Orion avanti a tutta forza

Howard Hu, vice responsabile del programma di Orion presso il Johnson Space Center della NASA, fornisce un aggiornamento su Orion, il veicolo spaziale che porterà la prossima generazione di esploratori spaziali sulla Luna e oltre.

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nell’involucro il simulacro della capsula Orion che verrà utilizzato per i test di impatto con l’acqua da effettuare il prossimo anno presso il centro di ricerca NASA Langley.

una volta estratto dal telo di plastica verrà equipaggiato con i sensori che rileveranno le sollecitazioni nelle varie condizioni di ammaraggio.

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Mentre Orion sta finendo l’assemblaggio in vista di Artemis, è stato individuato un problema con un canale (che dovrebbe essere ridondante) nell’unità dati e potenza nel Crew module adapter. Verranno installate alcune protezioni per impedire che alcune componenti si rovinino durante i controlli. Dopo la risoluzione del problema la capsula verrà spedita al Multi-Payload Processing Facility dove verrà rifornita di carburante prima dell’unione con l’abort system.


Fonte: NASA - Issue with a redundant channel in a power and data unit (PDU).

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E si viene a sapere che questo potrebbe portare ad un ritardo che va tra i 4 e i 12 mesi in base al modo con cui verrà effettuata la sostituzione…
Viene da pensare che durante il design non sia stata contemplata una sostituzione di questo tipo…

Da 4 fino a 12 mesi?
Questa non ci voleva proprio, sembra una cosa seria.

Lo statement NASA è ben lontano dai toni catastrofistici di “The Verge”. Anzi la NASA scrive che proseguono le attività volte a portare Orion all’unione con il sistema di Abort. Direi di aspettare ulteriori dettagli dalla NASA, se questi ci verranno forniti.

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I tempi non se li sono inventati, li hanno presi da una presentazione interna di cui sono entrati in possesso. Inoltre né NASA né Lockheed hanno negato le informazioni in risposta, quindi è presumibile che i tempi siano veritieri (soprattutto visto che hanno proprio evitato di menzionare le tempistiche nelle comunicazioni ufficiali).

Tra quattro e dodici mesi passa una bella differenza. In ogni caso agli insider di the verge, che possono anche avere avuto una fonte perfetta, preferisco per un ritardo potenziale del genere aspettare un comunicato NASA.
Se avranno avuto ragione, speriamo di no :stuck_out_tongue_winking_eye: , lo scopriremo abbastanza presto.

Andando per informazioni ufficiali si parla di un problema in un canale di ridondanza di una PDU all’interno dell’adattatore Orion- ESM (CMA).

Le PDU sono dei “blocchi” attraverso i quali passa l’energia per il modulo di comando e il controllo di questa energia per la pletora di sistemi che vanno ad alimentare. C’è ne sono 2 nel CMA e 6 nel modulo di comando. Siccome le unità sono già state testate molteplici volte, il problema può riguardare anche qualcosa che non è lato hardware ma software.

In ogni caso stando alle parole NASA si tratta di un canale di ridondanza (di un sistema). Quindi anche nel caso in cui si decidesse di separare il CM dal modulo di servizio, si dovrebbe sostituire un solo componente e non tutta la PDU. Essendo di ridondanza potrebbero persino decidere di volare cosi, essendo questo un volo di test. Ovviamente solo NASA e LM sanno qual’è la vera entità del problema e quale azione intraprendere.

Il fatto che stiano continuando le operazioni di closeout, fa ben sperare sul fatto che la cosa sia risolvibile senza dover riaprire tutto.

(immagine credit LM)

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Intanto la NASA comunica che hanno installato la “forward bay” che proteggerà i tre paracadute principali per tutto il volo fino all apertura degli stessi.

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Sono d’accordo ed è per questo che la stima di 4-12 mesi mi sembra assurda.

Onestamente non credo che alla LM non sia stata prevista (by design) la possibilità di sostituire le PDU singolarmente, anche se (per esserne certi) bisognerebbe vedere la loro lista di requisiti al livello di sottosistema, in base ai quali sono state stilate le varie DVCM (Data Verification Control Matrix) con le quali sono state poi condotte le varie campagne di test.

Durante la conferenza per Artemis III , la NASA ha confermato che il problema al canale di una delle PDU non rappresenta motivo di delay per il volo di Artemis I.

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Sarei stato sorpreso del contrario.

Nuovo articolo di Manuel De Luca pubblicato su AstronautiNEWS.it

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ESM-1 ora è proprietà della NASA

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Ed il motivo è che la PDU non verrà sostituita.

https://blogs.nasa.gov/artemis/2020/12/17/artemis-i-orion-progress-update/

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Al Johnson Space Center è arrivato un simulatore della capsula Orion per permettere agli astronauti del Team Artemis, agli ingegneri e ai controllori di volo di fare pratica durante i vari scenari per le missioni del programma. Gli interni presentano i display, i sistemi di controllo e i posti a sedere proprio come saranno disposti al momento della partenza con equipaggio.


Stephanie Wilson, Jonny Kim e Randy Bresnik vicini al simulatore di Orion.


Fonte: NASA - Orion simulator arrives at JSC.

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Gli interni presentano i display, i sistemi di controllo e i posti a sedere proprio come saranno disposti al momento della partenza con equipaggio.

Come d’altronde tutti i simulatori di volo :wink:

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La capsula Orion per Artemis 1 è pronta ad essere spostata dal suo supporto. Ora il responsabile della capsula è il team del NASA Ground System del KSC.

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La capsula sta per lasciare la struttura nella quale era arrivata nel 2016.

E relativo video.

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