Parker Solar Probe


#1


La missione è stata recentemente ribattezzata in onore del fisico Eugene Parker, e dei suoi pionieristici studi su vento solare.
A poco più di 400 giorni dal lancio, iniziano a esserci informazioni interessanti.

Obiettivi scientifici

  • Determinare la struttura e la dinamica dei campi magnetici delle sorgenti del vento solare
  • Tracciare il flusso di energia che riscalda la corona e accelera il vento solare
  • Determinare quali meccanismi accelerano e trasportano le particelle energetiche
  • Esplorare il plasma nei pressi del Sole e la sua influenza sul vento solare e sulla formazione delle particelle energetiche

Strumenti scientifici

FIELDS (Fields Experiment)
Eseguirà misurazioni dirette dei campi elettrico e magnetico.
PI: Prof. Stuart Bale; University of California, Berkeley

IS☉IS (Integrated Science Investigation of the sun)
Eseguirà osservazioni sugli elettroni energetici, protoni, ioni accelerati ad alte energie (10s of keV to 100 MeV) nell’atmosfera del sole e nell’eliosfera interna e ne verrà fatta una correlazione con vento solare e le strutture coronali.
PI: Dr. David McComas; Princeton University

WISPR (Wide-field Imager for Solar PRobe)
Questi telescopi riprenderanno immagini della corona e dell’eliosfera interna.
PI: Dr. Russell Howard; Naval Research Laboratory

SWEAP (Solar Wind Electrons Alphas and Protons)
Conterà le particelle più abbondanti nel vento solare (elettroni, protoni e ioni di elio) e ne misurerà proprietà quali la velocità, la densità e la temperatura
PI: Prof. Justin Kasper; University of Michigan/ Smithsonian Astrophysics Observatory

Time line della missione

2015

  • March: CDR (Critical design review)

2016

  • May: System Integration Review
  • July: KDP-D
  • July: Start of Integration and Testing

2017

  • Begin March 2017: Instrument Deliveries
  • Begin August 2017: Observatory System Testing
  • Fall 2017: Shipment of Observatory to GSFC

2018

  • Spring 2018: Shipment of Observatory to Cape Canaveral
  • July 31, 2018: Launch
  • September 28, 2018: Venus Flyby #1
  • November 1, 2018: Perihelion #1

2019

  • March 31, 2019: Perihelion #2
  • August 28, 2019: Perihelion #3
  • December 22, 2019: Venus Flyby #2

2020

  • January 24, 2020: Perihelion #4
  • June 2, 2020: Perihelion #5
  • July 6, 2020: Venus Flyby #3
  • September 22, 2020: Perihelion #6

2021

  • January 13, 2021: Perihelion #7
  • February 16, 2021: Venus Flyby #4
  • April 24, 2021: Perihelion #8
  • August 5, 2021: Perihelion #9
  • October 11, 2021: Venus Flyby #5
  • November 16, 2021: Perihelion #10

2022

  • February 21, 2022: Perihelion #11
  • May 28, 2022: Perihelion #12
  • September 1, 2022: Perihelion #13
  • December 6, 2022: Perihelion #14

2023

  • March 13, 2023: Perihelion #15
  • June 17, 2023: Perihelion #16
  • August 16, 2023: Venus Flyby #6
  • September 23, 2023: Perihelion #17
  • December 24, 2023: Perihelion #18

2024

  • March 25, 2024: Perihelion #19
  • June 25, 2024: Perihelion #20
  • September 25, 2024: Perihelion #21
  • November 2, 2024: Venus Flyby #7
  • December 19, 2024: Perihelion #22 First Close Approach

2025

  • March 18, 2025: Perihelion #23
  • June 14, 2025: Perihelion #24

Fonti:
http://solarprobe.jhuapl.edu/index.php


#2

Già, perché intitolare un’altra missione a Bepi Colombo non era il caso :slight_smile:
Scherzo ovviamente, ma i primi studi che hanno portato al concept di Solar Probe dovrebbero essere proprio di Bepi. Esso propose infatti un violento gravity assist con Giove per “uccidere” gran parte della velocità orbitale della sonda in modo da avvicinarsi al Sole con relativa facilità.


#3

Interessante! Notevole anche il fatto che le missioni dovrebbero partire a soli 5 mesi di distanza, avere dei gravity assist con Venere nello stesso periodo (anche con lo scarto di soli 2 mesi nel 2021) e arrivare nel vivo delle loro osservazioni entrambe nel 2025.


#4

Una missione molto importante chissà cosa potremo scoprire di nuovo sulla nostra stella :smiley:


#5

Riesumo questo post perché ci siamo quasi, il giorno del lancio sarà il 31 luglio.
Oggi è arrivata nel paese del sole, la Florida, dopo essere partita dal Goddard Space Flight Center il 2 aprile, aver viaggiato su un C-17 della United States Air Force’s 436th Airlift Wing ed essere approdata allo Space Coast Regional Airport a Titusville.
Qui è mentre viene scaricata dal C-17.

Poi è stata trasportata dall’aeroporto alla Astrotech Space Operations sempre di Titusville dove sarà sottoposta ad altri test.


#6

Ci sono le immagini anche dell’arrivo alla facility di Astrotech :smiley:

Ora aspettiamo che la spacchettino.

La galleria, in aggiornamento, è qui: https://www.flickr.com/photos/gsfc/sets/72157694566981944/with/27385875838/


#7

Mentre avanzano le preparazioni per il lancio, i tecnici stanno continuando a studiare alcuni problemi riscontrati con i platinum resistance thermometers che fanno parte del sistema di controllo termico. Questi sensori hanno mostrato un “tasso di fallimento più alto del previsto”. Sono sensori di temperatura molto sensibili che forniscono un feedback di temperatura al sistema di controllo termico e ai pannelli solari.
Non è l’unico problema riscontrato nella sonda, ma tutti gli altri sembrano essere stati risolti; potrebbe però essere quello che ne ritarda il lancio se non venisse risolto in tempo.


#8

E se non vanno i sensori di temperatura in una sonda cosí…


#9

Che strano. La tecnologia dei sensori di temperatura al platino (Pt100 o Pt1000) è ben nota e collaudata da decenni. Salvo che il problema non sia nei sensori in se ma nel sistema di lettura dei medesimi, chissà.


#10

Gli mando la mia tesi? :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
(scusate non ho resistito :spank: :spank: :spank:)


#11

Eh, dovresti proprio, Isa! :smiley:


#12

Non ho nuove notizie sui termometri al platino, tuttavia le fonti NASA erano piuttosto ottimistiche, dal momento che il problema è stato riscontrato prima del trasferimento del satellite a Cape Canaveral e si è comunque deciso di effettuare il viaggio.

Darei quindi scaramanticamente per scontato che il lancio non sarà rinviato [FINGERS CROSSED] e mi concentrerei sulla preparazione del lanciatore. D’altra parte il Delta IV Heavy sarà anche vecchio e poco conveniente (al contribuente USA), ma è troppo bello. :smiley:

Ecco lo sbarco a Port Canaveral, avvenuto il 27 luglio 2017.

Una sola nave non basta per portalo tutto. Qui c’è il core e un booster laterale

28 luglio: inizia il viaggio del core

Purtroppo sulle nostre strade non capita mai di incrociare questi trasporti speciali

Arrivo alla Horizontal Integration Facility presso SLC 37

1° agosto: è la volta del booster

Con calma, il 26 agosto, arriva anche il resto. D’altra parte mi risulta che la nave sia sempre il Delta Mariner che ha dovuto rifare tutto il viaggio dalla fabbrica di Decatur in Alabama.

Questa volta abbiamo un altro booster e il secondo stadio:

E’ quest’ultimo il primo a partire (28 agosto):

Il booster segue il 30 agosto

Il Delta IV Heavy è (credo) l’unico vettore di ULA che viene integrato in orizzontale. Purtroppo non abbiamo le foto del montaggio dei common buster. Qui siamo già al 2 marzo 2018 quando si integra il secondo stadio

17 aprile: trasferimento alla Vertical Integration Facility per la verticalizzazione. Si vede appena ma il razzo è già alla base della torre.

Eccolo in tutto il suo splendore :nerd:

Galleria completa: https://www.flickr.com/photos/nasakennedy/albums/72157684283574591/


#13

Wow ma è già stato verticalizzato, 3 mesi e mezzo prima del lancio! Vero che il 37B viene usato pochissimo, quasi solo per il Delta IV vedo.

AstronauticAgenda


#14

L’Applied Physics Laboratory, ente affiliato alla Johns Hopkins University che ha realizzato la sonda, ne prevede l’arrivo al sito di lancio ai primi di luglio, per essere integrata sul vettore.
Fonte http://parkersolarprobe.jhuapl.edu/News-Center/Show-Article.php?articleID=74


#15

Ovviamente parliamo di arrivo al pad, perché Parker, come abbiamo visto, è già in Florida. Ecco finalmente delle immagini del 10 aprile che lo ritraggono durante i test presso la facility di Astrotech Space Operations a Titusville. (Click per HD)

Poco tempo dopo, esattamente il 18 aprile, proveniente dal Johns Hopkins Applied Physics Laboratory di Laurel (Maryland), è arrivato a Titusville anche lo scudo termico o, più esattamente, il “Thermal Protection System” che proteggerà la sonda e i suoi strumenti da temperature fino 1.400 gradi.


#16

per non saper né leggere né scrivere credo la prima (e comunque l’unica cosa contro cui farla schiantare è il Sole). Ma sono già finite altre cose nel Sole? quali sonde ci finiranno dentro?


#17

Alla fine della sua missione si “schianterà” contro il sole e fino a che potrà darà informazioni sul sole essendo la prima sonda ad andare cosi vicina.


#18

Uno sciopero dei dipendenti ULA potrebbe avere qualche ripercussione sul lancio, ma dovrebbe esserci sufficiente tempo per risolvere la situazione.

AstronauticAgenda


#19

Il lancio è stato posticipato di 4 giorni, ossia al 4 agosto (finestra di lancio di due ore a partire dalle 10.00 circa ora italiana). Il tempo aggiuntivo servirà per “ulteriori test software sui sistemi del veicolo”.


#20

C’è stato un’ulteriore posticipo. Il lancio ora è a NET 6 agosto. C’è stato un problema con un cavo sul fairing e inoltre si è scoperta una perdita in un sistema del motore terzo stadio. :wounded: