Paul Allen annuncia un nuovo progetto per i lanci orbitali

Ok, grazie! Non avevo visto il sito e pensavo di essermi perso qualche riga della news… :flushed:

E’ giunta l’ora di D. D. Harriman!

Elon Musk “The man who sold the LEO”… :wink:

Ma di date non ne parlano? Che tempi avrebbero per essere pronti al lancio?

In una presentazione sul sito dicono

we expect to conduct flight testing beginning in 2016

diffido di chi vende miracoli, tutto qui. e in piu’ di 30 anni che mi interesso di astronautica se n’e’ visti tanti…

I risparmi sono in termini di deltaV e quindi di propellente.
Un razzo “tradizionale” deve utilizzare deltaV per:

  • Guadagnare quota (quindi guadagnare energia gravitazionale)
  • Guadagnare energia cinetica (per l’inserzione in orbita)
  • Vincere la forza di attrito
  • Far ruotare il vettore di velocità (considera che il razzo alla partenza ha una velocità radiale per allontanarsi dalla superficie terrestre, mentre in un’orbita circolare ha solo velocità tangenziale) (bisogna considerare anche la velocità di rotazione terrestre)

Far partire un razzo in quota da un aereo che ha una certa velocità rispetto al suolo significa che deve guadagnare meno energia. Inoltre, essendo già in posizione orizzontale, dovrà spendere di meno per far ruotare il vettore velocità. Partendo da una quota maggiore l’attrito sarà minore e può utilizzare parte della portanza generata per acquistare quota e/o modificare la traiettoria. Tutto ciò si traduce in minor propellente a bordo, quindi serbatoi più piccoli e strutture più leggere.

Diciamo quindi che dal punto di vista del razzo tutto ciò è un risparmio. Però tutti questi vantaggi non sono gratis, perché sono acquistati grazie all’aereo che fa aumentare quota e velocità. L’aereo è però più efficiente del razzo, in quanto i motori sono air breathing e quindi non si deve portare dietro l’ossidante, ma solo il combustibile. Però poi ci sono le strutture di aggancio e tanti altri fattori.
Quindi dal punto di vista aereo+razzo i vantaggi si riducono notevolmente.
In passato i russi ci avevano già pensato con i progetti Spiral e Mask (che se ricordo bene doveva lanciare un razzo da un Anotonov 225). Probabilmente con le tecnologie di quegli anni non sarebbe stato vantaggioso un sistema del genere, mentre le attuali forse permettono realmente un certo risparmio.

Per carità verissimo, però c’è da dire che la SpaceX (ed anche le altre “space ventures” nate nel nuovo secolo) si sono spinte molto (ma molto) più lontano di tutti i predecessori (a partire dalla OTRAG, passando per i Connestoga della SSIA, fino ad arrivare ai vari Kistler e Rotary Rocket inc.).

La diffidenza è sempe lecita, però c’è da dire che rispetto al passato il presente dell’inizativa spaziale privata ed impreditoriale è senz’altro più “concreto”, ossia più legato all’Hardware quindi non solo (e non tanto) dalla capacità di vendere un sogno (oppure fumo a seconda dei casi) così come avveniva in passato, e mi riferisco nello specifico ai primi anni ottanta del XX secolo.

Solo una precisazione, la pista del Mojave è una pista “tradizionale” commerciale, non credo abbia specifiche particolarmente speciali rispetto agli airporti per traffico heavy di altre parti del mondo.
http://en.wikipedia.org/wiki/Mojave_Air_and_Space_Port

In ogni caso le specifiche della pista sono rigorosamente regolamentate e non mi stupirei che un “bestione” del genere abbia esigenze inferiori rispetto ad altri aerei, magari più leggeri, ma con caratteristiche progettuali differenti. Il calcolo per la compatibilità della pavimentazione di una pista con quella degli aerei è abbastanza complesso e da una formula in cui vengono inseriti i parametri più disparati (impronta, MTOW, numero di carrelli, ruote, ecc.) si ricava un coefficiente che varia da aereo ad aereo.

Maggiori info sul progetto:
http://www.stratolaunch.com/presskit/Download_PressKit.pdf

http://www.youtube.com/watch?v=sh29Pm1Rrc0#ws

sul sito Space.com una simpatica immagine comparativa del “mostro” con altri oggetti…

Per chi fosse interessanto di seguito le caratteristiche del Rogers Dry Lake, dove ha sede la Edwars AFB, da non confondersi con il Mojave Air & Spacport. In particolare il Rogers Dry Lake è un bacino endoreico su cui sorge la base, la quale dispone si di piste pavimentate che naturali. Queste ultime sono state, da sempre, utilizzate per l’atterraggio ad alta velocità di tutti gli aerorazzi della serie “X” nonché i Lifiting Bodies fino allo Space Shuttle, proprio grazie all’elevata resistenza meccanica del fondo naturale della pista.

http://it.wikipedia.org/wiki/Rogers_Dry_Lake

Degne di nota sono in particolare la 17/35 che è lunga ben 12.100 metri e la 5/23 lunga 8.400 metri.

Nel video però lo fanno decollare e atterrare al KSC :slight_smile:

Questo credo che sia uno dei punti più critici di tutto il sistema (e quindi concordo con corgius e Archipeppe). Non a caso il sistema di aggancio e integrazione è, anche nella presentazione, considerato uno dei tre elementi fondamentali, e non un semplice sottosistema come si potrebbe pensare. Il fatto che sia stato affidato ad una ditta specifica, la Dynetics, fa pensare che abbiano almeno un’idea e uno studio di fattibilità di come risolvere la questione. Stiamo a vedere sono proprio curioso…

Ciao

immagino che la doppia fusoliera sia per:

  • facilitare il decollo dell’aereo: di certo no si può portare un razzo di quella dimensione su una sola ala di un aereo normale.
    -la sicurezza del “carico”, soprattutto se umano, in caso di problemi si può utilizzare uno sgancio della cabina.

Corretto?
Ci sono altri vantaggi?

grazie
Joe

ma a parte la grandezza e probabilmente il payload che differenza c è con quello della Virgin (spaceship two?)

Nun t’abbasteno, grandezza e payload?

Hai osservato bene il diagramma di comparazione delle dimensioni?

E’ un MOSTRO, come dimensioni!

E’ lo stesso concetto, ma càspita, la scala è ben diversa. La ditta di Burt Rutan si chiama Scaled Composites, nel senso (I presume) che si può costruire con i compositi a molte scale diverse. Però qui è un’altra storia, e penso che non basti uno “scaling up” di SS2. Pensate solo alla complessità degli impianti di bordo, da un VariEze (1975) a questo ci sono anni luce. Tanto per dirne un’altra, pensate ad una piantata di motore dopo il decollo, e ad un atterraggio di emergenza con 220 T di esplosivo sotto la pancia. Altro che far tremare i polsi.

Bah… Concordo fondamentalmente con Paolo… Finchè non lo vedrò decollare e operare per quel che promette rimango decisamente scettico… Per me ha costi di sviluppo spaventosi e difficilmente ammortizzabili…

Il vantaggio delle piste “lakebed” credo sia nella naturale pavimentazione che non necessita particolare cura ne preparazione, ma la resistenza meccanica credo sia nettamente inferiore a quelle pavimentate o in cemento, queste ultime hanno PCN nettamente superiori. In ogni caso quella cui si fa riferimento qui è quella tradizionale del Mojave Spaceport.

Mi pare troppo bello per essere vero.
Se questo affare funziona,ed è realmente competitivo in termini di costi con un vettore tradizionale…beh,signori,è l’inizio di una nuova era!
Troppo bello,appunto.

P.S.
Una curiosità,potrebbe lanciare anche un X37C versione manned? (il veicolo ipotizzato quì http://www.suasnews.com/2011/10/9144/manned-x37b-version-suggested-at-space-2011/ )

Altra curiosità non meno assillante della prima: che differenza c’è, in termini di prestazioni ed affidabilità , tra il veicolo di Paul Allen e questo progetto?

http://www.lockheedmartin.com/news/press_releases/2011/125_ss_reusablebooster.html