Orbite: osservatore e osservato

Buonasera a tutti! Spero il mio titolo vi abbia attirati :slight_smile:
Ho un piccolo quesito da porvi: Come si faceva a sapere se si era entrati in orbita (esempio Gagarin)? Domanda forse banale, ma quando sui simulatori come Ksp e Orbital bene o male si vede sul computer di bordo l’orbita e si sa a che velocità si sta andando (in questo caso siamo gli osservatori).
Ma come funziona? Quando si è nella vera e propria capsula? (non nei simulatori, nella vita reale)
E qui mi ricollego a 2 domande che volevo fare:
Nello spazio come si fa a sapere a che velocitĂ  si sta andando? (un modo penso sia calcolare la spinta e la massa della capsula)
Domanda 2 non la ricordo :sweat_smile:
Grazie in anticipo delle risposte :+1: e buonanotte

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Ti rispondo provvisoriamente, finché gli esperti non ti daranno tutti i dettagli!

Soprattutto nelle prime missioni la conferma arrivava da terra. Via radio veniva comunicato l’esito dell’inserimento in orbita. Dall’interno della capsula, credo, se non si accendevano troppi allarmi significava che probabilmente era andato tutto bene, e poi si potevano fare dei calcoli in base a quello che dicevano gli strumenti di navigazione, gli indicatori di propellente (rimasto), quello che vedi dall’oblò (se vedi onde e pesciolini, probabilmente non sei entrato in orbita!)

Con i nuovi computer di bordo, e trasmissioni continue di dati telemetrici, sicuramente gli astronauti sono molto meglio informati!

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grazie, era questo il mio dubbio.

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Una volta che hai un razzo abbastanza preciso da portarti in orbita, molto probabilmente sai anche la tua posizione e velocità al momento in cui si spengono i motori. A questo punto trovare in che orbita sei è un calcolo che puoi fare anche a mano (con un po’ di pazienza), se ti interessano i calcoli li puoi trovare ad esempio qua:

Poi come giustamente diceva sinucep, non credo che gli astronauti dei tempi di Gagarin avessero a disposizione questi dati, per cui venivano calcolati con la telemetria mandata a terra e venivano raffinati in seguito con rilevamenti radio lungo la traiettoria.

Edit

Scusami @Lawrence_Brodesco ma ho letto ora in un altro topic che stai frequentando la prima superiore, probabilmente quel link mette troppa carne al fuoco e molti degli strumenti matematici non gli hai ancora affrontati. Comunque se vuoi ulteriori spiegazioni chiedi pure :smiley:

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Uno dei sistemi chiave a bordo di razzi e veicoli spaziali è il sistema di guida inerziale, ed è grazie a questo che è possibile calcolare posizione e velocità di un razzo. Il funzionamento si basa, molto sommariamente, sulla misura e integrazione costante delle forze che hanno agito e agiscono sul veicolo spaziale durante la sua missione, e sul confronto di tali dati con quelli attesi.

Questo sistema prende diversi nomi a seconda delle scuole ingegneristiche, ma sostanzialmente consiste in una piattaforma composta da diversi sensori come giroscopi e accelerometri, che insieme al computer di bordo di fatto generano in modo autonomo da qualsiasi collegamento a terra i dati di posizione e velocitĂ  del vettore/veicolo.

Siamo d’accordo che i dati di bordo possono essere monitorati e confermati da terra, ma dagli albori dell’astronautica un sistema di guida e controllo autonomo è stata una tecnologia chiave, prima militare e poi civile.

Quindi secondo me questo è il principale metodo con cui rispondere alla tua domanda: si misura grazie al sistema di guida inerziale.

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