno dell’anima, e non sulle pareti del tubo. Mi piacerebbe conoscere la fisica della combustione all’interno del booster: Prima brucia all’interno della massa di combustibile e poi si consuma viavia verso l’esterno, o e’ praticamente contemporaneo? Penso sia esatta la prima ipotesi in quanto nella seconda non credo possa bruciare tutto il tempo che impiega effettivamente.

Ieri sera ho visto un documentario (l'ennesimo) sul disastro del Challenger. [...] In questo documentario veniva ventilata una nuova ipotesi per il disastro del Challenger.

Mi chiedo come mai di queste ipotesi non si sente mai parlare nei forum degli addetti ai lavori prima che vengano annunciate in documentari o rivelazioni di stampa.

Quanto alle anomalie segnalate dal documentario, bisognerebbe vedere se lo sono realmente. Per esempio, i motori SSME hanno compensato una deviazione di 2 gradi: ma in un volo Shuttle senza incidenti quali sono le deviazioni massime rilevate? Un pilota civile ha rilevato una corrente a getto poco prima del lancio. Nelle altre missioni ci sono state correnti simili o più forti?

Paolo Amoroso

ZioStefo ha scritto:

Mi piacerebbe conoscere la fisica della combustione all'interno del booster: Prima brucia all'interno della massa di combustibile e poi si consuma viavia verso l'esterno, o e' praticamente contemporaneo? Penso sia esatta la prima ipotesi in quanto nella seconda non credo possa bruciare tutto il tempo che impiega effettivamente.

esatto il propellente solido brucia a partire dall’interno andando via via verso l’esterno

A proposito della “normalizzazione delle devianze” ho letto che l’Orbiter era destinato a compiere voli fino alla fine degli anni 80-primi 90 circa,e che dopo avrebbe dovuto essere sostituito da un Block-II.Secondo voi l’aver voluto costruire un intera flotta non è stato un errore? Lo Shuttle doveva essere un “work in progress” in cui il modello successivo sarebbe stato più avanzato del precedente.Aggiungiamo a questo la follia di non voler costruire lo Shuttle-C…insomma a mio giudizio il programma è stato gestito malissimo.

Vero, ma con i continui tagli di bilancio alla NASA non potevano fare diversamente. Purtroppo. Poi non dimentichiamoci che la navetta era stata costruita con tecnologie ormai superate per garantire l’affidabilità…
Ricordo bene tutti i progetti, quanta carta sprecata.

A proposito della "normalizzazione delle devianze" ho letto che l'Orbiter era destinato a compiere voli fino alla fine degli anni 80-primi 90 circa,e che dopo avrebbe dovuto essere sostituito da un Block-II.Secondo voi l'aver voluto costruire un intera flotta non è stato un errore? Lo Shuttle doveva essere un "work in progress" in cui il modello successivo sarebbe stato più avanzato del precedente.Aggiungiamo a questo la follia di non voler costruire lo Shuttle-C....insomma a mio giudizio il programma è stato gestito malissimo.

Che io sappia (ed anche Jenkins) per “block-2” si intendeva non tanto un update della navetta in se (ossia l’Orbiter) quanto dei due SRB che dovevano essere rimpiazzati con boosters a propellente liquido (come nell’Energia-Buran).
Questo avrebbe, sicuramente, incrementato la sicurezza complessiva del sistema, potendo arrestare la spinta dei motori durante un qualsiasi momento della fase di ascesa.

Si,certo,i due SRB finalmente a propellente liquido.Ricordo inoltre che negli anni 80 però si sentiva parlare anche di un nuovo sistema di protezione termica,o per lo meno di “mattonelle” di seconda generazione.e di un più rapido turn over di manutenzione-erezione sulla rampa.

Si,certo,i due SRB finalmente a propellente liquido.Ricordo inoltre che negli anni 80 però si sentiva parlare anche di un nuovo sistema di protezione termica,o per lo meno di "mattonelle" di seconda generazione.e di un più rapido turn over di manutenzione-erezione sulla rampa.

Esatto. In realtà quando si pensa ad uno Shutlle “Block 2” non si deve pensare a nessun cambio drastico nella configurazione di base del progetto.
A questo doveva provvedere il programma “Shuttle II”, già abbondantemente discusso nel nostro Forum:

http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=1331

Per vedere come sarebbe apparso lo Shuttle “Block 2” con i due LRBs (Liquid Rocket Boosters) basta dare un’occhiata a questo bel modello presente nel sito ninfinger:

http://www.ninfinger.org/~sven/models/html_pix/amliquidshuttle.html

P.S. Topopesto ne sai niente di questo modello… :wink: :wink: